Una riflessione riguardo al disastro coldcard, che mi fa apparire molto remota la possiblitá di un rimborso ai legittimi destinatari, anche se, per ipotesi, l'FBI prendesse domani l'hacker con le sue chiavi private. Questo vale anche per altri hack su altri hw wallet.
In una situazione del genere, come si fa a restituire i soldi alle persone?
Non era un exchange, non c'era KYC, potenzialmente un minatore poteva usare uno degli indirizzi del Wallet come destinazione dei BTC minati, ovvero senza passaggi intermedi.
Se quei seed erano deboli, non possono essere considerati buoni nemmeno per firmare nuovi messaggi (tipo "questo é l'indirizzo nuovo, ecc..." firmato), perché ci sarebbero una marea di impostori.
Per assurdo si potrebbe salvare, ma solo dopo un processo abbastanza rigoroso, chi se li era inviati da un exchange facendo KYC, senza passaggi intermedi. Li ci sarebbe il modo per avere plausibilitá dell'ownership, e anche li comunque ci sarebbe spazio per frodi.
Ci sono persone che se hanno agito nell'anonimato completo, anche involontariamente (mining), non hanno letteralmente modo di fare claim del danno subito.
la mia riflessione invece non verte sul rimborso, verte sul fatto che diamo per scontate molte cose sulla nostra sicurezza
e che puntualmente qualcuno riesce ad "hackerare"
quindi la paranoia non e' una cosa sbagliata, a quanto pare..
generare il seed lanciando i dadi fisici, non e' da pazzi scatenati col cappello di carta stagnola