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Pur non essendo un professionista, mi diletto con il trading da tanti anni e lo ritengo moderatamente profittevole se fatto con giudizio, prudenza e conoscenza. Nel caso di bitcoin qualsiasi strategia di trading, IMHO, è, nel LP, meno remunerativa di un semplice hodl ma, dato che speculare per me è molto divertente, non ho mai smesso di studiare ed approfondire nonostante resterò sempre alla base un hodler duro e puro. Ho acquisito nel tempo una buona padronanza anche di strumenti avanzati, come le strategie sulle opzioni, che hanno il vantaggio di strutturare delle posizioni in cui le perdite vengono limitate, i profitti sono potenzialmente illimitati e il guadagno è in ambo le direzioni del prezzo (o in nessuna direzione se uno pensa che lateralizzi). L'ultima "posizione complessa" che aprireri in questi giorni è un COLLAR su bitcoin a scadenza 30 gennaio 2026.
Qualsiasi cosa pensate di creare combinando i derivati tra loro, c'è già chi ci ha pensato prima di voi ed è quindi già codificato "in dottrina". Esistono infatti operazioni complesse dai nomi fantasiosi (iron condor, butterfly...) e il "colletto" (collar appunto) è una di queste: https://corporatefinanceinstitute.com/resources/derivatives/collar-option-strategy/ Premessa: dò per scontato che chi legge sappia già cos'è un opzione, in caso contrario credo ci fosse un ottimo thread di @fillippone sull'argomento.
Qual è l'obiettivo di questa strategia? Dal mio punto di vista il prezzo è in questo momento "compresso" all'interno di una range di bassa volatilità, ma non credo durerà a lungo. La volatilità sta per esplodere, o almeno aumentare, il problema è che non so se crolleremo (arrivo del bear market + rottura del supporto a 85k) oppure se ripartirà il bull (85k tiene e quella appena registrata era solo una dip).Il collar mi permette di fare proprio questo: scommettere su una ripresa della volatilità da qui al 30/01 guadagnando in ambo le direzioni e contenendo la perdita se resteremo stabili (nell'esempio avremo una perdita nel nel range ~73-91k ) Nella pratica il collar che potremmo aprire si compone di tre operazioni: 1)apertura di una long sui futures perpetual di .17 BTC a 87954$ 2)vendita di un'opzione call per .13 BTC con strike price 92000$ al prezzo unitario di 0.041 BTC (exp 30/01) 3)acquisto di un'opzione put per .22 BTC con strike 86000$ al prezzo unitario di 0.0495 BTC (exp 30/01) Il capitale impegnato a margine è quindi nel complesso di 0.5 BTCGli exchange usati per simulare queste trade sono Bitfinex e Deribit. I prezzi indicati sopra sono reali, quindi l'operazione è fattibile con questi ammontari e prezzi. questa è la tabella dei profitti/perdite che registrerei a seconda dei possibili prezzi che avremo al 30/01/2026  questo è il grafico della "funzione" dei profitti/perdite in base ai possibili prezzi che avremo al 30/01/2026:  1)le perdite sono limitate: qualsiasi cosa succeda il mio "max pain" sarà di circa -0.0095 BTC se al 30/01 saremo a ~87000$ 2) i profitti non sono limitati, in qualsiasi direzione il prezzo si muove. Più si muove meglio è. Ad esempio a 60k guadagnerei all'incirca come a 125k 3)i punti di pareggio sono a circa ~73k e 91k. Se il prezzo resta entro questa fascia avrò un perdita che si riduce progressivamente avvicinandosi a questi valori. La massima perdita, come detto è a 87000 4)I guadagni percentuali sono contenuti dall' hedge della posizione: ad esempio se il prezzo schizzasse a 150k guadagnerei circa 0.015 BTC che è il 3% del capitale investito. Non molto. Ma il vantaggio è che qualsiasi cosa succeda la mia perdita massima sarà 0.0095 che è ~1.9% del capitale investito. Notate come un collar strutturato in questo modo ha due implicazioni 1)Sto scommettendo con un pizzico in più di probabilità che il prezzo salga, almeno moderatamente. Infatti le perdite dopo 87k si riducono molto più velocemente di quanto non facciano sotto 87k 2)Sto scommettendo che se il supporto a 85k non tiene, andremo sotto ancora di molto e difficilmente resteremo sopra 75k. Tutte queste considerazioni possono essere aggiustate/corrette cambiando i parametri iniziali. Un altro vantaggio è che le opzioni non debbono essere tenute fino alla scadenza, la posizione può pertanto essere corretta da qui al 30/01 in base ai movimenti riscontrati. Questo è un esempio di come operano gli hedge funds o chi ha tanti soldi da investire e vuole dare priorità alla protezione del capitale. E' l'opposto del gambling di shitcoin dove si punta tutto sul "rosso" e si spera nella buona sorte. Non vi dirò se questa operazione l'ho aperta o solo pensata  , ma dal mio punto di vista avrebbe perfettamente senso per come vedo io il mercato in questo momento.
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Avrete letto nei giorni scorsi che è stato ufficialmente rilasciato dal protocollo Ark, con la prima implementazione pratica di questa tecnologia di scaling chiamata Arkade. https://arkadeos.com/ Se non sapete di cosa si tratti, vi faccio un brevissimo recap di Ark: questo protocollo, ormai in sviluppo da oltre un anno, si propone come la soluzione di scaling perfetta per Bitcoin ed in effetti le premesse ci sono tutte perchè garantisce: -numero di transazioni offchain illimitato -senza bisogno di modifiche al layer base, alle regole del consenso e senza hard o soft fork -senza bisogno di token (shitcoin) aggiuntivi -senza bridge o forme "wrappate" di bitcoin -senza i limiti della gestione della liquidità inbound di LN -con l'utente che resta custode unico dei fondi (non-custodial) Interessante,vero ? Ark utilizza per lo scaling una architettura client server, dove ogni client si collega ad un server (chiamato ASP Ark Service Provider). Più utenti possono collegarsi inviando all'ASP una batch transaction tramite la quale gli UTXO coinvolti vengono convertiti in una loro copia virtuale identica chiamata VTXO. Tecnicamente quindi, durante l'uso di Ark, gli UTXO bitcoin sono conservati su un address multisignature cofirmato dall'utente e dall'ASP. Quindi l'ASP da solo non può spendere i fondi dell'utente. Gli utenti possono, da quel momento in poi, spendere VTXO a piacimento offchain a costi infinitesimali e tempi quasi immediati. L'ASP gestisce dei round temporali molto brevi al termine dei quali aggiorna il suo ledger interno con le transazioni avvenute e condivide il saldo aggiornato con ogni utente. Al termine di ogni round ogni utente ha la possibilità di uscire riconvertendo il saldo VTXO offchain in UTXO onchain, oppure, se non fa nulla, il suo saldo aggiornato è riportato al round successivo I round saranno parametrizzati genericamente in 1 ora ma con possibilità per ogni ASP di personalizzare la durata. cosa succede se l'ASP sparisce o froda? L'utente ha un meccanismo di protezione chiamato "exit transaction": all'inizio di ogni round il suo saldo viene prefirmato dall'utente e dal ASP con un commitment , cioè una transazione perfettamente valida ma non ancora instradata sulla blockchain. Nel caso qualcosa vada storto, l'utente può, senza bisogno di interazione da parte dell'ASP, inviare questa transazione di uscita sulla blockchain e tornare in possesso dei fondi che aveva al termine del round più recente.  Da un punto della usabilità si vedono gli enormi passi in avanti rispetto a LN: non è necessario gestire i canali e i loro problemi di liquidità. Usare un wallet ARK e spendere VTXO è identico ad usare un wallet Bitcoin e spendere UTXO, con la sola differenza che nel primo caso bisogna collegarsi ad un server, cosa che peraltro già avviene per tutti i wallet SPV (come Electrum) per lo storage aggiornato della blockchain.  Avrà dei difetti o è tutto bellissimo?  Difetti ci sono ovviamente. Innanzitutto c'è una trust assumption, anche se veramente minima: se l'ASP sparisce prima della fine del round i pagamenti che l'utente ha fatto durante quel round non sono verificabili on chain e i fondi ricevuti potrebbero essere persi. Dato che round dureranno 1 ora il rischio è abbastanza limitato. Altro rischio: prima del refresh dello stato, un ASP colluso con un altro utente potrebbe fare double spending dei fondi di quest'ultimo. Come sempre, se questa cosa si diffonde i server avranno un livello di trust e quelli più grandi e affidabili dubito che si sputtaneranno una reputazione (e i relativi guadagni sulle fees) per fare i rubagalline. Ma il più grosso limite di ARK è un altro (risolvibile): allo stato attuale delle cose ARK non permette offchain l'instradamento di un pagamento tra ASP diversi.Ogni server è un'isola: se due utenti sono collegati allo stesso possono transare tra loro, altrimenti no. Almeno non via Ark Anche LN all'inizio aveva questo limite: i pagamenti erano possibili solo su canali locali. Poi arrivarono i routable payments e il problema fu superato. Anche l'email (  ) agli albori di Internet aveva questo problema: un utente AOL non poteva mandare una mail a un utente Lotus Notes. Poi arrivo SMTP e la questione fu risolta. Nell'attesa di soluzioni integrate un possibile workaround sarebbe l'integrazione Ark+LN.Gli ASP potrebbero diventare HUB LN che gestiscono la liquidità per conto dei clienti ARK e inviano transazioni tra loro via LN in modo trasparente per l'utente. In sostanza: -pagamenti tra utenti dello stesso server-> via Ark -pagamenti tra utenti di server diversi->via LN gestito dagli ASP quindi "under the hood": per l'utente è identico ad una qualsiasi altra transazione Ark (e quindi bitcoin) Ecco un esempio di "pagamento ibrido" Gli utenti vivono su Ark. Gli ASP parlano tra loro via Lightning. E Bitcoin resta la base di sicurezza e settlement.C'è ancora molto da fare ma la direzione è quella giusta. 
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Il protocollo RGB è stato rilasciato ufficialmente oggi https://x.com/RGB_Hub/status/1945755470389493952Si tratta di una delle più attese (da anni) innovazioni per portare l'emissione di token e gli smart contract su Bitcoin e Lightning Network, il concorrente del più noto Taproot Assets https://rgb.info/RGB promette di superare uno dei limiti degli smart contract come pensati da Ethereum in poi: il carico computazionale sui nodi che uccide la decentralizzazione.Questo grazie alla Client side verification. Cos'è la Client-Side Validation?
È un sistema in cui tutta la logica di validazione degli smart contract e delle transazioni avviene sul dispositivo dell'utente, non sulla blockchain.
In pratica: La blockchain (Bitcoin o Lightning) è usata solo per ancorare delle “prove” crittografiche (es. un hash) e garantire immutabilità e ordine temporale.
Tutte le regole del contratto, le condizioni e lo stato dell’asset (come la proprietà di un token) sono verificate e conservate localmente dal ricevente o da chi partecipa al contratto.
L’utente riceve dei “consignment”, ovvero pacchetti di dati che contengono tutto ciò che serve per verificare autonomamente che un asset sia valido, chi ne è il proprietario e se il contratto è rispettato. Quindi carico quasi esclusivamente off chain sia in termini di dati che di calcolo. Se davvero sarà così penso sia tanta roba. Nel frattempo c'è chi ha creato la prima shitcoin https://x.com/thedavidcoen/status/1945776806490943817questi sono alcuni wallet compatibili https://rgb.info/use-rgb/Non vedo l'ora di smanettarci perchè come sempre DTV
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In questo thread vedremo come usare in modo avanzato defi per ottenere un prestito: • Che non ha rate • Che non ha scadenza • Senza obbligo di rimborso • Esentasse • Con rischio contenuto • Che, volendo, si rimborsa nel tempo da solo con i guadagni del collaterale reipotecato I dati di esempio sono contenuti in questo spreadsheet che sarà mantenuto aggiornato (vedi sotto paragrafo "RENDIMENTI E COSTI" per una descrizione delle varie voci): https://docs.google.com/spreadsheets/d/e/2PACX-1vTNe6W_k5hsQBOUEYkNGcttnE7IeDPlRGc4LFd2p7OOgLn30SSgZ4PqcdgaI6L7cclfBW7V4wFjAmTA/pubhtml1. INTRODUZIONERispetto ai prestiti tradizionali, Defi ha due plus: • I prestiti non hanno scadenza e non hanno rate. Si possono ripagare quando si vuole e come si vuole, volendo anche mai ( per approfondimenti tecnici vedi post successivo) • Per ottenere un prestito nella cripto X devo dare a garanzia la cripto Y. Ciò che dò a garanzia (collaterale) può essere a sua volta “reipotecato” (cioè dato a prestito) generando un interesse attivo. Se io dò a prestito una cifra più grande del debito che contraggo, riesco ad avere una rendita attiva maggiore del costo del debito e quindi un rendimento netto positivo. Addentriamoci nell’esempio, ma prima un po' di terminologia per i meno avvezzi: 1)COLLATERALE: valore complessivo (in dollari) delle criptovalute che ho dato a garanzia. Il collaterale può essere reipotecato (dato a prestito mentre fa dà garanzia) o no. Nel primo caso il vantaggio è che, oltre a fare da garanzia, frutta una rendita. Lo svantaggio è che un collaterale reipotecato aumenta il rischio. 2)LTV ( loan to value) è il rapporto debito/collaterale. I prestiti non hanno rate né scadenza ma per essere sostenibili, ed evitare di venire liquidati, devono mantenere LTV sotto un certo valore. Per abbassare LTV si può fornire ulteriore collaterale o ripagare parte del debito. LTV è sempre calcolato in dollari quindi la volatilità di crypto è da tenere d’occhio (=a parità di altro, si rischia di essere liquidati solo perché scendono di valore) 3)APY ( annual percentage yield) rendimento percentuale annuo 2. OBIETTIVIL’entità del debito e di LTV dipende dalla propensione al rischio di ognuno. In questo esempio, manteniamo un atteggiamento estremamente prudenziale. Gli obiettivi che ci diamo sono quindi: 1)Minimizzare il rischio di liquidazione 2)Creare una linea di credito che si mantenga solvibile nel tempo con LTV stabile , senza bisogno di rimborsarlaIn base ai due obiettivi sopra, ci diamo questi VALORI LIMITE: A) Mantenere LTV compreso tra 15% e 25% B) Mantenere il collaterale con una composizione di almeno il 15% in stablecoin C) Mantenere il collaterale reipotecato <50% del totaleSe disponibili (ma non è necessario) useremo delle fonti di reddito extra Defi per aumentare il collaterale o ridurre il debito 3. COMPOSIZIONE Il collaterale è composto dal seguente mix di criptovalute. E’ importante avere un collaterale variegato perché ogni crypto in defi ha i suoi pro e contro: - bitcoin permette alta rivalutazione nel tempo e bassa volatilità (in rapporto alle altcoin) ma rendimenti praticamente zero se reipotecato (quindi non conviene farlo) - Le stablecoin permettono di ottenere alti rendimenti e altissima stabilità ma zero rivalutazione - Ethereum è fortemente integrato con tutte le piattaforme più grosse e dà buoni rendimenti Le altre sono in percentuali minime e legate solo all’uso delle varie piattaforme. Il debito è invece al 100% contratto in stablecoin per poi convertirlo in euro senza plusvalenze e spenderlo esentasse in real life.Le piattaforme usate sono le seguenti • Aave (Ethereum) • Compound (Ethereum) • Sovryn (Rootstock) • Zest (Stacks) • Hermetica (Stacks) • StackingDAO (Stacks) • Nexo L’unico intruso è Nexo che non è Defi, ma è in quote minime. Alcune servono solo per generare rendimenti, altre sia per prestare che prendere a prestito. E’ importante avere un buon mix di piattaforme per ridurre rischi di hack o bug 4. RENDIMENTI E COSTILa tabella sopra mostra un monitoraggio bisettimanale dei vari parametri, tutti valorizzati in dollari. Vediamo le varie voci: - COLLATERALE: E’ il totale di ciò che abbiamo dato in garanzia. Può variare per i seguenti motivi: a) variazione di prezzo delle crypto che lo compongono b) depositi ulteriori c) rendimenti attivi d) prelievi per rimborsare parzialmente il debito - DEBITO: E’ il debito complessivo in dollari contratto al 100% in stablecoin. Può variare per i seguenti motivi: a) interessi passivi b) rimborsi parziali c) nuove somme prese a prestito - LTV: Il rapporto tra i due precedenti, con l’obiettivo di mantenerlo tra 15% e 25% - RENDIMENTO GIORNALIERO: Quanto rende al giorno il collaterale reipotecato - APY: come sopra ma annuo (proiezione del giornaliero) - APY%: come sopra ma percentuale. La percentuale è calcolata sul totale del collaterale. - COSTO GIORNALIERO: il costo di mantenimento del debito (interessi passivi al giorno) - COSTO ANNUALE: il costo di mantenimento del debito (proiezione del giornaliero) - COSTO ANNUALE %: come sopra ma in percentuale - PROFITTO GIORNALIERO= RENDIMENTO GIORNALIERO – COSTO GIORNALIERO - PROFITTO ANNUO= APY- COSTO ANNUALE - ANNI PER RIMBORSO: Se usassi il profitto annuo per rimborsare il debito in quanti anni riuscirei ad estinguerlo (proiezione) 5.TASSI DI INTERESSE, DOVE SONO?Nella tabella non figurano i tassi di interesse, che invece sono la prima cosa a cui si pensa ad es quando si accende un mutuo. I tassi in DEFI sono una variabile ingestibile: cambiano in continuazione perché sono il prezzo di mercato a cui si prende e si dà a prestito. Non sono variabili, sono supervariabili. Notate però una cosa: i tassi attivi e passivi tendono a muoversi nella stessa direzione. Quando il mercato è caldo (fasi di pump o dump) salgono entrambi. Quando è freddo (lateralizzazione o inverno crypto) scendono entrambi. Questo consente di mantenere relativamente stabile lo spread tra rendimenti attivi e passivi, che è la cosa che ci interessa di più 6. CONSIDERAZIONI FINALINel complesso siamo riusciti (finora) a centrare gli obiettivi. Abbiamo una linea di credito stabile, con rischio contenuto e che si “ripaga da sola”: servirebbero alle condizioni attuali 14,3 anni circa per l’”autorimborso” ma non è questo il fine, noi vogliamo solo mantenere LTV stabile ed evitare la liquidazione. Ogni apprezzamento nel tempo di btc o eth permetterà di prendere a prestito di più. Siamo anche tutelati dal rischio ribasso: in base alla composizione del capitale entreremmo nel rischio liquidazione (LTV>80%) ad esempio se Btc calasse -60% e Eth -70% dai prezzi attuali, un rischio che possiamo accettare. In quel caso dovremmo depositare altre crypto da fonti esterne (o rimborsare parte del debito) per abbassare LTV. Notate anche come l’intero processo generi una rendita netta (colonna “Profitto annuo”) nonostante il tasso di interesse attivo (APY%) sia decisamente più basso di quello passivo (COSTO ANNUALE %) 7.ASPETTI FISCALIIl prestito, in quanto debito e non reddito, non è ovviamente gravato da tasse. Quello che invece lo è (o lo sarebbe  ) è il rendimento del collaterale (colonna “APY”). Sul quale grava l’aliquota del 26% (non calcolata nella tabella). Notate come, anche abbassando APY del 26% si resterebbe tendenzialmente in profitto lo stesso, ma i tempi di rimborso si allungherebbero (ovviamente). Quindi anche dando allo Stato la sua parcella, l'autorimborso sarebbe sempre attuabile. Per mantenere le stesse tempistiche andrebbe reipotecata una quota maggiore di capitale, aumentando il rischio.
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Apro questo thread per convogliare tutte le discussioni in merito ad aziende o Stati che adottano o adotteranno bitcoin come loro asset di riserva. Quindi, per il momento, soprattutto El Salvador e Microstrategy, ma non solo. Per iniziare voglio parlare di MetaPlanet (MP), azienda giapponese di investimenti che possiede 748 bitcoin e spiccioli Un interessante operazione finanziaria che ha effettuato è stata quella di vendere opzioni put su bitcoin.  In che cosa consiste questa operazione? MP si è accordata con una società finanziaria di Singapore (QCP Capital) e le ha venduto opzioni put per 223 BTC ad uno strike price di 62k$ con scadenza 27/12/2024 Tradotto dal "finanziarese" cosa significa? In pratica MP si è impegnata ad acquistare 223 b. da QCP al prezzo di 62.000$ al 27/12, in cambio di una commissione che l'azienda di Singapore le paga pari a 23.972 BTC (il 10.75%)
Se al 27/12 btc varrà più di 62k$, QCP non avrà convenienza a esercitare l'opzione (perchè ricava di più a vendere quei b sul mercato) e MP avrà incassato 23.972 BTC senza fare nulla.  Se al 27/12 btc varrà meno di 62k$, QCP eserciterà l'opzione e MP dovrà comprare 223 BTC pagandole un prezzo più alto di quello di mercato. Poco male: come gli holder spesso dicono, se ho intenzione di tenere b. per anni, che differenza farà mai comprare a 62k,55k o 45k?  Vendere opzioni put è un bel modo per dimostrare al mondo quanto credi nel futuro di b.
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Il dipartimento di giustizia americano ha recentemente messo sotto accusa e sequestrato il servizio/sito di Samourai, uno dei più famosi wallet Bitcoin  L'azione legale segue, a stretto giro, quella già mossa contro Tornado Cash, un altro servizio simile legato alle shitcoin. Keonne Rodriguez e William Hill, gli sviluppatori di Samourai rischiano fino a 25 anni di carcere. QUAL'E' L'ACCUSA?Samourai, oltre ad essere un wallet non custodial, gestiva Whirlpool, uno dei più famosi servizi di Coinjoin https://docs.samourai.io/whirlpool/start Coinjoin è un metodo trustless, a tutela della privacy degli utenti, con cui diversi pagamenti bitcoin vengono accorpati in un'unica transazione in modo da rendere più complicato, per un osservatore esterno , capire chi ha pagato chi. Un aspetto importantissimo è che Whirlpool era un SERVIZIO COMPLETAMENTE NON CUSTODIAL: nonostante esistesse un server, che coordinava l'accorpamento delle transazioni, IN NESSUN MOMENTO QUESTO SERVER CUSTODIVA I FONDI DEGLI UTENTI CHE UTILIZZAVANO IL SERVIZIO. Quindi Rodriguez e Hill si erano limitati a sviluppare il tool, gestire il server e incassare le relative fees di chi voleva mescolare le transazioni ma MAI custodivano i fondi degli utenti. Quindi, a rigor di logica, non potevano ritenersi responsabili della provenienza dei fondi degli utenti. Il punto focale della faccenda sta tutto qui. Finora le autorità governative USA, seguendo la normativa FINcen del 2013, avevano evidenziato due requisiti affinchè un gestore di criptovalute potesse definirsi MTB (Money Transmitter Business): 1) che trasferisse fondi per conto degli utenti 2) che controllasse le chiavi private dei clienti.
Gli MTB sono da anni obbligati a fare KYC dei loro clienti.Questo è il motivo per cui i CEX, come Coinbase o Binance, sono obbligati a fare KYC: essi svolgono sia il punto 1) che 2) sopra. L'amministrazione Biden, l'FBI e i giudici che accusano Samourai, invece, con una mossa completamente a sopresa, sostengono che sia sufficiente TRASFERIRE/VALIDARE TRANSAZIONI per essere MTB ed essere quindi obbligati a tracciare chi sono i soggetti che usano il software o servizio Questa interpretazione STRAVOLGE l'intero impianto normativo di Bitcoin e delle criptovalute perche OGNI WALLET NON CUSTODIAL O ADDIRITTURA OGNI FULL NODE è potenzialmente classificabile come MTB e quindi obbligato a tracciare chi sono le persone che lo utlizzano e le loro transazioni.  Anche Metamask, da sempre non custodial, è sotto indagine come broker dealer non autorizzato  alcune mie considerazioni: 1)Se passasse questa linea, sarebbe LA FINE per Bitcoin come lo conosciamo (almeno sul suolo americano). Non sarebbe possibile rispettare quanto sopra mantenendo la rete decentralizzata, resistente alla censura e pseudonima. Bitcoin diventerebbe un immenso giardino murato dove i nodi sarebbero come banche che tracciano tutto. Resterebbe a livello sotterraneo, come rete clandestina, usata tramite VPN o Tor. Probabilmente avremmo anche un fork tra il bitcoin "legale" e quello "puro" 2)Con questa linea, ogni sviluppatore o ogni nodo della reta diventa RESPONSABILE LEGALMENTE dell'uso che le persone fanno del suo software. Capite quanto è idiota oltre che anticostituzionale questo principio? 3)Il fatto che la rete blockchain sia pubblica, unito alla interpretazione governativa che tutti gli utenti devono accedervi nominativamante, renderebbe la rete Bitcoin "ufficiale" la morte di qualsiasi forma di privacy. Molto peggio del sistema bancario. Perchè a quel punto tramite la blockchain tutto sarebbe in piazza e tutti saprebbero chi possiede cosa. Già oggi purtroppo è così in parte perchè sappiamo come la pseudoanonimità non difende la privacy: i Coinjoin servono a punto per impedire che chiunque sappia i cazzi miei, quanti soldi ho, dove li spendo, cosa compro e così via. https://reason.com/2024/05/01/groundhog-day-for-the-crypto-wars-the-doj-on-bitcoin-prowl/Ovviamente la lobby delle criptovalute e le associazioni di categoria annunciano battaglia:  Penso che sul successo futuro di Bitcoin non ci sono dubbi. Io non ne ho. Il genio è fuori dalla lampada e non può essere fermato. Qualcosa di troppo grosso per essere fermato. Tuttavia gli esiti possibili che vedo a lungo termine sono questi due: 1) Se il governo USA perde. Bitcoin resta la rete libera e anticensura di adesso. Soprattutto una rete UNICA usata da Wall Street come dal venditore di banane su una spiaggia di El Salvador. Assisteremo ad una maggiore centralizzazione dei bitcoin (token) nelle mani delle grandi organizzazioni finanziarie ma questo non riguarda la rete Bitcoin che rimarrà appunto senza il controllo di nessuno, a livello di struttura di rete e regole del consenso 2) Se il governo USA vince. Bitcoin non potrà essere fermato lo stesso. Come la droga o la prostituzione, non è qualcosa che si può impedire per legge. La domanda è troppo alta e la tecnologia troppo utile. Tuttavia avremo una spaccatura tra una rete murata e una rete libera, probabilmente con un fork di due token. Qualcosa di simile alla spaccatura tra Web e Dark Web. Se mi avessero detto trent'anni fa che il Web sarebbe diventato al 90% Facebook e Instagram avrei detto bella schifezza. E in parte e cosi ma questo non impedisce al Web centralizzato e spione di oggi di valere miliardi e di avere miliardi di utenti. Perchè all'utonto medio della privacy e della libertà non frega nulla. Un bitcoin governativo e nominativo perderebbe moltissime della sue qualità, sarebbe sotto la gestione di Blackrock e Fidelity. Manterrebbe però la narrativa dell'oro digitale, della scarsità. Forse sufficiente per gli acquisti in massa di Wall Street, visto che l'altro bitcoin, quello libero, non potrebbero più toccarlo. Insomma l'esito 2) non lo vedo come la morte del bitcoin libero ma come un suo parziale ridimensionamento perchè perderemmo gli USA, la tutela legale, e gli investimenti istituzionali. Per questo tutti avremmo da perdere e per questo bisogna lottare per difendere il punto 1). Stay tuned per gli sviluppi
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Aprile, oltre al ben noto halving, vedrà il lancio del protocollo Rune.Rune è una sorta di Ordinals 2.0, sviluppato dalla stessa persona (Casey Rodarmor) Tecnicamente la cosa è abbastanza complessa: per semplificare, la principale differenza è che mentre Ordinals legava le singole inscription ad un satoshi, in Rune il legame sarà inscription-UTXO. In sostanza Rune sarà un protocollo UTXO-based che si integrerà quindi molto meglio con Bitcoin. Ogni transazione rune, usando la funzione OP_RETURN, conterrà istruzioni sulle caratteristiche, quantità o cambio di proprietà dell'asset emessa o trasferita, sia essa un NFT o un token. Questo permetterà a Rune di essere molto meno avido di spazio on-chain rispetto ad Ordinals. Per approfondimenti tecnici: https://rodarmor.com/blog/runes/https://sovryn.com/all-things-sovryn/bitcoin-runes-tokensRune sarà anche compatibile con LN. In pratica questo protocollo entra nella competizione con i vari progetti L2 che non richiedono token esterni, quali RGB e Taproot Assets (ex Taro). I quali differiscono dai L2 che invece prevedono l'emissione di cripto aggiuntive (come Stacks o Sovryn). Solo che mentre RGB e Taproot Assets hanno date di rilascio degne di Duke Nukem Forever, Rune pare vedrà la luce fra meno di un mese. *************************************************************************************************** Sempre ad Aprile dovrebbe vedere la luce anche BOB (Build on Bitcoin)https://www.gobob.xyz/BOB è un progetto ambizioso: è sostanzialmente un layer 2 multichain che funge da livello superiore allo stesso tempo sia di Ethereum che di Bitcoin. Tecnicamente è un rollup di ETH (come Arbitrum) ma reso sicuro da un nuovo protocollo di merge mining POW chiamato Optimine Il merge mining è sostanzialmente la possibilità di riutilizzare il mining Bitcoin per mettere in sicurezza altre catene: in cambio, i minatori btc che aderiscono beneficiano delle fees di queste altre chain  L'obiettivo finale di BOB è quello di diventare un L2 nativo anche di Bitcoin sempre mediante rollup. Ricordo che i rollup (la tecnica di impacchettare le tx off-chain e di validarle una-tantum cumulativamente sulla catena principale) sono la tecnologia al momento più promettente di scaling e di estensione di funzionalità di una mainchain. Sono già attivi su ETH e stanno per arrivare su Bitcoin grazie al protocollo BitVM, senza bisogno di fork  Se questa cosa andrà in porto dovete immaginarvi BOB come un ambiente dove sia ETH che BTC girano nativamente, su entrambi è possibile applicare smart contracts (quindi Defi, stablecoin, token issuance....), compatibili con la ethereum virtual machine e la liquidità dei due mondi si fonde in una cosa sola  Come se non bastasse Marathon (il grosso miner USA) vuole portare questo BOB a livello istituzionale , mediante una sua implementazione chiamata ALYS  Sarà una primavera-estate molto calda per Bitcoin e i suoi layer 2. 
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Tutti sanno, più o meno, cosa sia Ordinals, la più discussa, controversa e (diciamolo) geniale innovazione di Bitcoin degli ultimi tempi Sfruttando Taproot è possibile salvare (“inscrivere” appunto) dei metadati (immagini, video, testo…) sulla blockchain, collegando questi dati ad uno specifico satoshi che viene appositamente individuato (ordinato) mediante un numero progressivo (da qui il nome ordinals). Il possessore del satoshi possiede anche tutti i dati ad esso collegati. Finora questo meccanismo è servito per due cose: i famigerati NFT e i token BRC-20, cioè delle shitcoin emesse e circolanti direttamente all’interno della blockchain Bitcoin. Come tutte le innovazioni, partorite per uno scopo e poi evolutesi per altri, un nuovo ambito di utilizzo è però nato ed ha delle potenzialità ben superiori a scimmie mutanti e token pump&dump SNS Sns è un acronimo che sta per Sats Names e consiste nella possibilità, tramite Ordinals, di pubblicare delle stringhe di testo (names) sulla blockchain. Lo scopo originario era quello di creare un alias più intelligibile per un indirizzo bitcoin. In modo analogo a come funziona il DNS su Internet, SNS prende un indirizzo bitcoin poco memorizzabile e lo “traduce” in una sintassi meglio comprensibile come ad es. plutosky.sats Per far questo sfrutta Ordinals: crea una inscription testuale dove la stringa plutosky.sats viene collegata ad un mio indirizzo. Essendo la stringa salvata su blockchain, tutti possono verificare questo collegamento. Detta così sembra una sciocchezza, ma SNS ha dato il via a qualcosa di molto più intrigante…il Bitweb. Prima però bisogna fare un passo indietro ed introdurre un nuovo concetto: le Recursive Inscriptions (d’ora in poi RI) LE RECURSIVE INSCRIPTIONSOrdinals si è scontrato subito con il limite della dimensione di blocco. Dato che i metadati vengono salvati su blockchain, e che per creare una Inscription va fatta una tx on chain, usare ordinals può essere molto costoso a livello di fees. Inoltre, dato che oggi un blocco ha un limite fisico in 4mb di dati, non sarebbe possibile salvare file più grandi di questa dimensione. La soluzione sono le RI. Le RI sono una tecnica che permette di scomporre i dati delle inscription in piccoli “pezzi” collegati fra loro e di salvare questi pezzi in blocchi diversi della blockchain. Al momento della visualizzazione del testo o del rendering dell’immagine, sarà compito dell’explorer di ordinals rimettere insieme questi pezzetti per ricreare il file originale. In questo modo si risparmia enormemente spazio per due motivi: 1-parti comuni del file possono essere salvati una volta sola. Pensate alle collezioni NFT ( es le scimmie mutanti) dove un immagine di fondo (una scimmia) viene modificata in tanti modi diversi ma sempre quella rimane. In questo caso viene memorizzato il jpeg di base una volta sola e poi caricate solo le differenze 2- Tutto ciò che viene pubblicato sulle RI può essere riutilizzato da RI successive. Sono state quindi caricate delle vere e proprie “librerie” di immagini e metadati su cui costruire tutte le inscriptions successive. In questo modo ogni volta vengono caricate solo le novità risparmiando notevolmente spazio. Esempio di come funzionano le RI: per la seconda immagine verrà caricata solo la cornice, mentre per la figura sarà riutilizzata la prima immagine. Delle librerie, anch'esse on chain, permettono di programmare il modo in cui le due immagini devono fondersi
IL BITWEB
Direte: cosa c’entra la parola Web con tutto questo? Qualcuno ha messo insieme SNS e le RI trovando delle similitudini con ….URL e collegamenti ipertestuali. Il Bitweb altro non è che la pubblicazione di veri e propri siti internet su blockchain dove l’indirizzo della pagina web viene salvato mediante SNS.
Il contenuto della pagina Web è invece un insieme di RI (testo, immagini…) collegate fra loro mediante i link con cui funzionano le RI.
In pratica diventa possibile pubblicare un sito web su blockchain, con collegamenti ipertestuali, immagini e testo dove ogni pezzo di quel sito è una inscription di Ordinals.Il sito viene renderizzato in tempo reale dal “browser ordinals” rimettendo insieme il tutto. Quali sarebbero i vantaggi del Bitweb rispetto al web classico? Beh eccone alcuni: -creazione libera di indirizzi senza ricorrere a strutture centralizzate come l’ICANN . In caso di doppia registrazione di domini uguali, SNS dà automaticamente la priorità a quello pubblicato prima. -decentralizzazione e resistenza alla censura: i siti su Bitweb sarebbero visibili h24, i loro contenuti liberi e immodificabili. Un sito su Bitweb non può essere rimosso o oscurato -spese di gestione più economiche: la pubblicazione di un sito richiede solo la tx iniziale con relative fees. Ma l’hosting è gratuito ed assicurato dai nodi della rete Bitcoin: non è necessario pagare terze parti come AWS e simili - piena compatibilità con i wallet bitcoin: qualsiasi fruizione di contenuti a pagamento potrebbe essere veicolata attraverso la rete Bitcoin stessa. In pratica il web con un sistema di pagamento giù nativamente integrato al suo interno! -Maggiore sicurezza dei contenuti: tutto ciò che viene pubblicato avrebbe lo stessa grado di protezione di una transazione bitcoin. Il mining e la decentralizzazione proteggerebbero il web al posto di antivirus e firewall. -Accesso più rapido e aperto. Nonostante molti siti più grandi abbiano mirror sparsi per il mondo, se devo accedere ad una sconosciuta pagina web in Australia la mia richiesta viene instradata fino là. Ogni server nel mezzo è un potenziale collo di bottiglia. Con il Bitweb, grazie alla ridondanza nativa della blockchain, basta accedere al nodo più vicino (o a se stessi, se si è un full-node) per avere automaticamente l’ultima versione del web - Infinita maggiore privacy sia per chi pubblica che per chi fruisce Ovviamente sono altrettanto numerosi i possibili limiti. Il più evidente, che sento già rimbalzare nelle vs testoline mentre leggete: come è possibile far stare l’intero web dentro una blockchain che, per restare decentralizzata, deve essere leggera nelle dimensioni e mantenere delle limitazioni nel blocksize? Ovviamente non è possibile. Tuttavia: -Il bitweb non sarebbe il sostituto del web. Le due cose possono benissimo coesistere ognuna con i loro pro e contro. Non si tratta di replicare in toto quello che esiste già, ma di creare un’alternativa -Ordinals è nato da nemmeno due anni e, a livello di risparmio di spazio, ha già fatto dei passi da gigante con soluzioni davvero eleganti come le RI. Esistono già immagini dinamiche da oltre 4k salvate in inscriptions ognuna non superiore ad 1 kb. Questa pagina web https://www.ord.io/11849888 è creata con una inscription di 2.73 kb Cosa si inventeranno in futuro? -Le RI rendono possibile spezzettare file fra più blocchi. Se il singolo blocco è limitato, il numero di blocchi non lo è. La blockchain produrrà (potenzialmente) infiniti blocchi. Quindi posso pubblicare anche file di grandi dimensioni se li suddivido nel tempo , sfruttando i 4mb che la rete mette a disposizione ogni 10 minuti. RIFLESSIONI FINALIIo non sono né un purista che dice che l’unico uso ammesso deve essere quello monetario, né uno che si fa prendere da entusiasmi per cose che per ora sono solo abbozzate. Il Bitweb deve ancora dimostrare tutto e può benissimo finire in una bolla di sapone. Quello che questo utente dà per già scontato io lo metterei sotto forma di domanda Is storage the killer app for Bitcoin?Se la risposta è si, Bitcoin potrebbe diventare “la bacheca indelebile del mondo”, una lavagna incancellabile dove i bitcoin sono solo il gesso per scrivere su questa lavagna. Un uso ben diverso da quello per cui sono stati pensati finora. Il web all’inizio ha avuto usi futili (la pornografia), poi più nobili (wikipedia, la condivisione della conoscenza..) poi di nuovo molto futili (i social network) Nessuno negli anni 80-90 avrebbe centrato la previsione sulla sua evoluzione futura. Prevedere oggi cosa sarà Bitcoin fra 10-20 anni è altrettanto difficile. Da appassionato so solo che sarà affascinante come non mai seguirne l’evoluzione
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Paypal zitta zitta è riuscita dove Facebook aveva fallito. Sarà che è un progetto meno ambizioso (Libra aveva ambizioni globali legandosi ad un paniere di fiat,mentre questa sarà solo un clone di tether ), sarà che sono cambiati i tempi fatto sta che abbiamo la notizia ufficiale: Paypal sat per lanciare la sua (shit)stablecoin. https://www.paypal.com/us/digital-wallet/manage-money/crypto/pyusdPer ora solo in USA e integrata nel loro wallet Venmo (che funziona solo con un conto bancario associato  ) PYUSD girerà su Ethereum  questo il link dello smart contract: https://etherscan.io/address/0xe17b8adf8e46b15f3f9ab4bb9e3b6e31db09126eLa custodia è affidata a Paxos, ovviamente abbiamo i soliti annunci di completa copertura con dollari e soprattutto t-bills. Che, come insegna Tether, è dove Paypal farà i veri guadagni lucrando sui rendimenti. Interessante il fatto che il contesto normativo USA ancora non chiaro sulle stablecoin non abbia scoraggiato Paypal. Forse sanno cose che non sappiamo: è in arrivo una legge che renderà perfettamente legali le stablecoin private? Se avevate dei dubbi sulla centralizzazione di questa shitcoin sappiate che è già stato trovato il codice che permette all'azienda di congelare e svuotare un account https://twitter.com/BitcoinNewsCom/status/1688665649642397696Un giardino murato super sorvegliato di un token così stabile che avrebbe perso il 30% del suo valore negli ultimi 20 anni. L'unica nota lieta: su Venmo si potrà comprare bitcoin pagando in PYUSD. Liquidità di neofiti in probabile arrivo.
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Scusate l'ignoranza spessa tre dita sulle questioni bancarie, ma avrei questo problemino, se qualcuno può aiutarmi.
Stante il coma profondo che attanaglia TRT, ho rispolverato un vecchissimo account Bitstamp per i miei acquisti periodici di bitcoin.
Per bonificare euro sulla banca di appoggio di Bitstamp (una banca estone), l'exchange mi fornisce codice BIC + numero di conto.
La pagina di home banking della mia banca invece mi dà la possibilità di indicare solo l'iban del destinatario per il bonifico.
C'è modo di convertire gli uni nell'altro? Grazie
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Della serie se non puoi sconfiggerli con le idee, il talento, gli sviluppatori, gli utenti, i nodi.....allora provaci con i soldi Chris Larsen, il creatore della shitcoin Ripple, cerca di distruggere Bitcoin finanziando una campagna d'attacco simile a quella che dette origine alla blocksize war solo che adesso la comunità dovrebbe essere molto più unita nel difendersi. L'obiettivo, vi prego non ridete, è quello di modificare il codice di Bitcoin per un passaggio alla POS. Ovviamente c'è l'appoggio di Greenpeace e la potentissima lobby ambientalista a stelle e strisce. L'esito è abbastanza scontato ma evidentemente il Sig. Larsen ha soldi da buttare per farsi un pò di pubblicità grazie a tutti i polli che ha spennato tramite XRP. Vado a mettere su i popcorn. https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-03-29/greenpeace-crypto-billionaire-lobby-to-change-bitcoin-s-code?sref=M4pzWyOx
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La piattaforma Gofundme ha bloccato la campagna di crowdfunding a favore dei camionisti canadesi che protestano contro l'obbligo vaccinale per l'attraversamento del confine USA-Canada. La scusa motivazione è che la protesta non è pacifica ma promuove la violenza https://it.sputniknews.com/20220205/proteste-camionisti-canadesi-gofundme-rimuove-la-raccolta-fondi-promuove-la-violenza-14923563.htmlE' stata quindi lanciata una raccolta fondi in bitcoin che al momento in cui scrivo ha raggranellato la bellezza di quasi 6 BTC Nonostante io sia pro vaccini, quindi non condivida nel merito la protesta, ritengo la libertà finanziaria e l' incensurabilità della moneta principi più importanti della prevenzione dalla pandemia COVID19. Per questo ho appena donato 10k satoshi. Perchè bitcoin esiste per questo motivo. Per chi fosse interessato a fare altrettanto il sito è questo https://tallyco.in/s/lzxccm/
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Nella community è un po' l’argomento (controverso) del momento, per cui ho deciso di aprire questo thread per parlarne, dopo essermi un po' documentato. La news più eclatante è che il sindaco di Miami effettuerà, grazie a Miamicoin, un airdrop duraturo di bitcoin (si avete letto bene) a favore di tutti i suoi cittadini. https://markets.businessinsider.com/news/currencies/miami-bitcoin-yield-miamicoin-crypto-francis-suarez-mayor-digital-wallet-2021-11L’altra notizia, altrettanto importante, è che, sempre grazie a Miamicoin, la “magic city” ha già intascato 21 milioni di dollari (in tre mesi) e che nientepopodimeno che la Big Apple ha deciso di seguirne le orme Miamicoin fa parte del progetto Citycoin, basato sulla piattaforma Stacks (STX) Ma cosa sono di preciso Miamicoin e Stacks? Perché tutti ne parlano? Qual è il loro rapporto con Bitcoin?Secondo alcuni siamo di fronte alle ennesime shitcoin inutili e dannose , secondo altri ad una rivoluzione geniale che amplierà i casi di uso e il valore di bitcoin Proviamo a capirci qualcosa andando per gradi e cercando di restare sul semplice. COS’E’ STACKS?Stacks è una criptovaluta layer 1 con una propria blockchain e un proprio token (STX). Supporta gli Smart Contract con un suo linguaggio di programmazione (Clarity). Una specie di alternativa ad Ethereum come ne esistono a decine, nulla di particolare. La particolarità di Stacks sta nell’algoritmo di mining: infatti questa criptovaluta usa la POX (Proof of Transaction) come metodo per assegnare la ricompensa di blocco. In cosa consiste questa Proof of Transaction? Qui viene il bello: i minatori Stacks per minare un blocco devono effettuare una transazione bitcoin di un importo a loro scelta. Devono in sostanza spendere dei bitcoin.A favore di chi? Dei possessori del token Stacks.Una funzione random assegna la ricompensa al minatore vincitore della “lotteria” il quale, in cambio dei bitcoin spesi, riceve 1000 STX a blocco (circa 2.500$ al cambio attuale). La probabilità di vincere viene calcolata dividendo i btc spesi dal miner X per tutti i btc inviati in quel blocco. Quindi più bitcoin mando, più ho probabilità di vincere.
Come sempre, i minatori ricevono anche tutte le fees associate alle transazioni Stacks inserite in quel blocco. Il modello economico di Stacks quindi si basa sul rapporto tra minatori e possessori: i primi spendono bitcoin e ricevono stacks, i secondi holdano stacks e in cambio ricevono bitcoin. COSA SONO CITYCOIN E MIAMICOIN?Citycoin è un progetto di supporto economico alle municipalità USA di cui l’esempio pratico è rappresentato finora da Miami con la sua Miamicoin. Come detto, seguirà a breve NYCoin. Miamicoin è un token creato su piattaforma Stacks usando gli smart contract di Stacks. E’ quindi l’equivalente di un token ERC20 su Ethereum: non ha una sua blockchain ma si basa su STX. Come funziona Miamicoin? In modo molto simile a Stacks. I minatori Miamicoin inviano STX allo smart contract (come Proof of Transaction) e ricevono, se vincono la “lotteria”, nuovi Miamicoin appena minati. Gli STX inviati allo smart contract vengono redistribuiti in questo modo: il 70% va ai possessori di Miamicoin e il 30% va al……..Comune di Miami. QUINDI: il Comune di Miami, senza fare assolutamente nulla, riceve periodicamente il 30% di tutti gli Stacks inviati allo smart contract. Questi STX hanno un valore economico, come qualsiasi shitcoin, ma soprattutto se holdati permettono di ottenere dei bitcoin a gratis.Ecco come Miami può finanziare l’airdrop. COMMENTO PERSONALELuci e ombre. Molte delle cose scritte sopra hanno il sapore indubbio della shitcoin e non saprei dire quanto questo modello economico sarà sostenibile nel tempo. Tuttavia Stacks è anche un progetto davvero interessante che amplia le funzionalità della rete btc senza alterarne il funzionamento e impattando positivamente sui casi d’uso di bitcoin stesso. Se una delle più grandi città d’America effettuerà una donazione di btc ai suoi cittadini, senza gravare con tasse o debiti e trasformando molti nocoiner in bitcoiner è grazie a questa piattaforma
E’ chiaro che un minatore STX ha convenienza ad inviare un ammontare btc molto inferiore al valore degli STX che riceverà in cambio, considerando che la lotteria può anche perderla. D’altro canto, se ha culo può beccarsi 1000 STX (più le fees) anche spendendo pochi satoshi. Inoltre, gli STX vinti possono essere holdati per ottenere BTC con cui finanziare il successivo mining. Più la rete Stacks avrà successo, più sarà conveniente inviare maggiori somme di bitcoin. Se fosse usatissima (come ETH) le fees andrebbero alle stelle aumentando la convenienza del mining. Anche perché non c’è una regolazione della difficoltà come nella POW: il mining è regolato automaticamente dal costo (btc inviati) vs il ricavo (stx ricevuti) Riguardo a Miamicoin: i possessori di Miamicoin ricevono STX, i quali STX, a loro volta permettono di ottenere BTC. Il comune di Miami ha convenienza a rendere più utili possibili i Miamicoin in modo da aumentare il mining e ricevere maggiori donazioni. Potrebbe ad esempio permettere il pagamento di multe o tasse tramite MC L’aspetto negativo sulla rete btc di un successo di questo sistema lo vedo solo in un aumento delle transazioni on chain che, per il noto limite di blocco di 1 MB potrebbe far aumentare le fees come accaduto tante volte in passato. I puristi storgono il naso ma secondo me è un modello interessante fermo restando che al momento non ho strumenti per valutare la piattaforma Stacks che non ho mai usato (ma voglio provarla) Che ne pensate?
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How it started: How it's going: ********************************************* Voglio prima vedere la norma approvata e soprattutto vedere il contenuto di questa legge, perchè a chiaccere e annunci sono bravi tutti. Ma, se quanto detto verrà confermato dai fatti, questo piccolo staterello dell'America Centrale sarà il primo a dare una forma di riconoscimento legale a bitcoin come "legal tender" https://www.businesswire.com/news/home/20210605005045/en/Strike-Drives-Bitcoin-Forward-as-El-Salvador-Becomes-World%E2%80%99s-First-Country-to-Adopt-Bitcoin-as-Legal-TenderTradotto significa che lo acquisterà come riserva, lo accetterà per i pagamenti da parte dei cittadini e soprattutto lo userà come strumento per le rimesse internazionali utilizzando Strike, l'applicazione all'uopo creata da Zap per trasferire denaro in giro per il mondo a costi quasi nulli sfruttando le meraviglie di Lightning Network. El Salvador (ES) è uno Stato piccolo e povero: il suo PIL è pari ad appena 27 miliardi di $ (quello italiano per fare un paragone sono 2000 miliardi). Se El Salvador fosse un'azienda fatturerebbe all'anno meno di quanto Amazon fattura in un mese.  Tuttavia l'incidenza di questa operazione va rapportata allo "sputo" rappresentato dalla market cap attuale di Bitcoin rispetto ai soldi che girano per il mondo.  Il 24% del PIL di ES (quindi 6.5 miliardi di $) è costituito da rimesse internazionali: emigrati che lavorano all'estero e mandano risparmi a casa. Facendo i conti della serva, ai prezzi attuali, se questo 24% fosse interamente conquistato da Strike, si tradurrebbe in una richiesta annua di 185.000 BTC , il doppio di quelli acquistati da Microstrategy e il quadruplo di quelli di Tesla. Ovviamente non è proprio così perchè con le rimesse i btc sono comprati e subito venduti e lo stesso token può quindi essere usato più volte per lo stesso fine, ma serve per dare una grandezza dei numeri in ballo. La vera differenza è la natura dell'acquisto: Tesla o Microstrategy possono scaricare le loro quote sul mercato in ogni istante, non abbiamo garanzie al riguardo. Milioni di lavoratori che usano costantemente una tecnologia e ne sono soddisfatti invece non sono tanto facili da far sparire. E, credetemi, Strike è avanti anni luce a tutta la concorrenza esistente. In un libero mercato non esiste un motivo uno per cui preferire Western Union o roba simile a LN. Soprattutto in un Paese come ES dove il 70% delle persone sono unbanked Anche perchè Strike, se l'utente non vuole, tiene sia LN che btc sotto il cofano. Il lavoratore può mandare istantaneamente e a costo zero es 10 $ senza accorgersi nemmeno che sta usando bitcoin e LN. Quindi livello di "user friendship" massimo e senza preoccuparsi del problema della volatilità. **************************** Aspettiamoci delle reazioni avverse: la mossa crea un pericoloso precedente. Nayib Bukele, presidente di ES, è amico degli USA. Nella regione ha posizioni di contrasto verso Cuba e il Venezuela, gli Stati nemici degli americani per eccellenza. Ma questa mossa va contro la politica delle autorità usa di far passare Bitcoin come asset e non come moneta. Sarà molto interessante vedere quanto e come l'establishment USA proverà ad opporsi. D'altro canto se questa operazione fosse davvero attuata e si trasformasse in un successo, beh, le cose comincerebbero a farsi MOLTO interessanti..... Resta anche il fatto che Strike è l'applicazione del panorama crypto che ha più probabilità di andare mainstream. Ha anche finanziatori molto ricchi e influenti ( https://bitcointalk.org/index.php?topic=313900.msg57086286#msg57086286 ). In effetti che Jack Mallers sia riuscito da solo ad agganciare il presidente di ES è alquanto improbabile....
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Adam Back rinvigorisce con un tweet storm l'antica discussione sulle unità di misura. Con Bitcoin a 20.000$ (e la possibilità di crescere ancora), continuare ad usare il bitcoin come riferimento crea problemi soprattutto ai neofiti. C'è chi pensa che non sia possibile acquistarne frazioni e ritiene quindi che se non possiede 20.000$ precisi, è ormai tagliato fuori dal giro. C'è la difficoltà per i meno abituati a fare pagamenti/transazioni con molti zeri davanti, con il rischio di fare errori, o di immaginare mentalmente un valore a qualcosa che è solo una piccola frazione dell'unità. Recentemente ho regalato un Trezor ad un amico che vuole acquistare Bitcoin e quando ha saputo che lo avevo pagato poco più di 0.003 btc è rimasto stupito della estrema convenienza senza realizzare che quella cifra corrisponde ormai a 60€ Per questi motivi, ad esempio, nel campo degli investimenti classici, si attua lo stock split quando il valore dell'azione aumenta troppo. C'è anche chi è contrario : agli occhi dei neofiti inesperti uno spostamento della virgola nell'unità di riferimento di bitcoin potrebbe sembrare addirittura un aumento dell'offerta, scardinando uno dei fattori chiave del suo successo . In più continuare ad usare il btc obbligherebbe le persone a "pensare" in bitcoin, senza inseguire sempre il meccanismo psicologico della conversione in fiat. In ogni caso, accettando l'idea che sia opportuno modificare (nei wallet, negli exchange...) l'unità di riferimento, la successiva domanda è quale frazione usare? La più conosciuta è il satoshi che corrisponde a 1 cento milionesimo di bitcoin. Un sat però adesso vale 0,0002 dollari: si avrebbe il problema opposto, la virgola diventerebbe un problema lo stesso. La parità 1 sat=1$ si avrebbe solo se 1 btc=100 milioni di dollari, impossibile a meno di scenari da iperinflazione. Back propone il bit, ossia 1 milionesimo di bitcoin. Oggi 1 bit=0.02$ e 50 bit sarebbero quindi un dollaro. La parità 1bit=1$ si avrebbe nel caso in cui 1 btc= 1 milione di dollari. Molto difficile anche questo caso ma comunque sarebbe uno sforzo mentale molto meno complicato convertire bit in dollari e viceversa. Che ne pensate? Il tweet è questo: https://twitter.com/adam3us/status/1335354258858905604La pagina wiki che descrive le varie unità è invece questa https://en.bitcoin.it/wiki/Units
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Visto che si parla sempre più spesso di questo veicolo di investimento su Bitcoin (e altre criptovalute) ho pensato di creare un thread apposito provando a descrivere cos'è e come funziona anche a chi non è molto esperto di strumenti finanziari. Grayscale Investiment Trust (GIT) è un fondo fiduciario che permette agli investitori di esporsi alle variazioni di prezzo di bitcoin senza doversi preoccupare dell'acquisto, gestione e custodia di bitcoin fisici. A differenza di contratti per differenza (come i futures di CME) nei quali viene solo tracciato il prezzo e l'esposizione non comporta acquisto di bitcoin fisici, le quote di GIT ("share") corrispondono a bitcoin "fisici" detenuti da Grayscale per conto degli investitori. Quindi, un investitore che vuole mettere i propri soldi in questo strumento acquista delle quote del fondo sapendo che a quelle quote corrispondono dei bitcoin effettivamente posseduti da Grayscale. Come si acquistano le quote? Esistono due mercati, molto diversi tra loro, che permettono di farlo. Nel mercato primario chi vende è Grayscale che emette nuove quote a favore di chi ne fa richiesta. Nel mercato secondario le quote in circolazione possono essere scambiate (quindi comprate e vendute) come un titolo qualsiasi. Il prezzo del mercato primario è fatto da Grayscale ogni giorno alle 4 PM ora di New York semplicemente prendendo un prezzo medio ponderato degli scambi nei principali exchange nelle ultime 24 ore. Il prezzo del mercato secondario è invece dettato solo dalla domanda e offerta delle quote in circolazione. Al momento in cui scrivo Grayscale possiede 365.889 BTC ed ha emesso 380.856.700 quote. Questo significa che ad ogni quota in circolazione corrispondono 96.070 satoshi o se preferite 0,00096070 BTCSe il prezzo attuale di bitcoin è 9426 dollari significa che ogni quota vale 0,00096070*9426=9,055 dollari Questo è il prezzo a cui verrebbero collocate oggi le nuove quote da Grayscale sul mercato primario. Il mercato secondario è invece un qualcosa che è solo indirettamente legato al prezzo di btc: sul mercato secondario si comprano e vendono quote del fondo quindi il prezzo risente solo della domanda e offerta di queste quote. E in effetti il prezzo delle quote sul mercato secondario non è uguale al prezzo sul mercato primario. Mentre quest'ultimo corrisponde per forza ad una media del prezzo spot sui principali exchange, il mercato secondario storicamente ha avuto sempre un sovrapprezzo (PREMIO) rispetto al prezzo di mercato "ufficiale". Ad esempio ad oggi ogni quota del GIT è prezzata sul mercato secondario a 10,88$ con un surplus quindi del 20% rispetto a quanto dovrebbe valere in rapporto ai btc posseduti da Grayscale e alle quote in circolazione. PERCHE' ESISTE QUESTO SOVRAPPREZZO?Essenzialmente perchè acquistare quote non è uguale ad acquistare bitcoin. Con le quote non ho le rotture di balle di accedere ad exchange non regolamentati, imparare a gestire un wallet, rischiare di perdere la chiave privata, rischiare di scordarmi o perdere il seed....In più negli USA le quote del fondo sono perfettamente compatibili con il 401k (il loro 730) e quindi la normativa sulla tassazione delle quote è nota e chiara (a differenza di quella sui btc) e redatta direttamente o con il supporto di Grayscale. Insomma la vecchia storia dei vantaggi della pappa pronta rispetto a prepararsi la pappa da zero. Tuttavia questo non spiega perchè ci sia una differenza di prezzo tra il mercato primario e il secondario: cosa impedisce ad in investitore di comprare le quote direttamente da Grayscale (pagandole 9,055$) invece che sul mercato secondario dove costano ben il 20% in più?La risposta è: le dimensioni  Solo gli utenti dotati di superpoteri (e di super portafogli) i cosiddetti elegible investors (EI) hanno accesso al mercato primario. La plebe deve accontentarsi del secondario. Per essere EI bisogna avere un patrimonio netto > 1 milione $ e il quantitativo minimo di quote acquistabili è 50k $  L'altro vincolo (dettato dalla SEC) è che chi acquista quote sul mercato primario non può "scaricarle" su quello secondario (quindi deve possederle) per almeno 6 mesi. E' bene ricordare che, al momento, le quote del fondo non sono "redimibili": un investitore non può tornare da Grayscale e dire : ho cambiato idea eccoti le tue quote e tu rendimi i miei dollari. L'unico modo per "uscire" dall'investimento è vendere le quote sul mercato secondario. Come scrive (piccolo piccolo  ) Grayscale nella sua home page:  Un altro aspetto MOLTO IMPORTANTE e di cui si parla poco (perchè è poco noto) è che l'emissione di nuove quote sul mercato primario può avvenire anche con acquisto cosiddetto "in-kind", cioè direttamente tramite criptovaluta. Io posso dare a Grayscale direttamente bitcoin in cambio di quote, anzichè dollari. Questo è un fatto molto importante perchè in questo caso a fronte dell'emissione di nuove quote non segue un acquisto di btc da parte di Grayscale. Quando si calcolano i btc teoricamente acquistati da Grayscale bisognerebbe depurare il dato dalle quote che sono acquisite in cambio di btc da quelle che sono acquistate in cambio di cash. C'è già chi ha fatto questo calcolo per noi:  Il grafico sopra ci dice che GIT sta comprando tantissimi bitcoin, ma meno di quelli che si pensa. I btc effettivamente acquisiti da GIT sono l' 8.2% di tutti quelli minati da inizio anno e il 31% di quelli minati dall'halving. Ma la maggiore parte delle nuove emissioni di quote è avvenuta a fronte di "contributi" direttamente in criptovaluta. Per fare un confronto Grayscale ha effettivamente acquistato 5683 BTC dall'halving ad oggi (quindi nell'ultimo mese) Ma ha ricevuto dagli investitori ben 22.731 BTC nello stesso periodo. Già nel 2019 queste "donazioni" di cryptovalute in cambio di quote assommavano all'80% circa delle nuove emissioni di tutti i veicoli finanziari di Greyscale Ora LA DOMANDA E': per quale motivo chi già possiede bitcoin (ed è una balena altrimenti non potrebbe accedere al mercato primario) si priva di btc per comprare quote di GIT?Semplice: per rivenderli dopo 6 mesi sul mercato secondario e incassare il premio dato dalla differenza di prezzo dei due mercati. Il premio, per una balena che ha sufficiente liquidità e che opera come descritto sopra, sono in effetti soldi gratis basta tutelarsi da oscillazioni negative di prezzo da qui a sei mesi vendendo allo scoperto quote in hedge. E in effetti la quantità di quote GIT prese a prestito è cresciuta di pari passo con la quantità di quote  A dimostrazione che chi compra quote sul mercato primario le vende allo scoperto sul mercato secondario per tutelarsi da cadute di prezzo di bitcoin. Ma se tutto va come deve andare incasserà dopo 6 mesi un lauto premio senza fare nulla. Da notare come il premio in percentuale tra i due mercati sia in effetti calato (per effetto di questo arbitraggio) ma resti qualcosa di legato in maniera direttamente proporzionale con il successo di bitcoin: più aumenta il prezzo spot di btc più aumenta il sovrapprezzo che gli investitori di Grayscale sono disposti a pagare per acquistare quote del fondo. Quindi se le balene hanno aspettative di crescita del prezzo fanno bene a convertire oggi btc con quote perchè il premio tra 6 mesi sarà ancora maggiore.  Se su BTC il premio è alto ma non altissimo, su ETH abbiamo una differenza tra mercato primario e secondario assolutamente fuori di testa  Chi compra quote del fondo di Grayscale legato ad Ethereum sta indirettamente pagando ogni ETH oltre 2000$ cioè il 46% in più del massimo prezzo spot mai raggiunto da ETHLe opportunità di arbitraggio per chi può permettersi di acquistare quote del fondo sul mercato primario sono assolutamente incredibili.
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Liquid è una sidechain Bitcoin sviluppata da Blockstream (ma non gestita da Blockstream) che permette di spostare un token "clone" di bitcoin con tre vantaggi: 1)Minori Fees 2)Tempi più rapidi 3)Maggiore privacy La presente guida spiega come usare Liquid da e per un exchange in modo da risparmiare fees e muovere velocemente il token nativo L-BTC che è tenuto pari ( pegged) a un equivalente ammontare di bitcoin In più Liquid permette l'emissione di nuovi token, ma non è questo obiettivo di questa guida PARTE TECNICA COS’E’ LIQUID E COME FUNZIONA (SE NON INTERESSATO SALTA SUBITO A QUELLA OPERATIVA) Tecnicamente Liquid è una permissioned federated sidechainPermissioned perchè non è permesso a tutti far parte dei nodi che si occupano di convalidare le transazioni e rendere sicuri i bitcoin depositati Federated perchè il gruppo dei soggetti che si occupa di fare quanto sopra è composto da una federazione di (attualmente) 15 nodi chiamati functionaries Sidechain perchè il token che gira su Liquid, chiamato L-BTC, è un token legato a Bitcoin. Bisogna depositare e "bloccare" (peg-in) una x quantità di BTC su un multiaddress per poter generare la stessa quantità di L-BTC. Il rapporto tra bitcoin e L-BTC è sempre di 1:1, come se L-BTC fosse una stablecoin di Btc (ma resa sicura e trasparente dalla blockchain e non tramite riserve gestite in maniera centralizzata). Ovviamente è sempre possibile fare il processo inverso (peg-out) e riconvertire L-BTC in BTC. Liquid, come tutte le blockchain permissioned, può fare a meno del mining: la blockchain viene alimentata tramite una schedulazione round-robin dei blocchi da parte dei vari functionaries che, a turno, prendono le transazioni dalla mempool e le inseriscono nel blocco successivo. A differenza di bitcoin, dove i blocchi vengono creati in maniera probabilistica (e non si sa quindi quando verrà minato il prossimo blocco), su Liquid ogni blocco viene creato in maniera fissa ogni minuto e servono due blocchi affinchè una transazione sia considerata confermata. A parte il caso in cui un nodo validatore è temporaneamente offline quando è il suo turno di convalida (e quindi per un minuto non venga creato un blocco), in genere le transazioni sono confermate in due/tre minuti.Questo è quindi un primo vantaggio: la velocità di convalida. Liquid ha tempi di finalizzazione della tx circa 30 volte superiori a Bitcoin. L'altro vantaggio sono le fees di trasmissione degli L-BTC soprattutto in momenti di saturazione della blockchain bitcoin. Le commissioni medie di Liquid sono al momento di circa 150 satoshi (10-15 centesimi di $) per ogni tx e la rete è in grado di gestire fino a 40 transazioni il secondo. Blockstream ha dichiarato che le fees si ridurranno in futuro con un upgrade della rete ( https://eng.ambcrypto.com/blockstream-planning-liquid-update-to-reduce-transaction-fees/) . Last but not least, Liquid supporta le transazioni confidenziali: indirizzi e importi della tx sono noti solo alle parti e non vengono resi pubblici come nella blockchain bitcoin. Possiamo considerare Liquid un clone di Lightning Network (LN)?No. Rispetto a LN, Liquid è più lento ( 2 minuti contro pochi istanti) ma, a differenza di LN, Liquid non ha il limite della liquidità inbound nell'istradamento della tx. Questo significa che LN è adatto solo per le microtransazioni, mentre Liquid è adatto anche a tx di importi medi o alti. In più Liquid non richiede una tx on-chain preventiva per "caricare" bitcoin su un canale, come invece necessario con LN. Questo permette un risparmio di fees iniziale Rigurardo agli exchanges LN è supportato al momento solo da Bitfinex. Liquid invece è utilizzabile su TRT, BTSE, Bitfinex, Coinut, RenrenBit e Sideshift AI. E’ in corso una sperimentazione con Bitmex. I membri della federazione Liquid sono i seguenti:  Solo rose e fiori quindi? Non proprio. Il fatto che sia permissioned presuppone un grado di fiducia dell'utente: i 15 functionaries sono gli "amministratori della sidechain" che, in assenza di mining, potrebbero in teoria fare e disfare a piacimento. L'utente, a differenza della rete bitcoin (dove non è necessario riporre fiducia nell'onestà dei minatori) qui deve riporre fiducia nell'onestà dei functionaries. Questa fiducia rimane anche nel processo di creazione e distruzione dei L-BTC. La creazione di solito viene gestita dagli exchange che supportano Liquid. E' un processo lungo (richiede 120 conferme sulla bc bitcoin) e di solito gli exchange la fanno a priori in modo da avere liquidtà sufficiente per gli utenti che ne fanno richiesta, senza che questi debbano attendere per avere i loro L-BTC. Una volta avuti gli L-BTC è possibile spostarli su un altro exchange oppure su un proprio wallet (come vedremo tra poco). L'unico wallet che al momento supporta Liquid è Green. La riconversione in BTC si fa su un exchange che supporta Liquid, spostando gli L-BTC sull’exchange stesso. Quindi Liquid è “semi-trusted”: il token nativo L-BTC è gestibile personalmente su address privati ma i btc dati in cambio restano bloccati su multiaddress gestiti dai functionaries della rete. In particolare i multiaddress sono di tipo 11-15: sono necessarie le firme di 11 dei 15 functionaries per sbloccare i bitcoin. In caso di sparizione della maggioranza dei functionaries c’ è una procedura d’emergenza che libera i depositi con uno smart contract a scadenza temporale (time locked) E’ una situazione preferibile rispetto ad una situazione completamente centralizzata perché la maggioranza dei functionaries dovrebbero essere truffatori (non ne basta 1) per “rubare” i miei btc e anche se uno di essi sparisse nel nulla io potrei comunque reclamare i miei btc presso gli altri. Ma di sicuro è ben lontana da una situazione completamente trustless come bitcoin.Il trade-off è chiaro: con Liquid ho fees minori, tx più veloci e maggiore privacy ma al “costo” di riporre fiducia in una rete semiprivata Ognuno faccia le sue scelte e valuti se il gioco vale la candela. L’importante è che siano chiari rischi e benefici.
La migliore risposta dipende probabilmente dai casi
Liquid è sicuramente conveniente quando si ha da spostare bitcoin da un exchange all’altro (se entrambi lo supportano), perché comunque avendo btc sugli exchange ne ho perso il controllo, quindi tanto vale beneficiare dei vantaggi di Liquid Già oggi Liquid è integrabile in Ledger Nano ( https://www.youtube.com/watch?v=FHa4ICrdS1w) ma holdare per lunghi periodo L-BTC su address personali non ha senso ed espone solo ad un inutile rischio di controparte. A quel punto meglio holdare direttamente bitcoin. Un altro membro della rete Liquid è OpenNode che è un payment processor, cioè un’ azienda che gestisce i pagamenti in Bitcoin prendendo btc dal compratore e dando fiat al venditore. Anche questo potrebbe essere un caso d’uso di Liquid: se tanto mi devo privare dei btc (perché li spendo per comprare qualcosa) tanto vale usare L-BTC: in questo modo risparmio commissioni e tempi. Il rischio di controparte c’è solo per il periodo in cui processo la transazione dal mio wallet a quello del venditore. Un rischio direi minimo. COME FUNZIONA LIQUID IN PRATICA In questa guida spiego come ottenere L-BTC su The Rock Trading, spostarli sul mio wallet personale Green e rispostarli su TRT con calcolo dei tempi e delle commissioni corrispondenti. 1)Dalla schermata principale di TRT cliccate su Wallet  Quindi cliccate su Withdraw, selezionate Bitcoin tra le valute e quindi premete Proceed  Selezionate Liquid e appare la schermata seguente: Attenzione: in questa schermata dovete inserire nel campo Amount BTC la quantità di BTC che volete prelevare ma in “Your BTC address” DOVETE INSERIRE L’ADDRESS DEL VOSTRO WALLET L-BTC (O DELL’EXCHANGE SU CUI VOLETE SPOSTARLI). NON INSERITE QUI UN ADDRESS BITCOIN.TRT si occuperà di convertire automaticamente i BTC in L-BTC e mandarli all’indirizzo di destinazione tramite Liquid. L’operazione è immediata perché TRT ha in precedenza effettuato la conversione (altrimenti richiederebbe, come detto, 120 conferme sulla bc bitcoin). Scaricate quindi Green ( https://greenaddress.it/it/ compatibile con Android, Ios o Windows) e selezionate dalla schermata iniziale il network Liquid. Dopo aver ricopiato e messo al sicuro il seed, siete pronti ad ottenere il vostro address Liquid da ricopiare, quale indirizzo di destinazione, nella schermata di TRT Io ho prelevato 0.0095 BTC e le ho trasferite sul mio indirizzo Liquid personale: VJLH3qYSksfKbSFKrMMfwZLF1seA8eML7hfvwmTAty58qQRUVbEi4TKV2DDsBL6uhMtGJxK2efzk4du a  Le commissioni, applicate direttamente dall’exchange, sono state di 1000 satoshi La transazione è stata instradata da TRT alle 18.11.40 dell’08/05 ed è stata inserita nel blocco disponibile 15 secondi dopo  Il blocco successivo è stato “minato” alle 18.13.57 Quindi, riassumendo, ho prelevato 0.0095 btc (convertiti automaticamente in l-btc) pagando 1000 satoshi di commissioni e con una conferma della tx avvenuta esattamente 2 minuti e 17 secondi dopo. Poco dopo ho fatto l’operazione opposta: in TRT sono andato in Deposit->Bitcoin->Liquid e ho generato un address (L-BTC) di destinazione  Poi da Green ho fatto una tx sull’indirizzo di destinazione di The Rock Trading: VTpz2v6dGiZmLnAAUJVM1AUhTnDJro2eEACJ2qWc7JqnNtFKiwCY2R6gs7LW6E1TEBjJvP6yQLcNRsr b La transazione è visibile qui https://blockstream.info/liquid/address/VTpz2v6dGiZmLnAAUJVM1AUhTnDJro2eEACJ2qWc7JqnNtFKiwCY2R6gs7LW6E1TEBjJvP6yQLcNRsrbCome vedete l’importo e gli address coinvolti sono confidenziali e non visibili. La commissione, non essendoci l’exchange di mezzo, è stata molto più economica (138 satoshi)La tx, instradata alle 18.35.58 risulta confermata meno di 3 minuti dopo (18.38.21) sull’exchange  Come vedete, al momento della ricezione degli L-BTC, TRT effettua una conversione automatica in BTC accreditando direttamente quest’ultimi nel conto del cliente senza dover fare una conversione manuale. NEL COMPLESSO QUINDI HO FATTO DUE TRANSAZIONI (PRELIVO E DEPOSITO DA EXCHANGE) CON UN TEMPO DI ATTESA MEDIO DI CIRCA 2-3 MINUTI PER TX E UN COSTO COMPLESSIVO DI FEES DI 1138 SATOSHI. L’8 MAGGIO IL PREZZO DI BITCOIN ERA DI CIRCA 9900 DOLLARI, QUINDI LE COMMISSIONI NEL COMPLESSO SONO STATE DI 11 CENTESIMI DI DOLLARO (PER ENTRAMBE LE TX)L’8 MAGGIO LE COMMISSIONI MEDIE DI UNA TX BITCOIN ON-CHAIN SONO STATE DI 3,175 DOLLARI (quasi 57 volte più care di Liquid!!) https://www.blockchain.com/charts/fees-usd-per-transactionTRASMETTERE QUEL GIORNO UNA TX ON-CHAIN SOLO CON 138 SATOSHI DI FEES PROBABILMENTE AVREBBE RICHIESTO ORE PRIMA DI ESSERE FINALIZZATA. QUINDI IL RISPARMIO SIA DI TEMPO CHE DI COSTO USANDO LIQUID C’E’ ED E’ EVIDENTE, SOPRATTUTTO IN FASI DI SATURAZIONE DELLA RETE BITCOIN. VALE IL DISCORSO SUI RISCHI FATTO NELLA PARTE TECNICA.
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In USA, nei canali di informazione economica si parla molto del Great Wealth Transfer, il passaggio di ricchezza che avverrà, per ricambio anagrafico, nei prossimi anni/decenni tra la generazione dei “ boomer” ( i nati tra il 1944 e il 1964) e le successive. I boomer americani sono la più ricca generazione della Storia, si stima che lasceranno ai loro eredi l’equivalente di 68 trilioni di dollari (68.000 miliardi) nel corso dei prossimi 20-25 anni ( https://www.cnbc.com/2019/10/21/what-the-68-trillion-great-wealth-transfer-means-for-advisors.html) ( https://www.businessinsider.com/millennial-millionaires-baby-boomer-inheritance-wealth-transfer-2019-10?IR=T) Capirete che, vista la cifra in ballo, gli effetti di questo passaggio sull’economia saranno enormi, considerando che le preferenze di spesa o di investimento di persone nate negli anni 50 sono molto diverse rispetto a quelle di chi è nato 40 o 50 anni dopo. Bitcoin c’entra moltissimo con tutto questo perché, per ovvie caratteristiche, è uno dei “prodotti” più “generazionali”, con una diffusione molto diversa tra le varie classi di età. Si fatica a trovare, anche tra personaggi famosi, un hater bitcoin che abbia meno di 30-35 anni, mentre invece abbondano tra gli over 50. Un fenomeno che non dovrebbe sorprendere visto che è una tecnologia molto recente e molto legata a materie (reti, informatica, crittografia….) poco familiari in genere a chi, sia detto senza offesa, è nato ai tempi delle macchine da scrivere. Questa differenza di appeal in relazione all’età è venuta fuori molto bene dai dati che Charles Schwab ha pubblicato qualche mese fa sulle scelte di investimento di 144.000 piani pensione di suoi clienti divisi per generazioni. ( https://pressroom.aboutschwab.com/press-release/schwab-corporate-retirement-services-news/schwab-report-self-directed-401k-balances-ho) I dati si riferiscono ai cosiddetti SDBA (self-directed brokerage accounts) cioè conti dove è il cliente che decide autonomamente come e dove investire. In termini generali emerge ad esempio che i Millennial (nati nel periodo 1980-2000) preferiscono investire in ETF e cash mentre i Boomer in fondi comuni. Simile è la quota investita nel comparto azionario (25% per i Millennial e 28% per i Boomer). Guardando solo quest'ultimo comparto, le prime 10 azioni preferite per ogni generazione sono le seguenti (La GenX è la generazione intermedia dei nati tra il 1964 e il 1980) Qui compare una grossa differenza.In mezzo ai nomi più noti delle stock americane, spunta Bitcoin come quinta migliore “azione” acquistata tra i Millennial, mentre non è tra i primi 10 tra le altre due generazioni, a testimonianza del diverso approccio per classi di età rispetto a questa tecnologia. Quell’1.84% investito in Bitcoin è una percentuale rapportata al solo comparto azionario di tutte le generazioni (che facendo una media spicciola è il 26,5% del totale investito). Quindi, facendo il conto della serva, i millennial della ricerca investono lo 0,49% (cioè 1,84%x26,5%) della loro disponibilità totale in bitcoin. Potremmo divertirci a questo punto a pensare che cosa succederebbe, considerando il campione come adeguatamente rappresentativo, se questa preferenza di investimento fosse mantenuta anche nei confronti dell’immensa ricchezza (i 68 trilioni di prima) che pioverà in testa ai Millennial a seguito della dipartita a miglior vita dei loro padri e dei loro nonni.Lo 0,5% non è molto, ma lo 0,5% di 68 trilioni sono 340 miliardi di dollari, più del doppio della market cap di bitcoin attuale. Per effetto di questo 0.5% in più la market cap di Bitcoin triplicherebbe fino a raggiungere quasi il mezzo trilione. Visto che nei prossimi 25 anni i bitcoin raggiungeranno (salvo spiccioli) il loro tetto di 21 milioni, si traduce in un prezzo di bitcoin di circa 25.000$ l’uno. Possiamo quindi enunciare la seguente previsione: SULLA BASE DELLE SCELTE ESPRESSE DAL CAMPIONE DEI CLIENTI SCHWAB, SE I MILLENNIAL MANTENESSERO LE STESSE PREFERENZE CHE HANNO MANIFESTATO FINORA, PER IL SOLO EFFETTO DELLA RICCHEZZA CHE EREDITERANNO, IL PREZZO DI BITCOIN DOVREBBE RAGGIUNGERE 25K$ NELL’ARCO DEI PROSSIMI 20-25 ANNI (FERMO TUTTO IL RESTO)
E’ importante avere presente che stiamo considerando SOLO GLI USA E SOLO I MILLENNIAL USA. E che NON stiamo facendo ipotesi azzardate su L’INGRESSO DI NUOVI ACQUIRENTI o su UNA MAGGIORE PROPENSIONE ALL’ACQUISTO DEI POSSESSORI ATTUALI STIAMO INFATTI IPOTIZZANDO CHE GLI ACQUIRENTI RESTINO QUELLI E CHE LE LORO PREFERENZE NON VARINO. La domanda quindi da porsi potrebbe essere: i Millennial forse cambieranno i loro gusti crescendo? Forse perderanno interesse per un investimento percepito come rischioso diventando più maturi e responsabili? Oppure proprio perché diventeranno mediamente molto più ricchi potranno permettersi di “rischiare” anche più dello 0.5% del loro patrimonio in bitcoin? E che approccio avranno i post-millennial? Alcune precisazioni:
1)Andrebbe tolta dal calcolo la percentuale investita in Bitcoin da boomer e genX. Percentuale che non conosciamo perché non figura tra le prime 10. Tuttavia, anche se esiste è probabilmente molto bassa e può essere ignorata. Sarà più che compensata dai bitcoin che acquisteranno i figli dei Millennial nei prossimi anni e che non sono inclusi nemmeno loro nel calcolo.
2)Dai 68 trilioni andrebbe tolto quello che si prende la mano lunga dello Stato tramite le tasse di successione
3)La cifra ereditata dai Millennial sarà in realtà inferiore a 68 trilioni perché i primi eredi dei boomer sono quelli della GenX. Ma nell’arco di 20-25 anni credo che possiamo ignorare questo passaggio intermedio.
4)Non conosciamo la deviazione standard delle scelte di allocazione del campione. Cioè non sappiamo se quell’1.84% medio investito in bitcoin è fatto da un solo grosso investitore che ci mette magari il 99% del portafoglio (e molti altri che ci mettono zero) oppure è distribuito più uniformemente. Propendo per la seconda ipotesi data la percezione di bitcoin come investimento rischioso.
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