Posto che non voglio monopolizzare questa discussione andando off topic, cerco di risponderti sinteticamente (ma è difficile)
All'atto pratico, in questi 8 anni come sei riuscito a sopportare tutto? Anche a livello psicologico. A livello di immobili, prima casa, ecc... se hanno sequestrato pure i mobili hai dovuto trovare una soluzione abitativa alternativa, ecc...?
- Niente immobili di proprietà, io ho sempre abitato in affitto (tutt'ora vivo in affitto nella stessa casa in cui vivo da prima del fatto bitgrail).
- Quello che mi hanno pignorato fisicamente è stato tutto l'arredo all'interno (non facendo alcuna distinzione fra le mie cose e quelle della mia ex compagna) e le mie due auto (non supercar. Le auto me le hanno proprio sequestrate pochi giorni dopo il fallimento, i mobili me li hanno lasciati in usufrutto fino all'asta. All'asta per i mobili hanno partecipato, aggiudicandosela, unicamente i miei genitori (per un totale mi sembra di 1500 euro circa) e quindi son rimasti nella mia (umile, non è una villa a 3 piani...) casa in affitto.
- Da buon bitcoiner io avevo sostanzialmente esclusivamente criptomonete (anche queste, tutte pignorate): 125btc e 66k nano circa sul mio account bitgrail direttamente, 230btc circa (non ricordo se parzialmente convertiti in euro sinceramente... o meglio, sicuramente avevo provato a convertirli ma mi sembra di ricordare che trt mi freezò l'operazione) su trt, 2btc su poloniex, qualche spicciolo su bitstamp e poco altro se non ricordo male.
- Mi hanno poi sequestrato i conti correnti bancari personali (se non ricordo male avevo circa 50.000 euro)
Quindi, in totale, a livello personale (non per la società srl) mi sono stati sequestrati quelli che avevano un controvalore, all'epoca, di oltre 2 milioni e mezzo di euro.
Voglio dire, che uno sia colpevole o no, ha il diritto all'ampia difesa e ad un processo giusto, peró mi piacerebbe capire se questo sia stato veramente possibile, anche con il processo penale non terminato. Lato difesa mi sembra di capire che hai avuto fortuna avendo dei tecnici e avvocati che ti hanno lasciato respiro per saldare i pagamenti, ecc... Peró dietro al processo ci sono vite di persone che continuano normalmente fino alle assoluzioni o condanne, se ció é concesso dal sistema giustizia;
Ti posso rispondere con certezza che: NO, i processi (almeno in italia) non possono mai essere equi se una delle due parti non ha risorse economiche (e nel mio caso erano tutte congelate). Solo per avere l'accesso a una copia (proprio le fotocopie intendo) degli atti processuali, ho dovuto pagare (al tribunale) migliaia di euro (indebitandomi, perché avevo tutto bloccato) in quanto erano diverse centinaia di pagine (la maggior parte totalmente inutili...)
mi interesserebbe anche capire il discorso estero (immagino che per tot tempo sia stato impossibile uscire dall'italia, non so se ancora oggi)
No, nel processo del fallimento (che è un rito civile, non penale, ed è quello che ha comportato il sequestro di tutte le risorse economiche e non), non ci sono ovviamente restrizioni del genere.
Il processo penale, come divevo, non si è ancora concluso nemmeno nel suo primo grado (quindi, ad oggi, non ho ricevuto alcuna condanna): le misure cautelari, che erano state richieste dai pm prima dell'inizio del processo, sono state rigettate dal gup (o gip... uno dei due, non ricordo) che, leggendo le accuse, le ha reputate evidentemente fuori luogo