Non so cosa ne pensi ma credo che il vecchio ritornello per cui il reddito fisso era la sicurezza e l'azionario il rischio sia molto superato.
Tra partecipare al capitale di un'azienda come , che so, Apple e prestarli ad uno Stato qualsiasi probabilmente è più pericolosa la seconda
da un lato la "vampire money" passiva degli etf e dei fondi pensione garantisce ai mercati azionari un travaso di liquidità garantita a qualsiasi prezzo
Dall'altro i debiti pubblici monstre spaventano sempre di più.
La solidità di certe realtà aziendali rende inoltre i bond privati preferibili a quelli pubblici a parità di rendimento.
Sul mercato azionario c'è un'altra considerazione: la concentrazione del capitale in poche mani ha dei curiosi effetti collaterali
Il 25% delle azioni USA (miliardi di miliardi) è in mano allo 0.1% degli investitori.
L'effetto collaterale è che, di fatto, sono pochi e sempre meno gli investitori in grado di far davvero crollare il mercato.
Questa cosa di solito spaventa ma ne andrebbe visto il rovescio della medaglia: questo club esclusivo secondo me ha capito che gli conviene fare quello con linguaggio crypto si chiama HODL+DEFI
Anzichè vendere e far crollare il mercato di cui sono i primi beneficiari, perchè non collateralizzare le azioni e farsi prestare soldi che oltretutto sono esentasse?
Per cui i mercati azionari beneficiano da anni di un quadruplice effetto benefico: 1)maggiore liquidità delle banche centrali 2)vampire money tramite etf e 401k 3) progresso tecnologico 4)Hodl di quei pochi che potrebbero "tirare lo sciaquone" e fare cashout ma che invece hanno capito che il lombard credit è la via migliore.
Per quanto potrà durare non lo so ma finchè questi 4 aspetti lavorano insieme un crollo (intendo un vero crollo, non correzioni episodiche) è altamente improbabile.
4 regole che valgono anche per Bitcoin semplicemnete sostituendo il progresso tecnologico con il maggior uso della rete. Con in più il fatto che bitcoin è splendidamente collateralizzabile.
C'è da fare un distinguo.
Da un punto di vista strettamente tecnico tendenzialmente le obbligazioni corporate stanno sopra il rischio base;
poi c'è un discorso di gradimento del mercato e
un rapporto rischio/rendimento.
Ad oggi le obbligazioni corporate delle BigTech USA sono pesate più
convenienti dei bond governativi USA, il rendimento è ovviamente superiore;
ma inferiore ai rendimenti di diversi altri stati.
È da chiarire che da un punto di vista tecnico i treasury siano ancora un benchmark di rischio base, ho usato però il termine convenienti perché nel rapporto
rischio/rendimento sono viste meglio alcune obbligazioni delle Big USA; faccio un esempio su Coca-Cola:
https://it.tradingview.com/symbols/NYSE-KO/bonds/Quello che è da chiarire è che il mondo obbligazionario è uno dei mercati più difficili da affrontare anche se la gente pensa che sia il più sicuro o
almeno ha questa percezione.
Funziona per grandi capitali e se le obbligazioni sono confezionate in maniera da eliminare o attutire gli effetti delle oscillazioni di mercato.
Il rischio è per il piccolo risparmiatore è prendere dei BTP, metterli nel cassetto e vedere che rendono meno dell'inflazione o che SE LI VA A LIQUIDARE PRIMA DELLA SCADENZA,
ci prende molto meno.
Fermo restando che il mondo obbligazionario non è slegato totalmente dai corsi azionari,
se ci dovesse essere un default azionario, anche le obbligazioni sarebbero zero; vedere Parmalat.
È percepito "più sicuro" e questa tendenza cavalcata dallo stato stesso; le avrete viste le pubblicità
anche relative alle emissioni dei BTP.
Di certo non avrete visto la pubblicità di comprare le azioni NVIDIA o APPLE.
Faccio anche un parallelismo, esistono gli spot del Tavernello, del Ronco e del San Crispino;
non esiste la pubblicità TV del Moët & Chandon; tanto meno che la pubblicità del Romanée-Conti

Molta gente fa confusione e ragiona tengo i soldi sul conto corrente o investo e pensano che sia così anche per chi ha tanti soldi.
Non lo è; perché chi ha 100 miliardi cash, non può stare fermo, si muove dinamicamente.
Le obbligazioni sono spesso un passaggio, un taxi per andare altrove.
Sul discorso lombard, si è visto ai tempi del COVID o in altri momenti, il mercato può crollare, cosa significa crollare ? perdere il 50% ?
togliamo il 50% ad Elon Musk... e mettiamo che uno con un ristorante, una serie di immobili o un pacchetto di obbligazioni faccia per assurdo il +100%; ma anche il +1.000%...
voglio dire che il problema è
la sproporzione che si è raggiunta.
Una sproporzione che sinceramente però non vedo come si possa appianare; una volta c'erano delle guerre di conquista, adesso è più difficile.
Per Bitcoin, vale quello che sta facendo Strategy, si sono creati dei grandi centri di aggregazione che si muovono in maniera meno emotiva di un tempo;
alcune operazioni nate dopo IBIT, cioè la presenza ufficiale di btc sul mercato; collateralizzabile con un certo scarto.
In DeFi non so, probabilmente in maniera più precisa.
Il discorso del grande crollo, tipo 1929, è nato dalla possibilità di prendere denaro a prestito per comprare ulteriormente asset azionari.
Se disciplinato la collateralizzazione può dare dei benefici, di stabilizzazione, se mal gestita si torna a fenomeni di MARGIN CALL che chiamano MARGIN CALL (
https://www.investopedia.com/terms/m/margincall.asp );
o ai famosi CDO sintetici, CDO fatti di CDO... (
https://www.soldionline.it/guide/prodotti-finanziari/cdo-strumenti-crisi-finanziaria )
CDO che ricordo
Collateralized Debt ObbligationsLe normative e la pratica finanziaria ora è enormemente cambiata; ma il rischio di creare spirali autoalimentanti è un rischio, rimasto.
Per esempio NVIDIA ha fatto rapidamente x15 circa da 300 miliardi marketcap a 5.000 miliardi;
dovrebbe arrivare ora 75.000 di marketcap, non realistico.
Come valuti la situazione di NVIDIA? Voglio dire, è una bolla paurosa oppure è veramente possibile che continuerà a crescere (non allo stesso ritmo ovviamente, come bitcoin d'altra parte) dato che ci saranno sempre più investimenti nel settore? Perché io francamente non saprei davvero cosa pensare...
Ho letto che Michael Burry è short (tanto per cambiare

) su varie compagnie che hanno a che fare con l'AI, inclusa NVIDIA ovviamente.
Burry fa operazioni short, ma più che altro long e short insieme; tramite il mercato delle opzioni:
https://it.finance.yahoo.com/notizie/michael-burry-liquida-le-opzioni-122427531.htmlLo fa chi vuole rimanere market neutral o quasi.
Se su uno stesso titolo assumo una posizione long o short, tendenzialmente margino poco, è il famoso piede su due staffe.
NVIDIA è un titolo forte una opzione che mi fa guadagnare al ribasso costa pochissimo, perché è un evento giudicato improbabile;
quindi Burry prende di mira titoli particolarmente forti dove vede possibilità di correzione o discesa.
Quando Burry volle scommettere contro il mercato immobiliare, l'evento era così improbabile che non esistevano strumenti per andare short;
furono creati appositamente.
La tesi di Burry è che NVIDIA inizia a creare una spirale investendo in aziende che acquistano suoi chip; se l'AI non monetizzerà o lo farà in misura inferiore alle aspettative,
potrebbero esserci ritorni inferiori o si potrebbe bloccare la filiera che alimenta tutto.
Si è fatto dei parallelismi con
la bolla delle dotcom, ma la situazione è diversa, all'epoca c'erano vere e proprie scatole vuote che bruciavano cassa,
non c'erano i social e nemmeno i BigData, il guadagno si pensava venisse da internet quasi per gemmazione spontanea.
L'AI trova aziende capaci di scalare business e più che altro trova quello che fu il volano di crescita vero di internet, lo smartphone.
È una situazione diversa.
Questa cosa è alimentata da un fattore secondo me, pochi anni fa nessuno parlava di AI come adesso;
nel 2022 ci fu l'inflazione e rialzi dei tassi d'interesse; NVIDIA passò da ~ $ 300 di inizio anno e un minimo proprio ad Ottobre 2022 di ~ $ 104/105.
Un -66%, un bel di rilievo per uno short.
Nulla in confronto poi al +1.000% successivo o a un +570.000% storico. Il concetto è questo.