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Author Topic: Great Wealth Transfer e Bitcoin  (Read 164 times)
Plutosky
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January 17, 2020, 05:49:56 PM
Last edit: January 18, 2020, 12:46:20 PM by Plutosky
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In USA, nei canali di informazione economica si parla molto del Great Wealth Transfer, il passaggio di ricchezza che avverrà, per ricambio anagrafico, nei prossimi anni/decenni tra la generazione dei “boomer” ( i nati tra il 1944 e il 1964) e le successive.

I boomer americani sono la più ricca generazione della Storia, si stima che lasceranno ai loro eredi l’equivalente di 68 trilioni di dollari (68.000 miliardi) nel corso dei  prossimi 20-25 anni (https://www.cnbc.com/2019/10/21/what-the-68-trillion-great-wealth-transfer-means-for-advisors.html) (https://www.businessinsider.com/millennial-millionaires-baby-boomer-inheritance-wealth-transfer-2019-10?IR=T)

Capirete che, vista la cifra in ballo, gli effetti di questo passaggio sull’economia saranno enormi, considerando che le preferenze di spesa o di investimento di persone nate negli anni 50 sono molto  diverse rispetto a quelle di chi è nato 40 o 50 anni dopo.

Bitcoin c’entra moltissimo con tutto questo perché, per ovvie caratteristiche, è uno dei “prodotti” più “generazionali”, con una diffusione molto diversa tra le varie classi di età.

Si fatica a trovare, anche tra personaggi famosi, un hater bitcoin che abbia meno di 30-35 anni, mentre invece abbondano tra gli over 50. Un fenomeno che non dovrebbe sorprendere visto che è una tecnologia molto recente e molto legata a materie (reti, informatica, crittografia….) poco familiari in genere a chi, sia detto senza offesa, è nato ai tempi delle macchine da scrivere.

Questa differenza di appeal  in relazione all’età è venuta fuori molto bene dai dati che Charles Schwab ha pubblicato qualche mese fa sulle scelte di investimento di 144.000 piani pensione di suoi clienti divisi per generazioni. (https://pressroom.aboutschwab.com/press-release/schwab-corporate-retirement-services-news/schwab-report-self-directed-401k-balances-ho)

I dati si riferiscono ai cosiddetti SDBA (self-directed brokerage accounts) cioè conti dove è il cliente che decide autonomamente come e dove investire.

In termini generali emerge ad esempio che i Millennial (nati nel periodo 1980-2000) preferiscono investire in ETF e cash mentre i Boomer in fondi comuni.

Simile è la quota investita nel comparto azionario (25% per i Millennial e 28% per i Boomer).

Guardando solo quest'ultimo comparto, le prime 10 azioni preferite per ogni generazione sono le seguenti (La GenX è la generazione intermedia dei nati tra il 1964 e il 1980)



Qui compare una grossa differenza.

In mezzo ai nomi più noti delle stock americane, spunta Bitcoin come quinta migliore “azione” acquistata tra i Millennial, mentre non è tra i primi 10 tra le altre due generazioni, a testimonianza del diverso approccio per classi di età rispetto a questa tecnologia.

Quell’1.84% investito in Bitcoin è una percentuale rapportata al solo comparto azionario di tutte le generazioni (che facendo una media spicciola è il 26,5% del totale investito).

Quindi, facendo il conto della serva, i millennial della ricerca investono lo 0,49% (cioè 1,84%x26,5%) della loro disponibilità totale in bitcoin.

Potremmo divertirci a questo punto a pensare che cosa succederebbe, considerando il campione come adeguatamente rappresentativo, se questa preferenza di investimento fosse mantenuta anche nei confronti dell’immensa ricchezza (i 68 trilioni di prima) che pioverà in testa ai Millennial a seguito della dipartita a miglior vita dei loro padri e dei loro nonni.

Lo 0,5% non è molto, ma lo 0,5% di 68 trilioni sono 340 miliardi di dollari, più del doppio della market cap di bitcoin attuale. Per effetto di questo 0.5% in più la market cap di Bitcoin triplicherebbe fino a raggiungere quasi il mezzo trilione.

Visto che nei prossimi 25 anni i bitcoin raggiungeranno (salvo spiccioli) il loro tetto di 21 milioni, si traduce in un prezzo di bitcoin di circa 25.000$ l’uno.

Possiamo quindi enunciare la seguente previsione:

SULLA BASE DELLE SCELTE ESPRESSE DAL CAMPIONE  DEI CLIENTI SCHWAB, SE I MILLENNIAL MANTENESSERO LE STESSE PREFERENZE CHE HANNO MANIFESTATO FINORA, PER IL SOLO EFFETTO DELLA RICCHEZZA CHE EREDITERANNO, IL PREZZO DI BITCOIN DOVREBBE RAGGIUNGERE 25K$ NELL’ARCO DEI PROSSIMI 20-25 ANNI (FERMO TUTTO IL RESTO)


E’ importante avere presente che stiamo considerando SOLO GLI USA E SOLO I MILLENNIAL USA.

E che NON stiamo facendo ipotesi azzardate su L’INGRESSO DI NUOVI ACQUIRENTI o su UNA MAGGIORE PROPENSIONE ALL’ACQUISTO DEI POSSESSORI ATTUALI

STIAMO INFATTI IPOTIZZANDO CHE GLI ACQUIRENTI RESTINO QUELLI E CHE LE LORO PREFERENZE NON VARINO.

La domanda quindi da porsi potrebbe essere: i Millennial forse cambieranno i loro gusti crescendo? Forse perderanno interesse per un investimento percepito come rischioso diventando più maturi e responsabili? Oppure proprio perché diventeranno mediamente molto più ricchi potranno permettersi di “rischiare” anche più dello 0.5% del loro patrimonio in bitcoin?

E che approccio avranno i post-millennial?






Alcune precisazioni:

1)Andrebbe tolta dal calcolo la percentuale investita in Bitcoin da boomer e genX. Percentuale che non conosciamo perché non figura tra le prime 10. Tuttavia, anche se esiste è probabilmente molto bassa e può essere ignorata. Sarà più che compensata dai bitcoin che acquisteranno i figli dei Millennial nei prossimi anni e che non sono inclusi nemmeno loro nel calcolo.

2)Dai 68 trilioni andrebbe tolto quello che si prende la mano lunga dello Stato tramite le tasse di successione

3)La cifra ereditata dai Millennial sarà in realtà inferiore a 68 trilioni perché i primi eredi dei boomer sono quelli della GenX. Ma nell’arco di 20-25 anni credo che possiamo ignorare questo passaggio intermedio.

4)Non conosciamo la deviazione standard delle scelte di allocazione del campione. Cioè non sappiamo se quell’1.84% medio investito in bitcoin è fatto da un solo grosso investitore che ci mette magari il 99% del portafoglio (e molti altri che ci mettono zero) oppure è distribuito più uniformemente. Propendo per la seconda ipotesi data la percezione di bitcoin come investimento rischioso.

“The one thing that’s missing, but that will soon be developed, it’s a reliable e-cash. A method where buying on the Internet you can transfer funds from A to B, without A knowing B or B knowing A. The way in which I can take a 20 dollar bill and hand it over to you and there’s no record of where it came from. And you may get that without knowing who I am. That kind of thing will develop on the Internet.” M.Friedman, 1999.
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Lo 0,5% non è molto, ma lo 0,5% di 68 trilioni sono 340 miliardi di dollari, più del doppio della market cap di bitcoin attuale. Per effetto di questo 0.5% in più la market cap di Bitcoin triplicherebbe fino a raggiungere quasi il mezzo trilione.

Visto che nei prossimi 25 anni i bitcoin raggiungeranno (salvo spiccioli) il loro tetto di 21 milioni, si traduce in un prezzo di bitcoin di circa 25.000$ l’uno.

In realtà se davvero quei 340 mld finissero in Btc la market cap dovrebbe aumentare molto più di questo, no ? non abbiamo sempre detto che la m.c. non rappresenta l'importo in fiat immesso nel mercato ma il valore che il mercato riconosce in quel momento al Btc ? (che è molto maggiore di quanto immesso in fiat)

Inoltre ci sarebbe anche un effetto volano nel senso che se entrassero SOLO quei 340 mld il valore non potrebbe effettivamente andare molto oltre il triplo (come dici), tuttavia dovendo considerare anche tutti gli altri attori presenti nel mercato - i quali a loro volta apporterebbero capitale in modo indipendente - il prezzo tenderebbe a crescere in modo sensibile per effetto delle normali dinamiche di richiesta/offerta e quindi la market cap crescerebbe ulteriormente.

Detto questo non vorrei contribuire a troppo facile entusiasmo in relazione al prezzo, preferisco per ora considerarla solo un'ipotesi, seppur suggestiva  Wink

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In USA, nei canali di informazione economica si parla molto del Great Wealth Transfer, il passaggio di ricchezza che avverrà, per ricambio anagrafico, nei prossimi anni/decenni tra la generazione dei “boomer” ( i nati tra il 1944 e il 1964) e le successive.

I boomer americani sono la più ricca generazione della Storia, si stima che lasceranno ai loro eredi l’equivalente di 68 trilioni di dollari (68.000 miliardi) nel corso dei  prossimi 20-25 anni (https://www.cnbc.com/2019/10/21/what-the-68-trillion-great-wealth-transfer-means-for-advisors.html)(https://www.businessinsider.com/millennial-millionaires-baby-boomer-inheritance-wealth-transfer-2019-10?IR=T)

Capirete che, vista la cifra in ballo, gli effetti di questo passaggio sull’economia saranno enormi, considerando che le preferenze di spesa o di investimento di persone nate negli anni 50 sono molto  diverse rispetto a quelle di chi è nato 40 o 50 anni dopo.

Bitcoin c’entra moltissimo con tutto questo perché, per ovvie caratteristiche, è uno dei “prodotti” più “generazionali”, con una diffusione molto diversa tra le varie classi di età.

Si fatica a trovare, anche tra personaggi famosi, un hater bitcoin che abbia meno di 30-35 anni, mentre invece abbondano tra gli over 50. Un fenomeno che non dovrebbe sorprendere visto che è una tecnologia molto recente e molto legata a materie (reti, informatica, crittografia….) poco familiari in genere a chi, sia detto senza offesa, è nato ai tempi delle macchine da scrivere.

Questa differenza di appeal  in relazione all’età è venuta fuori molto bene dai dati che Charles Schwab ha pubblicato qualche mese fa sulle scelte di investimento di 144.000 piani pensione di suoi clienti divisi per generazioni. (https://pressroom.aboutschwab.com/press-release/schwab-corporate-retirement-services-news/schwab-report-self-directed-401k-balances-ho)

I dati si riferiscono ai cosiddetti SDBA (self-directed brokerage accounts) cioè conti dove è il cliente che decide autonomamente come e dove investire.

In termini generali emerge ad esempio che i Millennial (nati nel periodo 1980-2000) preferiscono investire in ETF e cash mentre i Boomer in fondi comuni.

Simile è la quota investita nel comparto azionario (25% per i Millennial e 28% per i Boomer).

Guardando solo quest'ultimo comparto, le prime 10 azioni preferite per ogni generazione sono le seguenti (La GenX è la generazione intermedia dei nati tra il 1964 e il 1980)



Qui compare una grossa differenza.

In mezzo ai nomi più noti delle stock americane, spunta Bitcoin come quinta migliore “azione” acquistata tra i Millennial, mentre non è tra i primi 10 tra le altre due generazioni, a testimonianza del diverso approccio per classi di età rispetto a questa tecnologia.

Quell’1.84% investito in Bitcoin è una percentuale rapportata al solo comparto azionario di tutte le generazioni (che facendo una media spicciola è il 26,5% del totale investito).

Quindi, facendo il conto della serva, i millennial della ricerca investono lo 0,49% (cioè 1,84%x26,5%) della loro disponibilità totale in bitcoin.

Potremmo divertirci a questo punto a pensare che cosa succederebbe, considerando il campione come adeguatamente rappresentativo, se questa preferenza di investimento fosse mantenuta anche nei confronti dell’immensa ricchezza (i 68 trilioni di prima) che pioverà in testa ai Millennial a seguito della dipartita a miglior vita dei loro padri e dei loro nonni.

Lo 0,5% non è molto, ma lo 0,5% di 68 trilioni sono 340 miliardi di dollari, più del doppio della market cap di bitcoin attuale. Per effetto di questo 0.5% in più la market cap di Bitcoin triplicherebbe fino a raggiungere quasi il mezzo trilione.

Visto che nei prossimi 25 anni i bitcoin raggiungeranno (salvo spiccioli) il loro tetto di 21 milioni, si traduce in un prezzo di bitcoin di circa 25.000$ l’uno.

Possiamo quindi enunciare la seguente previsione:

SULLA BASE DELLE SCELTE ESPRESSE DAL CAMPIONE  DEI CLIENTI SCHWAB, SE I MILLENNIAL MANTENESSERO LE STESSE PREFERENZE CHE HANNO MANIFESTATO FINORA, PER IL SOLO EFFETTO DELLA RICCHEZZA CHE EREDITERANNO, IL PREZZO DI BITCOIN DOVREBBE RAGGIUNGERE 25K$ NELL’ARCO DEI PROSSIMI 20-25 ANNI (FERMO TUTTO IL RESTO)


E’ importante avere presente che stiamo considerando SOLO GLI USA E SOLO I MILLENNIAL USA.

E che NON stiamo facendo ipotesi azzardate su L’INGRESSO DI NUOVI ACQUIRENTI o su UNA MAGGIORE PROPENSIONE ALL’ACQUISTO DEI POSSESSORI ATTUALI

STIAMO INFATTI IPOTIZZANDO CHE GLI ACQUIRENTI RESTINO QUELLI E CHE LE LORO PREFERENZE NON VARINO.

La domanda quindi da porsi potrebbe essere: i Millennial forse cambieranno i loro gusti crescendo? Forse perderanno interesse per un investimento percepito come rischioso diventando più maturi e responsabili? Oppure proprio perché diventeranno mediamente molto più ricchi potranno permettersi di “rischiare” anche più dello 0.5% del loro patrimonio in bitcoin?

E che approccio avranno i post-millennial?






Alcune precisazioni:

1)Andrebbe tolta dal calcolo la percentuale investita in Bitcoin da boomer e genX. Percentuale che non conosciamo perché non figura tra le prime 10. Tuttavia, anche se esiste è probabilmente molto bassa e può essere ignorata. Sarà più che compensata dai bitcoin che acquisteranno i figli dei Millennial nei prossimi anni e che non sono inclusi nemmeno loro nel calcolo.

2)Dai 68 trilioni andrebbe tolto quello che si prende la mano lunga dello Stato tramite le tasse di successione

3)La cifra ereditata dai Millennial sarà in realtà inferiore a 68 trilioni perché i primi eredi dei boomer sono quelli della GenX. Ma nell’arco di 20-25 anni credo che possiamo ignorare questo passaggio intermedio.

4)Non conosciamo la deviazione standard delle scelte di allocazione del campione. Cioè non sappiamo se quell’1.84% medio investito in bitcoin è fatto da un solo grosso investitore che ci mette magari il 99% del portafoglio (e molti altri che ci mettono zero) oppure è distribuito più uniformemente. Propendo per la seconda ipotesi data la percezione di bitcoin come investimento rischioso.



Mi permetto di fare delle riflessioni.


Intanto, bisognerebbe ripensare i discorsi eredità.

I fatti successori, almeno per i grandi patrimoni, per meglio dire i patrimoni più seri, lo affrontando molto prima, dell'evento ultimo...

Almeno adoperando tutto quello che può fare la difesa patrimoniale, in USA dove la cultura finanziaria è più alta, c'è da pensare che larghissime fette di patrimonio non passino materialmente di mano.


Facciamo un esempio, grezzo.

Un padre ha una casa magari molto grande, bella, e ha tre figli.
Muore... i figli perché non c'è interesse sulla casa, perché vogliono monetizzare, perché c'è da dirimere l'eredità, vendono la casa e spartiscono.
Questo accade nell'immaginario comune, popolare.


Se lo stesso padre, avesse fatto confluire la casa, nel patrimonio, di una società di gestione patrimoniale che raccoglie anche tutti gli altri beni di famiglia... alla sua morte...
Non sarebbe successo nulla.
Al limite i figli, avrebbero avuto il diritto, di usufruire dell'immobile, magari a rotazione...
magari pagando un affitto alla società familiare di gestione.
Diritto che avrebbero avuto fino alla morte da lasciare ai loro figli...

Nell'esempio dell'immobile da valutare anche il fatto che un singolo immobile è mal divisibile o indivisibile, le quote di una società immobiliare si gestiscono e si frazionano adeguatamente.



Molte cose non cambieranno, non passeranno di mano.
Prendo due dei tre uomini più ricchi al mondo Bill Gates e Warren Buffet.

Bill Gates ha fatto confluire essenzialmente tutto in una fondazione... che gli sopravviverà...
...che magari gestirà tutto attraverso un consiglio di amministrazione con un comitato  di garanzia di controllo...
...che opererà una sana gestione secondo le linee guida prefissate, ecc...


Warren Buffet che opera attraverso la sua holding... si racconta spesso che abbia di sua proprietà solo una modesta casa... alla luce di quanto descritto... ci credo... Grin
Non li lascia vai, dieci grattacieli lussuosi in eredità... Grin
Nota, per chi non ne fosse al corrente, il portafoglio della Berkshiare Hathaway al 25% è composto di azioni APPLE, risulta essere il primo titolo per esposizione naturalmente.
Nel dettaglio sono ~ 259 milioni di azioni, acquistate ad un prezzo medio di ~ $ 149.
Ad oggi le azioni APPLE valgono oltre $ 310.



Altra nota, contrariamente a quanto dice voce di popolo ed a quanto si potrebbe credere, l'Italia è un dei paesi più favorevoli al contribuente per il discorso tasse di successione.
Con alcuni paradossi, se un figlio eredita dal padre una casa e poco altro e supera la soglia complessiva di un milione, paga le tasse di successione.
Se il padre nomina in vita, lo steso figlio, come beneficiaro di una polizza vita assicurativa, dove c'è contenuto un portafoglio azionario di 20 miliardi ( esagero volutamente, ma non tanto... ), alla morte del padre il figlio, paga zero.



Greyscale ( entità che non gestisce e detiene solo Bitcoin ) essenzialmente è un intermediario di gestione... che si prende il 2% di fee l'anno...
ed è una società quotata solo sul mercato OTC ( https://en.m.wikipedia.org/wiki/OTC_Markets_Group ),
nella sezione OTCQX doce non si dece sottostare alle maglie dei controlli più rigidi della SEC.
Non è quindi un titolo quotato in borsa, nel senso in un mercato principale, pienamente regolamentato.


Se le vecchie generazioni nate quando c'era solo la macchina da scrivere non hanno capito molto delle nuove tecnologie, non ha ci capito molto nemmeno chi si affida ad un intermediario per acquistare e detenere Bifcoin.
Almeno a livello concettuale.

Poi posso comprendere la facilità e la comodità, forse anche la sicurezza, di chi acquista quote da un fondo, piuttosto che impegnarsi in proprio nella custodia e gestione, però...


Qui si parlava comunque dei profili SDBA, a valore, non hanno il peso dei fondi che sono invece intermediari a vario livello.



Per avere un valore stabile nel tempo ed in crescita, sarebbe preferibile, la vera adozione fatta di wallet in custodia personale.

Può andare bene anche il resto, allora però si rimane esposti ai rischi o ai benefici, dei bistrattati mercati finanziari... derivati... Greyscale, Bakkt, emittenti di future, emittenti di opzioni, exchange, mercati OTC, è la moltiplicazione degli intermediari... di tutti quei soggetti che estraggono valore dal mondo Bitcoin, che dovrebbe invece arricchirsi perché il valore lo mantiene tutto all'interno al suo ecosistema.

Se tutti i milioni incassati a partire da soggetti come Coinbase in là, fossero "rimasti" dentro l'eco sistema Bitcoin quanto valeva oggi Bitcoin ?


Se per ragioni, non dipendenti da Bitcoin, dovessero crollare i mercati finanziari, le azioni Greyscale potrebbero subire dei contraccolpi negativi, almeno nel breve termine, dovuti a fattori finanziari e non basati sui fondamentali.

Nel panico che è corso nelle borse nel 2008, c'erano dei casi assurdi di alcuni titoli rappresentanti alcune società la cui capitalizzazione era inferiori ai valori di liquidità di cassa.

Mi spiego con un esempio semplice, una Paolo Limited che in borsa valeva $ 100, ma fra liquidità, riserve, ma anche immobili, uffici, beni strumentali, ecc... aveva un valore di $ 1.000.

Da ricordare che nel 2008 gli indici borsistici globali ( MSCI WORLD / MSCI ACWI ) hanno segnato un ~ -40%.
nel 2009 ci fu già un ~ +30%.
Poi una serie storica dov'è i ribassi sono stati pochi e di modesta entità.

Fino ad arrivare ai record attuali.
I valori di Wall Street invece sono riusciti per un intero decennio a non andare mai in zona recessione,
rendendo obsolete anche diverse teorie classiche sulla composizione di portafoglio, fra azionario/obbligazionario-reddito fisso.
In particolare da quando molti comprati obbligazionari, sotto la spinta delle varie manovre delle banche centrali, hanno avuto rendimenti ridicoli, in termini reali e/o assoluti negativi.







...è difficile competere in quei sistemi dove ci sono più ladri che cose da rubare
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Lo 0,5% non è molto, ma lo 0,5% di 68 trilioni sono 340 miliardi di dollari, più del doppio della market cap di bitcoin attuale. Per effetto di questo 0.5% in più la market cap di Bitcoin triplicherebbe fino a raggiungere quasi il mezzo trilione.

Visto che nei prossimi 25 anni i bitcoin raggiungeranno (salvo spiccioli) il loro tetto di 21 milioni, si traduce in un prezzo di bitcoin di circa 25.000$ l’uno.

In realtà se davvero quei 340 mld finissero in Btc la market cap dovrebbe aumentare molto più di questo, no ? non abbiamo sempre detto che la m.c. non rappresenta l'importo in fiat immesso nel mercato ma il valore che il mercato riconosce in quel momento al Btc ? (che è molto maggiore di quanto immesso in fiat)

Inoltre ci sarebbe anche un effetto volano nel senso che se entrassero SOLO quei 340 mld il valore non potrebbe effettivamente andare molto oltre il triplo (come dici), tuttavia dovendo considerare anche tutti gli altri attori presenti nel mercato - i quali a loro volta apporterebbero capitale in modo indipendente - il prezzo tenderebbe a crescere in modo sensibile per effetto delle normali dinamiche di richiesta/offerta e quindi la market cap crescerebbe ulteriormente.

Detto questo non vorrei contribuire a troppo facile entusiasmo in relazione al prezzo, preferisco per ora considerarla solo un'ipotesi, seppur suggestiva  Wink



Vero, ma vale anche l'opposto.

Qualcuno (o qualcosa...) molto ricco potrebbe ritenere che quei 340 mld rendano bitcoin sopravvalutato e decidere di quindi di venderlo.

I derivati rendono possibile vendere bitcoin anche senza possedere bitcoin.

Capire come si muoverà il mercato in conseguenza di queste nuove entrate diventa molto difficile.

I 340 mld in più sono una certezza, se valgono i presupposti che abbiamo fatto.

“The one thing that’s missing, but that will soon be developed, it’s a reliable e-cash. A method where buying on the Internet you can transfer funds from A to B, without A knowing B or B knowing A. The way in which I can take a 20 dollar bill and hand it over to you and there’s no record of where it came from. And you may get that without knowing who I am. That kind of thing will develop on the Internet.” M.Friedman, 1999.
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Greyscale ( entità che non gestisce e detiene solo Bitcoin ) essenzialmente è un intermediario di gestione... che si prende il 2% di fee l'anno...
ed è una società quotata solo sul mercato OTC ( https://en.m.wikipedia.org/wiki/OTC_Markets_Group ),
nella sezione OTCQX doce non si dece sottostare alle maglie dei controlli più rigidi della SEC.
Non è quindi un titolo quotato in borsa, nel senso in un mercato principale, pienamente regolamentato.


Se le vecchie generazioni nate quando c'era solo la macchina da scrivere non hanno capito molto delle nuove tecnologie, non ha ci capito molto nemmeno chi si affida ad un intermediario per acquistare e detenere Bifcoin.
Almeno a livello concettuale.




Credo che all'interno di un SDBA di Schwab non sia possibile acquistare e detenere bitcoin direttamente, quindi Greyscale diventa l'unica opzione se si vuole uno strumento che ne segua l'andamento.
Se nemmeno i Millennial si installano un loro wallet siamo messi malino... Grin

“The one thing that’s missing, but that will soon be developed, it’s a reliable e-cash. A method where buying on the Internet you can transfer funds from A to B, without A knowing B or B knowing A. The way in which I can take a 20 dollar bill and hand it over to you and there’s no record of where it came from. And you may get that without knowing who I am. That kind of thing will develop on the Internet.” M.Friedman, 1999.
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 #6




Greyscale ( entità che non gestisce e detiene solo Bitcoin ) essenzialmente è un intermediario di gestione... che si prende il 2% di fee l'anno...
ed è una società quotata solo sul mercato OTC ( https://en.m.wikipedia.org/wiki/OTC_Markets_Group ),
nella sezione OTCQX doce non si dece sottostare alle maglie dei controlli più rigidi della SEC.
Non è quindi un titolo quotato in borsa, nel senso in un mercato principale, pienamente regolamentato.


Se le vecchie generazioni nate quando c'era solo la macchina da scrivere non hanno capito molto delle nuove tecnologie, non ha ci capito molto nemmeno chi si affida ad un intermediario per acquistare e detenere Bifcoin.
Almeno a livello concettuale.




Credo che all'interno di un SDBA di Schwab non sia possibile acquistare e detenere bitcoin direttamente, quindi Greyscale diventa l'unica opzione se si vuole uno strumento che ne segua l'andamento.
Se nemmeno i Millennial si installano un loro wallet siamo messi malino... Grin

Non è possibile perché non è nemmeno uno strumento finanziario non regolamentato.

Lo hai detto tu... se si considera ancora Bitcoin una cosa per valore in alto sulla luna...
...siamo lontani.

Il plus-valore è tenere in proprio qualcosa.

Altrimenti abbiamo solo un clone dell':oro.

Se Greyscale aveva in custodia lingotti d'oro, concettualmente non cambiava molto.

...è difficile competere in quei sistemi dove ci sono più ladri che cose da rubare
babo
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January 20, 2020, 09:58:41 AM
 #7

Discussione molto interessante anche se molto tecnica (e non ho capito al 100% le cose che dite).

Una sola piccola riflessione
Non si capisce molto il range di eta (o anno di nascita) di Millennials, GenX etc

forse un recap iniziale sarebbe utiile

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duesoldi
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January 20, 2020, 07:57:58 PM
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 #8

Una sola piccola riflessione
Non si capisce molto il range di eta (o anno di nascita) di Millennials, GenX etc

Qui una breve sintesi:
https://www.argoserv.it/generazione-x-y-z-c

Quote
    La Generazione dei baby boomers: data di nascita 1946-1964
    La Generazione X: 1965-1980
    La Generazione Y (Millennials): 1980-2000
    La definizione “Generazione Z” abbraccia i nati dopo il 2000
    Il behaviour o comportamento sarà sempre più determinante
    Il comportamento connesso ovvero quello della generazione C
babo
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January 21, 2020, 11:28:56 AM
 #9

grazie

non capisco perche' non chiamarli per gli anni, sarebbe piu comodo
generazione 60-80
generazione 80-00
generazione 00-20


e che sicuramente le buzzword fanno piu figo e che l'efficienza e la logica non fanno scena

smartmixer.io▀  ▀  ▀  ▀  ▀
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.Make your Cryptos untraceable!.
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jack0m
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January 21, 2020, 02:28:52 PM
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 #10


[...]

Se le vecchie generazioni nate quando c'era solo la macchina da scrivere non hanno capito molto delle nuove tecnologie, non ha ci capito molto nemmeno chi si affida ad un intermediario per acquistare e detenere Bifcoin.
Almeno a livello concettuale.

Poi posso comprendere la facilità e la comodità, forse anche la sicurezza, di chi acquista quote da un fondo, piuttosto che impegnarsi in proprio nella custodia e gestione, però...


Qui si parlava comunque dei profili SDBA, a valore, non hanno il peso dei fondi che sono invece intermediari a vario livello.



Per avere un valore stabile nel tempo ed in crescita, sarebbe preferibile, la vera adozione fatta di wallet in custodia personale.


[...]



È esattamente la cosa che ho pensato io, appena ho visto quel campo nella tabella, giungendo però a una conclusione un po' diversa. Se i millenials sono per definizione la generazione che ha maggior dimestichezza con la tecnologia, se volessero investire in bitcoin, non avrebbero difficoltà a detenerne direttamente creandosi un proprio wallet. Quindi penso che quello 0,45% rappresenti una minima parte della quota di patrimonio che i millanials dedicano a bitcoin e crypto, e non sia particolarmente significativa.

Money is a hoax. Debt is slavery. Consumerism is toxic.
Plutosky
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January 21, 2020, 06:30:05 PM
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 #11



È esattamente la cosa che ho pensato io, appena ho visto quel campo nella tabella, giungendo però a una conclusione un po' diversa. Se i millenials sono per definizione la generazione che ha maggior dimestichezza con la tecnologia, se volessero investire in bitcoin, non avrebbero difficoltà a detenerne direttamente creandosi un proprio wallet. Quindi penso che quello 0,45% rappresenti una minima parte della quota di patrimonio che i millanials dedicano a bitcoin e crypto, e non sia particolarmente significativa.

Non è detto che quegli stessi Millennial non abbiano anche wallet privati, qui si fa riferimento a piani pensionistici dove greyscale è l'unico modo per accedere, indirettamente, a bitcoin.

Conosciamo anche le cifre assolute: nelle note del report c'è scritto che ogni portafoglio dei Millennial ha un importo medio di 68.756$ (sono dati di un singolo trimestre), quindi la composizione media dei millennial è più o meno questa:

Totale 68.756$

di cui Fondi 23.377$

di cui ETF 16.501$

di cui Cash 11.000$

di cui Azioni 17.189$
     di cui azioni Amazon 1.352$
     di cui azioni Apple 1.062$
     di cui azioni Tesla 553$
     ........
     di cui Greyscale Bitcoin Trust 316$


E' un portafoglio molto diversificato (io non investirei MAI in questo modo) ma per come è percepito rischioso Bitcoin dalla gente, direi che sono percentuali in linea con quello che farebbero molti secondo il vecchio ritornello di non mettere mai in Bitcoin più soldi di quelli che si è disposti a perdere.

Quello che colpisce non è tanto il valore assoluto o percentuale dell'investimento quanto il fatto che Greyscale venga prima, nelle preferenze dei Millennial, di azioni come Netflix, Berkshire Hathaway o Microsoft e soprattutto che sia al 5 posto tra i millennial ma non compaia fra i primi 10 posti fra le generazioni più anziane. Mentre gli altri titoli sono più o meno gli stessi tra tutte le generazioni.



“The one thing that’s missing, but that will soon be developed, it’s a reliable e-cash. A method where buying on the Internet you can transfer funds from A to B, without A knowing B or B knowing A. The way in which I can take a 20 dollar bill and hand it over to you and there’s no record of where it came from. And you may get that without knowing who I am. That kind of thing will develop on the Internet.” M.Friedman, 1999.
Paolo.Demidov
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January 22, 2020, 10:41:16 AM
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 #12



È esattamente la cosa che ho pensato io, appena ho visto quel campo nella tabella, giungendo però a una conclusione un po' diversa. Se i millenials sono per definizione la generazione che ha maggior dimestichezza con la tecnologia, se volessero investire in bitcoin, non avrebbero difficoltà a detenerne direttamente creandosi un proprio wallet. Quindi penso che quello 0,45% rappresenti una minima parte della quota di patrimonio che i millanials dedicano a bitcoin e crypto, e non sia particolarmente significativa.

Non è detto che quegli stessi Millennial non abbiano anche wallet privati, qui si fa riferimento a piani pensionistici dove greyscale è l'unico modo per accedere, indirettamente, a bitcoin.

Conosciamo anche le cifre assolute: nelle note del report c'è scritto che ogni portafoglio dei Millennial ha un importo medio di 68.756$ (sono dati di un singolo trimestre), quindi la composizione media dei millennial è più o meno questa:

Totale 68.756$

di cui Fondi 23.377$

di cui ETF 16.501$

di cui Cash 11.000$

di cui Azioni 17.189$
     di cui azioni Amazon 1.352$
     di cui azioni Apple 1.062$
     di cui azioni Tesla 553$
     ........
     di cui Greyscale Bitcoin Trust 316$


E' un portafoglio molto diversificato (io non investirei MAI in questo modo) ma per come è percepito rischioso Bitcoin dalla gente, direi che sono percentuali in linea con quello che farebbero molti secondo il vecchio ritornello di non mettere mai in Bitcoin più soldi di quelli che si è disposti a perdere.

Quello che colpisce non è tanto il valore assoluto o percentuale dell'investimento quanto il fatto che Greyscale venga prima, nelle preferenze dei Millennial, di azioni come Netflix, Berkshire Hathaway o Microsoft e soprattutto che sia al 5 posto tra i millennial ma non compaia fra i primi 10 posti fra le generazioni più anziane. Mentre gli altri titoli sono più o meno gli stessi tra tutte le generazioni.





Ma chi ha dei wallet privati, come estrema difesa di valore, contro un rischio sistemico, come quello avuto nel 2008 o più grave...
Non dovrebbe avere un centesimo sui fondi pensione, perché se sposa la tesi che sul breve i mercati finanziari, sono alimentati dalle banche centrali e che alla lunga crolleranno...

Proprio gli strumenti a lungo termine sono quelli più rischiosi.

Su uno scenario di apocalisse finanziaria, le azioni di Greyscale rischierebbero di essere carta da culo... 🙄
...i Bitcoin da essa detenuti, liquidati per rifondere i creditori.


Sul discorso che le nuovissime generazioni abbiano più dimestichezza cle familiarità con i mezzi digitali è vero.
Ma... attenzione chi è entrato nel mondo dell'informatica in anni andati, non molto tempo fa, era una persona che aveva una conoscenza del mezzo informatico abbastanza buona, perché tendenzialmente bisognava conoscere un PC in maniera più o meno approfondita.
Con un approccio più pensato, più consapevole.

Oggi come oggi c'è chi accede ad internet SOLO dallo smartphone, con un atteggiamento PASSIVO.
Cioè fruisce dei social, messaggistica, YouTube, Amazon acquisti on-line... e ho già tolto l'85% dell'attività media di un utente medio.

Non erano pochi quelli che all'inizio di internet avevano un atteggiamento più ATTIVO, gente che creava siti amatoriali su un loro hobby, più tardi dei blog, dei forum, ecc... un mondo un po' scomparso, principalmente ingoiato ed offuscato dai social.

...è difficile competere in quei sistemi dove ci sono più ladri che cose da rubare
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