Il Bitcoin non può essere considerato come una sorta di "oro digitale", poiché si tratta, in realtà, di un asset ad alto rischio, caratterizzato da una leva finanziaria.
Nel novembre del 2026 (questo mese), il suo valore è sceso a 75.700 dollari, dopo una flessione del 7% registrata nel mese di ottobre, e ha subito un crollo complessivo del 40% rispetto al picco massimo di 126.000 dollari.
In questa recente fase di declino, un hack avvenuto su Binance ha portato a liquidazioni di ben 1,58 miliardi di dollari.
Parallelamente, nell'interscambio temporale, il prezzo dell'oro ha conosciuto un incremento, raggiungendo i 3.593 euro per oncia, con un aumento del 2,54%.Risulta dunque evidente la divergenza tra i due asset: mentre durante il conflitto tra Iran e Israele il valore dell'oro ha registrato un notevole rialzo, il Bitcoin ha proseguito nella sua discesa.
Da quando è iniziata la "guerra" Iran USA (feb 2026) l'oro è quasi
-30%Se uno guardasse solo alla volatilità i beni rifugio NON esistono più.
Le grandi azioni possono oscillare ormai molto di più di Bitcoin: Intel, uno dei più grandi produttori di chip al mondo, considerata una blue chip,
vale oggi quasi 1/3 di quanto valeva solo a Luglio scorso.
Roba da Bitcoin di 7-8 anni fa.
Il che ci conduce ad un mio "cavallo di battaglia": la stupidità dell'equazione volatilità=rischio, tanto cara ai boomer.
Il rischio va misurato in termini di fondamentali, non di quanto cambia il prezzo.
I titoli di Stato di un Paese in disfacimento e sovrindebitato (ogni riferimento a stati peninsulari del Mediterraneo è puramente casuale) SONO MOLTO PIU' RISCHIOSI di detenere asset volatili ma dalle basi solide.
Avete ereditato un casolare in Aspromonte? ecco il prezzo di quello probabilmente oscilla poco ma holdarlo è l'"investimento" più rischioso che esita.