Si Plutosky hai fatto una analisi molto realistica della cosa, però la scalabilità del lavoro da parte delle AI e della robotica é data anche da una maggiore specializzazione dell'essere umano. Se ora sono molto ben scalabili i lavori intellettuali, domani saranno scalabili i lavori manuali causa robot. Ma tutto questo dovrà essere supportato da ricerca, sviluppo, test, commercializzazione.
Con l'avvento della tv pareva che la radio, cinema e teatri sarebbero spariti, invece sono ancora li a tenere banco
Con l'avvento delle aspirapolveri pareva il fallimento di chi produceva scope e ramazze invece esistono ancora e anzi é nata la figura della colf per fare le pulizie.
Se anche dovesse essere che lo stato inizi ad elargire sussidi a pioggia questi non saranno sostenuti solo da debito ma lo stato troverà o forse ha già trovato il modo per far ascrivere come passività anche le AI e robot perché nessuno può scampare alle tasse.
Il problema è che l'IA è forse la prima innovazione di cui non si conoscono i confini.
Sopra Internet sono state costruite tante cose (social, email, chat...) ma il perimetro era chiaro fin dall'inizio: una rete globale di comunicazione e informazione.
Sono stati aggiunti mattoni e piani, ma il confine dei muri era quello e quello è rimasto.
Qui invece abbiamo una tecnologia trasversale che incrocia infiniti ambiti applicativi, soprattutto, ripeto, quando le verranno date braccia e gambe sotto forma di robotica.
Non è più nemmeno tanto ristretta: in qualche anno siamo passati dai chatbox agli agenti che risolvono task complessi e generici.
Non è ancora in grado di "creare sapere" ma già siamo ai primi problemi risolti con soluzioni parzialmente innovative, a cui nessun umano aveva pensato.
Le manca un "purpose" per cui resta un esecutore di compiti, per quanto autonomo e avanzato.
In questo senso gli unici lavori che non sono minacciati, nemmeno nel medio periodo con la robotica, sono quelli di ricerca, i ruoli direzionali/manageriali o le attività imprenditoriali.
Ma parliamo dello 0,% degli impieghi umani.
Pienamente d'accordo, ma continuo a pensare che non saranno esclusivamente a pieno carico statale/debito, sarebbe il crollo di un sistema, sono scemi ma non fino a questo punto.
Ho visto anche gli ultimi sviluppi dei cos' detti agent e multiagent con un "capo agent" detto orchestratore, in cui hai ogni AI con specifiche capacità, quindi:
- una AI capo che distribuisce i compiti alle singole AI
- una specializzata in raccolta dati
- una specializzata in elaborazione dati
- una specializzata in reportistica
- una che controlla i vari passaggi
Ma ancora più allucinante la sostituzione delle figure commerciali con aziende che hanno AI che comunicano tra loro 24/7 e fanno praticamente trading di prodotto finale, quindi:
- ricevono la richiesta dalla AI della ditta acquirente
- controllano i costi delle materie prime
- simulano il processo di produzione con tempistiche, ritardi, penali
- fanno il prezzo finale d'offerta con una forbice di sconto
- vanno a trattare il prezzo finale con la AI della società acquirente
- Ad accordo concluso l'AI della società produttrice inizia a tradare materie prime per ottenere ancora un prezzo migliore come base di partenza
- ottimizzazione assoluta di tutto il processo dall'offerta alla produzione e perchè no spedizione etc.
Il tutto in quanto? 10 minuti? un'ora? Anche mezza giornata andrebbe più che bene.
Per una azienda ridurre il costo commerciale è una strategia win/win, in quanto eliminerebbe buona parte di un parco macchine, benefit, stipendi con RAL a partire da 50k (venditori puri a partire da 30k), cene con clienti, pranzi con clienti, buchi vuoti, tempo perso, bisogni umani, etc.