HostFat
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November 12, 2013, 01:31:44 PM |
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Direi che da quanto detto ne deriva un'altra missione per l'associazione: calcolare e rendere disponibile in tempo reale a chiunque ne abbia bisogno un prezzo che possa essere considerato semi-ufficiale. A mio avviso questa cosa deve avere priorità massima
Non sono molto d'accordo, per lo stesso motivo per cui non ero d'accordo col forzare un prezzo qua nella sezione mercato. Ogni utilizzatore di Bitcoin sia venditore che compratore può avere diversi metodi per accedere al mercato di acquisto/vendita, alcuni possono essere più avvantaggiati di altri o l'opposto. Quindi imporre un prezzo non sarebbe corretto e sarebbe contro il libero mercato. Chi offre un prezzo da seguire, deve anche offrire istruzioni/accesso per poterlo raggiungere facilmente, che poi sarebbe quello che fa Bitpay. Se Bitpay diventa il mezzo più utilizzato, è probabile che quello diventi il prezzo semi-ufficiale. Ma non per questo anche altri devono essere costretti ad usare Bitpay!
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Stemby (OP)
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November 12, 2013, 01:42:00 PM |
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Non sono molto d'accordo, per lo stesso motivo per cui non ero d'accordo col forzare un prezzo qua nella sezione mercato.
Eh, ma ci tocca, temo. Vuoi far partire la campagna tesseramenti senza prevedere pagamenti in bitcoin? Sarebbe il colmo... Quindi imporre un prezzo non sarebbe corretto e sarebbe contro il libero mercato.
Il prezzo, sotto sotto, sarebbe fatto dal libero mercato. Non sarebbe un prezzo imposto dall'associazione, ma calcolato dall'associazione osservando il mercato. Ovviamente la formula usata per il calcolo sarà sotto gli occhi di tutti, e il software di calcolo è già ora software libero. Ciao!
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“…virtual currencies, could have a substitution effect on central bank money if they become widely accepted.” ECB Report, October 2012
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HostFat
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November 12, 2013, 02:00:13 PM |
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Eh, ma ci tocca, temo. Vuoi far partire la campagna tesseramenti senza prevedere pagamenti in bitcoin? Sarebbe il colmo...
Noi avremo il nostro prezzo infatti, per le tessere "nostre". Non c'è nulla di strano in questo. Il prezzo, sotto sotto, sarebbe fatto dal libero mercato. Non sarebbe un prezzo imposto dall'associazione, ma calcolato dall'associazione osservando il mercato. Ovviamente la formula usata per il calcolo sarà sotto gli occhi di tutti, e il software di calcolo è già ora software libero. Non importa che sia cristallino e open source come viene calcolato. Se in una zona d'italia e/o per un qualunque motivo un tizio compratore/venditore si trova a poter accedere solo ad un certo mercato per l'acquisto/vendita di Bitcoin, si baserà/anno su quel prezzo e/o lo concorderanno fra loro. Da li poi prepareranno le carte per dimostrare come è stato scelto il prezzo consono a loro, e su quello pagheranno le tasse. L'associazione non può imporre un prezzo. Se ad esempio imponessimo un prezzo, correremo il rischio avvantaggiare alcuni che hanno un conto bancario con accesso avvantaggiato per un determinato exchanger, costringendo altri magari a dover cambiare conto, quando magari per altre cose non gli converrebbe. Quello che si potrà fare è se mai "consigliare" vari commercialisti presenti sul territorio esperti in materia.
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Stemby (OP)
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November 12, 2013, 02:09:00 PM |
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Eh, ma ci tocca, temo. Vuoi far partire la campagna tesseramenti senza prevedere pagamenti in bitcoin? Sarebbe il colmo...
Noi avremo il nostro prezzo infatti, per le tessere "nostre". Non c'è nulla di strano in questo. Ok, perfetto. Quindi noi avremo un nostro prezzo, che calcoleremo. Direi che bisogna partire subito, dato che vorrei pagare la quota associativa in bitcoin... L'associazione non può imporre un prezzo.
Infatti. Ma visto che lo calcola per suoi scopi interni (e secondo me, per trasparenza, dovrebbe anche pubblicarlo), chiunque potrebbe sentirsi libero di usarlo. Essendo un prezzo autorevole (perché lo calcoleremo per bene, e vogliamo essere un punto di riferimento per il panorama italiano), io stesso lo userei come prezzo di riferimento per una mia impresa, se ne avessi una. Nessun obbligo, ben inteso. Non siamo mica la Banca d'Italia.
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“…virtual currencies, could have a substitution effect on central bank money if they become widely accepted.” ECB Report, October 2012
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ercolinux
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November 12, 2013, 02:44:31 PM |
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Eh, ma ci tocca, temo. Vuoi far partire la campagna tesseramenti senza prevedere pagamenti in bitcoin? Sarebbe il colmo...
Noi avremo il nostro prezzo infatti, per le tessere "nostre". Non c'è nulla di strano in questo. Ok, perfetto. Quindi noi avremo un nostro prezzo, che calcoleremo. Direi che bisogna partire subito, dato che vorrei pagare la quota associativa in bitcoin... Anche io L'associazione non può imporre un prezzo.
Infatti. Ma visto che lo calcola per suoi scopi interni (e secondo me, per trasparenza, dovrebbe anche pubblicarlo), chiunque potrebbe sentirsi libero di usarlo. Essendo un prezzo autorevole (perché lo calcoleremo per bene, e vogliamo essere un punto di riferimento per il panorama italiano), io stesso lo userei come prezzo di riferimento per una mia impresa, se ne avessi una. Nessun obbligo, ben inteso. Non siamo mica la Banca d'Italia. Sono d'accordo con Stemby: l'associazione non deve imporre un prezzo, ma è praticamente obbligata a darne uno visto che delle conversioni da e verso bitcoin saranno da fare.
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Bitrated user: ercolinux.
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Sampey
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November 13, 2013, 09:59:00 PM |
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Ciao Puffer  Quindi in soldoni, se io instascassi 20mila euro di BTC in un anno, che dovrei fare per essere tranquillo che non mi bussino alla porta? E se dichiaro e poi non dovevo? Ormai pago? Grazie.
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puffer
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November 14, 2013, 09:24:01 AM Last edit: November 14, 2013, 09:44:11 AM by puffer |
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Ciao Puffer  Quindi in soldoni, se io instascassi 20mila euro di BTC in un anno, che dovrei fare per essere tranquillo che non mi bussino alla porta? E se dichiaro e poi non dovevo? Ormai pago? Grazie. Ciao, Provo a risponderti, e leggi fra le righe  Innanzitutto l'articolo 49 del Dlgs 231/2007 introdusse la famosa soglia di prelievo dei 1000 euro in contanti (vale anche per i versamenti), poi qualunque operazione finanziaria che superi i famigerati 1000 euro è soggetta a: Monitoraggio fiscale Anzitutto le banche devono identificare e registrare le operazioni delle persone che abbiano un rapporto o che eseguano operazioni finanziarie. La norma ha lo scopo di monitorare fiscalmente le operazioni che dovranno essere segnalate all’anagrafe tributaria. Dal 1° gennaio 2012 inoltre gli intermediari devono comunicare i singoli movimenti riferiti ai rapporti continuativi e l'ammontare delle operazioni fuori conto (la famosa banca dati del Fisco che ora ha accesso ai movimenti del conto corrente). Antiriciclaggio La banca è poi tenuta a registrare alcune informazioni ai fini dell’antiriciclaggio come le operazioni che comportano movimentazioni superiori ai 15.000 euro (anche in più tranche) o che possano far sospettare, per la loro natura e frequenza, attività di riciclaggio o terrorismo. La banca è tenuta a segnalare queste operazioni sospette. Non è comunque automatico che un'operazione superiore ai 15.000 euro sia segnalata, occorre appunto il sospetto. In conclusione quindi non esiste alcun divieto di prelevare o versare somme eccedenti i 1.000 euro dal o sul conto corrente. Qualora tu non si sia cliente della banca questa dovrà riconoscerti registrando il tuo nominativo e il tuo codice fiscale. Se i prelievi o i versamenti superano certi limiti la banca dovrà verificare i tuoi dati ma l’obbligo di segnalazione scatterà solo se la banca ha sospetti su attività in tema di riciclaggio di denaro o finanziamento del terrorismo. Molti pensano di fare trading e di speculare sul cambio dei BitCoins ignorando o facendo finta di ignorare che gli intermediari hanno obbligo di segnalazione per le operazioni sospette, ma che comunque il FISCO ha già in mano, tutto quello che gli occorre per accertare redditi non dichiarati. Fino a quando non si cambiano i BTC non esiste il problema, non è possibile il controllo del wallet se non dietro autorizzazione del proprietario, e quando anche esso fosse possibile, il wallet non è nominativo e potrebbe apparertenere ad un altro soggetto. Per le singole operazioni in BTC cambiare con cash è la cosa migliore, se si effettua un cambio dietro ricariche o bonifici o vaglia, meglio restare sotto le soglie indicate. I 20.000 euro da te citati, anche se movimentati a colpi da 10 euro, evidenzieranno una differanza tra saldo iniziale e saldo finale non indifferente, anche quello è un segnale per il fisco. Per chi fà arbitraggio e operazioni Intraday vale lo stesso discorso. Infatti io sinceramente non riesco a capire come mai in molti scoraggiano l'acquisto di hardware e predicano la speculazione sulla moneta. A conti fatti chi specula è soggetto al 20% secco se lo fà in una piattaforma, se lo fà in proprio sconta l'imposta ordinaria (Anche se in totale rimessa ). Chi fà speculazione sappia che il fisco calcolerà le imposte sulle operazioni e non sulla differenze tra operazioni positive e negative, si pagano le tasse a prescindere. Per essere + precisi, gli strumenti che il fisco ha per acchiappare chi non dichiara, sono quelli di controllo di tutti gli strumenti finanziari esistenti. Esempio su un c/c bancario ( ma vale anche per bancoposta, carte di credito, ricaricabili, revolving, carte debito, paypal ) Il fisco ottiene segnalazioni dagli intermediari, dalle banche su singole operazioni, e cerca i documenti di riscontro ( esempio acquisto di una moto, di un elettrodomestico ). I saldi iniziali e finali del c/c sono un dato noto ed automaticamente monitorato, se dalla differenza dei saldi si evidenzia un aumento o diminuzione sensibile, il fisco è in allerta. Se si depositano contanti sul c/c è automatica la segnalazione ( vale anche per il prelievo ). Tutti i dati vengono raffrontati con la dichiarazione dei redditi del contribuente. Ma poi abbiate pazienza, che senso ha cambiare bitcoins con fiat ? e l'anonimato ? Saluti
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Quibus in rebus duo maxime fugienda sunt – ne quid effeminatum aut molle, et ne quid durum aut rusticum sit
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Stemby (OP)
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November 14, 2013, 11:47:48 AM |
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Ma poi abbiate pazienza, che senso ha cambiare bitcoins con fiat ?
+1 Avrà sempre meno senso, con l'offerta crescente di beni e servizi in cambio di bitcoin.
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“…virtual currencies, could have a substitution effect on central bank money if they become widely accepted.” ECB Report, October 2012
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ercolinux
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November 14, 2013, 02:20:18 PM |
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Ma poi abbiate pazienza, che senso ha cambiare bitcoins con fiat ?
+1 Avrà sempre meno senso, con l'offerta crescente di beni e servizi in cambio di bitcoin. Sono quasi d'accordo: nel senso che mi piacerebbe un mondo in cui i bitcoin non dovranno più essere cambiati da nessuno verso valute fiat, ma per realizzare questo sogno occorre che non solo siano disponibili beni e servizi per i consumatori, ma che si possa risalire la filiera produttiva fino ai fornitori di materia prima. Fino ad allora chi vende beni e servizi dovrà per forza convertire almeno una parte di bitcoin in valuta fiat (se non altro per pagarci tasse e le spese vive), ma soprattutto chi consuma dovrà acquistare in qualche modo i bitcoin che spende. Se cessasse l'offerta di bitcoin in cambio di valuta fiat morirebbe il mercato.
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Bitrated user: ercolinux.
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Amph
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November 15, 2013, 01:18:16 PM |
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ma alla fine è presente una soglia sotto la quale si è esentasse, o non si viene monitorati?
se io convertissi btc per un controvalore di 500 euro al mese, scatterebbe il controllo?
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Lohoris
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November 15, 2013, 01:47:55 PM |
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Ma poi abbiate pazienza, che senso ha cambiare bitcoins con fiat ? e l'anonimato ?
Suppongo abbia senso per chi contava di mantenercisi, dunque per pagare bollette, affitto, spese, etc. (senza entrare nel merito del giusto/sbagliato/evasione/caccapupù etc.)
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duemme
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November 15, 2013, 05:20:35 PM |
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Ma poi abbiate pazienza, che senso ha cambiare bitcoins con fiat ? e l'anonimato ?
Suppongo abbia senso per chi contava di mantenercisi, dunque per pagare bollette, affitto, spese, etc. (senza entrare nel merito del giusto/sbagliato/evasione/caccapupù etc.) Io penso soprattutto ai minatori che hanno messo su un apparato di un certo livello che genera parecchi costi (corrente in primis). Per pagare tali costi devono necessariamente convertire e quindi si espongono al rischio di essere segnalati.
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ildubbioso
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November 17, 2013, 11:31:28 AM |
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Ma se quindi io ho comprato 10 bitcoin 2 anni fa a 500 euro, e adesso li rivendessi a 3450 euro, cosa dovrei fare per avere tutto in regola? Posso depositarli tranquillamente sul conto corrente? O devo pagare una tassa? E quale? Il 20%?
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puffer
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November 17, 2013, 06:47:17 PM |
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Ma se quindi io ho comprato 10 bitcoin 2 anni fa a 500 euro, e adesso li rivendessi a 3450 euro, cosa dovrei fare per avere tutto in regola? Posso depositarli tranquillamente sul conto corrente? O devo pagare una tassa? E quale? Il 20%?
Quadro L seconda sezione Modello Unico, redditi diversi lavoro autonomo, spettano deduzioni fino a 8500 euro ( 2013 redditi 2012, bisogna rivedere le soglie per l'anno in corso vale a dire anno imposta 2013 dichiarazione 2014 ). In sostanza non dovresti pagare nessuna imposta dichiarando 3450 euro, e non sei soggetto a contribuzione inps in quanto i redditi diversi derivati da lavoro autonomo occasionale non superano 5000 euro. Saluti
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Quibus in rebus duo maxime fugienda sunt – ne quid effeminatum aut molle, et ne quid durum aut rusticum sit
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Dusty
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November 17, 2013, 07:29:48 PM |
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Ma se quindi io ho comprato 10 bitcoin 2 anni fa a 500 euro, e adesso li rivendessi a 3450 euro, cosa dovrei fare per avere tutto in regola? Posso depositarli tranquillamente sul conto corrente? O devo pagare una tassa? E quale? Il 20%?
2 anni fa li avrai probabilmente pagati 50€, non 500 ;-)
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ercolinux
Legendary

Activity: 938
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November 17, 2013, 07:40:57 PM |
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Ma se quindi io ho comprato 10 bitcoin 2 anni fa a 500 euro, e adesso li rivendessi a 3450 euro, cosa dovrei fare per avere tutto in regola? Posso depositarli tranquillamente sul conto corrente? O devo pagare una tassa? E quale? Il 20%?
Quadro L seconda sezione Modello Unico, redditi diversi lavoro autonomo, spettano deduzioni fino a 8500 euro ( 2013 redditi 2012, bisogna rivedere le soglie per l'anno in corso vale a dire anno imposta 2013 dichiarazione 2014 ). In sostanza non dovresti pagare nessuna imposta dichiarando 3450 euro, e non sei soggetto a contribuzione inps in quanto i redditi diversi derivati da lavoro autonomo occasionale non superano 5000 euro. Saluti Il dubbio è che ti vengano a chiedere però chi te li ha pagati quei 3450€ visto che non hai emesso fatture per giustificare l'incasso. E la cosa è peggio se dai bitcoin venduti superi i 5000€ l'anno.
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Bitrated user: ercolinux.
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ildubbioso
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November 17, 2013, 09:42:06 PM |
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Quadro L seconda sezione Modello Unico, redditi diversi lavoro autonomo, spettano deduzioni fino a 8500 euro ( 2013 redditi 2012, bisogna rivedere le soglie per l'anno in corso vale a dire anno imposta 2013 dichiarazione 2014 ).
In sostanza non dovresti pagare nessuna imposta dichiarando 3450 euro, e non sei soggetto a contribuzione inps in quanto i redditi diversi derivati da lavoro autonomo occasionale non superano 5000 euro.
Saluti
E se ne vendo 10.000 euro? Che percentuale viene adottata? 2 anni fa li avrai probabilmente pagati 50€, non 500 ;-) Volevo fare un esempio concreto ma poi ho messo i numeri sbagliati 
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puffer
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November 17, 2013, 09:48:10 PM |
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Quadro L seconda sezione Modello Unico, redditi diversi lavoro autonomo, spettano deduzioni fino a 8500 euro ( 2013 redditi 2012, bisogna rivedere le soglie per l'anno in corso vale a dire anno imposta 2013 dichiarazione 2014 ).
In sostanza non dovresti pagare nessuna imposta dichiarando 3450 euro, e non sei soggetto a contribuzione inps in quanto i redditi diversi derivati da lavoro autonomo occasionale non superano 5000 euro.
Saluti
E se ne vendo 10.000 euro? Che percentuale viene adottata? 2 anni fa li avrai probabilmente pagati 50€, non 500 ;-) Volevo fare un esempio concreto ma poi ho messo i numeri sbagliati  Il primo scaglione IRPEF coinvolge i contribuenti con un reddito compreso tra 0 euro e 15.000 euro. In questo caso l’aliquota 2012 IRPEF è del 23%, che corrisponde – nel caso di massimo reddito per questa fascia – ad una tassazione di 3.450 euro. Facendo un rapido calcolo, nella prima fascia sono ricompresi tutti i lavoratori che percepiscono un reddito non superiore a 1.250 euro. II scaglione Reddito tra 15.001 e 28.000 euro Il secondo scaglione IRPEF è quello che comprende i redditi tra da 15.001 euro a 28.000 euro. L’aliquota riservata a questa fascia è del 27%, con una tassazione – nel caso di reddito più alto – di 6.960 euro. Sono rappresentati da tale categoria le persone con reddito mensile non superiore a 2.335 euro. È importante evidenziare che a partire dal secondo scaglione in poi (quindi in caso di reddito maggiore rispetto a quello con aliquota base), si applica l’aliquota successiva solo per la parte eccedente di reddito. III scaglione Reddito tra 28.001 e 55.000 euro Il terzo scaglione di reddito è quello compreso tra 28.001 euro e 55.000 euro, per contribuenti con un reddito massimo di 4.583 euro. L’aliquota IRPEF 2012 è fissata al 38% sulla soglia eccedente la seconda, (ossia si applica il 38% solo per la quota di reddito che supera i 28 mila euro, ai quali si applica l’aliquota precedente del 27%). In questo caso, la quota IRPEF sarà pari a 17.220 euro in caso di reddito più alto. IV scaglione Reddito tra 55.001 e 75.000 euro Il quarto scaglione IRPEF coinvolge tutti i contribuenti da 55.001 euro a 75.000 euro, che presentano un reddito mensile non superiore a 6.250 euro. Per questi contribuenti, l’aliquota IRPEF sulla quota eccedente il precedente scaglione è del 41% e di conseguenza l’onere fiscale più alto sarà pari a 25.420 euro. V scaglione Reddito sopra i 75.000 euro Oltre i 75.000 euro di reddito, ovvero per il quinto ed ultimo scaglione di reddito, l’aliquota IRPEF è pari al 43%. I contribuenti facoltosi, che percepiscono un reddito annuo eccedente i 75 mila euro, ovvero oltre 6.250 euro mensili dovranno corrispondere 25.420 euro più il 43% sul reddito eccedente. Ci sono da sommare le eventuali addizionali speciali, regionali, comunali, balzelli, bubboli e pagnottelle varie, ed eventualmente eventuale contributo previdenziale.
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Quibus in rebus duo maxime fugienda sunt – ne quid effeminatum aut molle, et ne quid durum aut rusticum sit
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puffer
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November 17, 2013, 09:55:02 PM |
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Il dubbio è che ti vengano a chiedere però chi te li ha pagati quei 3450€ visto che non hai emesso fatture per giustificare l'incasso. E la cosa è peggio se dai bitcoin venduti superi i 5000€ l'anno.
Si presuppone che se uno incassa, debba per forza rilasciare una ricevuta con tanto di intestazione : Ricevo dal sig. tizio e caio residente... codice fiscale... la somma di Euro.. per ... prestazione/vendita/consulenza etc. Il fisco in primis controlla quanto dichiara chi ha ricevuto il denaro, e solo nel caso il cedente denaro sia una azienda, l'eventuale correttezza nell'imputazione del relativo costo. Tra privati ergo, il controllo si limita solo a al ricevente, non al cedente, il cedente a sua volta sarà entrato in possesso di quella somma che avrà già fatto il suo giro di tassazione. Saluti
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Quibus in rebus duo maxime fugienda sunt – ne quid effeminatum aut molle, et ne quid durum aut rusticum sit
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ildubbioso
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November 17, 2013, 10:00:26 PM |
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Quindi la tassa del 20% sulla speculazione non c'entra? E il contributo previdenziale è previsto nel caso da me ipotizzato? Si presuppone che se uno incassa, debba per forza rilasciare una ricevuta con tanto di intestazione : Ricevo dal sig. tizio e caio residente... codice fiscale... la somma di Euro.. per ... prestazione/vendita/consulenza etc. Il fisco in primis controlla quanto dichiara chi ha ricevuto il denaro, e solo nel caso il cedente denaro sia una azienda, l'eventuale correttezza nell'imputazione del relativo costo. Tra privati ergo, il controllo si limita solo a al ricevente, non al cedente, il cedente a sua volta sarà entrato in possesso di quella somma che avrà già fatto il suo giro di tassazione. Saluti Nel caso di vendita di Bitcoin che ricevuta bisognerebbe fare? Hai mica un indirizzo bitcoin a cui posso mandarti dei ringraziamenti?
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