Non capisco la differenza: se oggi abbiamo l'interesse a congelare quegli indirizzi, lo facciamo;
il fatto di sistemare un problema oggi non vincola le persone che vivranno fra 50 o 100 anni a fare nulla.
Sull'immutabilità non sono sicuro, come tutti i valori è un valore fino a un certo punto, non è mai un valore assoluto. La società cambierà, gli essere umani cambieranno, il mondo cambierà, perchè bitcoin non dovrebbe cambiare?
Se dovessero cambiare le esigenze degli utenti, cambierà anche bitcoin.
La maggior parte del valore che ha bitcoin deriva dal suo essere moneta al portatore, riserva di valore e oro digitale.
Punti di forza che sono, a loro volta, una conseguenza del suo essere decentralizzato.
Sono il custode del mio denaro, la sua politica monetaria è nota a priori e non modificabile arbitrariamente, una transazione confermata non è modificabile se non ad un costo antieconomico di consumo energetico...etc
Pur di difendere questi "valori" sono state fatte scelte molto divisive ed impopolari come non aumentare i blocchi, difendere con le unghie la POW nonostante le polemiche sull'ambiente o non introdurre elementi di programmabilità nel L1.
E il mercato ci sta premiando, ad esempio in rapporto alle altre crypto che sono molto più innovative, seguono i voleri del mercato, cambiano spesso ed aggiungono funzionalità. Eppure valgono molto meno.
Ad esempio è da mesi che parliamo di un cavillo come la dimensione di OP_RETURN quando Ethereum ogni anno fa degli hard-fork che ne stravolgono il funzionamento.
Se decidessimo di congelare i fondi di qualcuno senza il suo consenso, solo sulla base di una "presunzione di morte", non saremmo molto diversi dallo Stato che svuota il c/c di un defunto senza eredi.
Almeno in quel caso la morte è certa.
O diversi da Ethereum che nel 2016 fece un hard-fork per annullare gli effetti di un furto (
https://www.gemini.com/it/cryptopedia/the-dao-hack-makerdao)
Qui agiremmo addirittura per prevenire un furto, quando ancora non è stato commesso.