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Author Topic: BITCOIN PUMP!  (Read 688116 times)
kronos123
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October 17, 2018, 07:08:01 PM
 #9941

Qualche idea su Ethereum? Dal basso della mia ignoranza sembra che sia stia per raggiungere la "zona di rottura" come bitcoin. Ci sono segnali che suggeriscono un'altra discesa?  Cry

Leggendo in giro ne parlano tutti malino, qualcuno ti saprà dire meglio di certo sotto a questo post ma in giro per il web ho capito che finchè verrà usato solamente per pagare le fee dei token delle ICO non ha davanti un futuro roseo.

Ethereum si sta scontrando con il problema della scalabilitá che le altre blockchain non conoscono perché non ospitano sulla propria mainnet così tanti progetti.
La maggior parte vanta tps teoriche non dimostrate su nodi reali.
In ogni caso Ethereum dovrebbe risolvere parte dei proprie problemi con Casper che trasformerà da Pow a Pos la blockchain.
Holdo fino ad allora anche se in parte sto provando a diversificare.


https://bitcointalk.org/index.php?topic=4439027.msg43837385#msg43837385
 
Questo ero quello che scrivevo il 10 agosto scorso con Ethereum a 0,053 su Btc; oggi si trova mooolto vicino al supporto indicato in area 0,025btc e basta davvero una scorreggina per andare sotto.... da lì c'è il baratro o quasi ( un po' come per Btc sotto i 5800$).
Non oso nemmeno immaginare un Btc che rompe il suo supporto dove andrà a cadere Ethereum; probabilmente romperà anche i 100$.
Diciamo solo che a quelle cifre sarà un affare!




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Paolo.Demidov
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October 17, 2018, 11:16:04 PM
 #9942


Sottotraccia...


Bruno Degiovanni, incalzato dai giornalisti presenti, ha poi parlato dei piani futuri su temi come la blockchain.
Il tema è sotto la lente di ingrandimento e c'è già in Mastercard un gruppo di lavoro dedicato esclusivamente a esso. Due sono gli ambiti di utilizzo: un è quello delle cripto-valute e l'altro quelli degli smart contract. Il primo è ben lontano da essere realmente utilizzabile. La causa sono i tempi di verifica, al momento Mastercard gestisce migliaia operazioni al secondo, ma soprattutto i costi energetici: la pura elettricità utilizzata per la validazione delle transazioni al momento rende la tecnologia troppo costosa su larghissima scala.
Molto più interessante invece il tema degli smart contract, dove vedremo novità in un futuro più prossimo.


https://pro.hwupgrade.it/news/scienza-tecnologia/mastercard-basta-numeri-di-carta-di-credito-e-password_78438.html

...è difficile competere in quei sistemi dove ci sono più ladri che cose da rubare
Makkara
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October 18, 2018, 09:34:27 AM
 #9943

Si diceva che Mastercard abbia anche le mani in pasta con ripple, non ricordo se c'è stata qualche conferma, potrebbe essere una soluzione che stanno o hanno valutato.
sorrisoporcino
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October 18, 2018, 09:38:53 AM
 #9944

sbaglio o il 26 c'è la decisione sull'ETF?

I soldi non fanno la felicità, i bitcoin si.
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October 18, 2018, 10:00:59 AM
 #9945

sbaglio o il 26 c'è la decisione sull'ETF?
Mi pare uno dei tanti, ma non quello principale più famoso e che ha più probabilità di essere accettato ovvero quello dei gemelli Winklevoss

Plutosky
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October 18, 2018, 11:11:28 AM
 #9946


Sottotraccia...


Bruno Degiovanni, incalzato dai giornalisti presenti, ha poi parlato dei piani futuri su temi come la blockchain.
Il tema è sotto la lente di ingrandimento e c'è già in Mastercard un gruppo di lavoro dedicato esclusivamente a esso. Due sono gli ambiti di utilizzo: un è quello delle cripto-valute e l'altro quelli degli smart contract. Il primo è ben lontano da essere realmente utilizzabile. La causa sono i tempi di verifica, al momento Mastercard gestisce migliaia operazioni al secondo, ma soprattutto i costi energetici: la pura elettricità utilizzata per la validazione delle transazioni al momento rende la tecnologia troppo costosa su larghissima scala.
Molto più interessante invece il tema degli smart contract, dove vedremo novità in un futuro più prossimo.


https://pro.hwupgrade.it/news/scienza-tecnologia/mastercard-basta-numeri-di-carta-di-credito-e-password_78438.html

Mi sembra che Bruno abbia le idee un pò confuse. Secondo me è' molto più probabile che vedremo in un futuro prossimo una drastica riduzione dei tempi di verifica delle transazioni (tramite Segwit, Schnorr, LN, le sidechain 3 dei quali peraltro  già attivi ) che una adozione su larga scala degli smart contract, anche se al di là della buzzword bisogna capire cosa intende per sc (anche LN usa smart contract).
Il "costo" energetico poi non è un costo economico visto che è compensato da ricavi e che nessun miner lo fa per beneficenza. Si potrebbe argomentare che sia un costo ambientale ma ce ne sarebbe da discutere e comunque non mi è chiaro in che modo questo costo stia rallentando l'adozione di una tecnologia.

Non tenete in euro più soldi di quelli che siete disposti a perdere.
Paolo.Demidov
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October 18, 2018, 07:11:33 PM
 #9947


Sottotraccia...


Bruno Degiovanni, incalzato dai giornalisti presenti, ha poi parlato dei piani futuri su temi come la blockchain.
Il tema è sotto la lente di ingrandimento e c'è già in Mastercard un gruppo di lavoro dedicato esclusivamente a esso. Due sono gli ambiti di utilizzo: un è quello delle cripto-valute e l'altro quelli degli smart contract. Il primo è ben lontano da essere realmente utilizzabile. La causa sono i tempi di verifica, al momento Mastercard gestisce migliaia operazioni al secondo, ma soprattutto i costi energetici: la pura elettricità utilizzata per la validazione delle transazioni al momento rende la tecnologia troppo costosa su larghissima scala.
Molto più interessante invece il tema degli smart contract, dove vedremo novità in un futuro più prossimo.


https://pro.hwupgrade.it/news/scienza-tecnologia/mastercard-basta-numeri-di-carta-di-credito-e-password_78438.html

Mi sembra che Bruno abbia le idee un pò confuse. Secondo me è' molto più probabile che vedremo in un futuro prossimo una drastica riduzione dei tempi di verifica delle transazioni (tramite Segwit, Schnorr, LN, le sidechain 3 dei quali peraltro  già attivi ) che una adozione su larga scala degli smart contract, anche se al di là della buzzword bisogna capire cosa intende per sc (anche LN usa smart contract).
Il "costo" energetico poi non è un costo economico visto che è compensato da ricavi e che nessun miner lo fa per beneficenza. Si potrebbe argomentare che sia un costo ambientale ma ce ne sarebbe da discutere e comunque non mi è chiaro in che modo questo costo stia rallentando l'adozione di una tecnologia.

Non ho idea di chi sia Bruno Digiovanni...

Costo energetico e costo hardware se uno non è estremamente attento... non sono sempre compensati adeguatamente dai ricavi.
Almeno  così si legge spesso.

È evidente che non sono costi irrisori o trascurabili.

Per essere competitivi occorrono impianti di una certa consistenza, non alla portata di tutti.
Almeno per quel che posso comprendere.
Si leggeva su queste pagine che il baricentro del mining è spostato molto ad oriente... molto probabilmente per un fatto di costi.
A parte hardware e costi di energia ( "bolletta" o impiantistica per crearla ), anche per costi di personale che se anche non è personale dipendente in Cina e limitrofi costa meno.

L'adozione più che rallentata mi sembra non partita...
adozione in senso di circolazione come moneta.
Tutto gira solo dietro al trading... e anche i passi che si stanno prospettando ETF, Bakkt, Fidelity... sono tutti su questo filone.

Sarebbe stato più dirompente qualcosa tipo... buste paga in Bitcoin, mi sembra invece che la gran parte degli utenti sia alla ricerca della novella magica... "when Lambo ?".


Ma la notizia interessante che volevo evidenziare, appunto sottotraccia, era solo che Mastercard aveva un team di studio sulla blockchain.


...è difficile competere in quei sistemi dove ci sono più ladri che cose da rubare
Paolo.Demidov
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October 18, 2018, 10:21:01 PM
 #9948

660 Bitcoin all'asta...


https://cryptonomist.ch/it/2018/10/18/asta-bitcoin/

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Ale88
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October 19, 2018, 01:38:15 AM
 #9949

sbaglio o il 26 c'è la decisione sull'ETF?
Mi pare uno dei tanti, ma non quello principale più famoso e che ha più probabilità di essere accettato ovvero quello dei gemelli Winklevoss
Ma quello dei Winklevoss è già stati rifiutato un sacco di volte, ci stanno provando senza successo da anni. Ci vuole qualcuno molto più potente di loro per convincere la SEC ad approvare l'ETF.
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October 19, 2018, 09:40:34 AM
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 #9950

sbaglio o il 26 c'è la decisione sull'ETF?
Mi pare uno dei tanti, ma non quello principale più famoso e che ha più probabilità di essere accettato ovvero quello dei gemelli Winklevoss
Ma quello dei Winklevoss è già stati rifiutato un sacco di volte, ci stanno provando senza successo da anni. Ci vuole qualcuno molto più potente di loro per convincere la SEC ad approvare l'ETF.
Quello si dice abbia “più chance” sarebbe il VanEck-SolidX (non quello dei gemelli).
Ma secondo me si prenderanno tutto il tempo possibile prima di una eventuale approvazione - ergo, anno prossimo e mi pare di ricordare verso Febbraio...
Chissà se invece una eventuale approvazione di Bakkt (dalla CFTC) possa dare una spintarella “psicologica” in più anche alla possibile approvazione di un ETF (dalla SEC)... si son due cose diverse, lo so... ma hai visto mai 🙂
Purtroppo siamo ancora al se e al forse (o speriamo che)... aspettiamo dunque con fiducia
Poi fra gli altri anche CityGroup vorrebbe mettere in piedi un servizio di custodia per gli istituzionali, insomma io nel mio piccolo ho capito che c’è una gran movimento da più parti per permettere di far entrare con decisione gli istituzionali, vuol dire che richiesta ce ne deve essere abbastanza... e prima o poi qualche prodotto riuscirà ad “entrare”, facendo tra l’altro da apripista per tutti gli altri... troppo fiducioso? io mi aspetto sarà così 🙂
fucilator_3000
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October 19, 2018, 11:36:00 AM
 #9951

sbaglio o il 26 c'è la decisione sull'ETF?
Mi pare uno dei tanti, ma non quello principale più famoso e che ha più probabilità di essere accettato ovvero quello dei gemelli Winklevoss
Ma quello dei Winklevoss è già stati rifiutato un sacco di volte, ci stanno provando senza successo da anni. Ci vuole qualcuno molto più potente di loro per convincere la SEC ad approvare l'ETF.

Mah, stanno sostanzialmente mettendo la SEC con le spalle al muro un pò tutti, fratelli Winklevoss e anche altre società molto più importanti...

L'ETF verrà approvato questo è poco ma sicuro, bisogna solo capire quando...

Molto positivo è il fatto BAKKT si sia "esposta"
Paolo.Demidov
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October 19, 2018, 01:38:38 PM
Last edit: October 19, 2018, 08:46:37 PM by Paolo.Demidov
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 #9952

sbaglio o il 26 c'è la decisione sull'ETF?
Mi pare uno dei tanti, ma non quello principale più famoso e che ha più probabilità di essere accettato ovvero quello dei gemelli Winklevoss
Ma quello dei Winklevoss è già stati rifiutato un sacco di volte, ci stanno provando senza successo da anni. Ci vuole qualcuno molto più potente di loro per convincere la SEC ad approvare l'ETF.
Quello si dice abbia “più chance” sarebbe il VanEck-SolidX (non quello dei gemelli).
Ma secondo me si prenderanno tutto il tempo possibile prima di una eventuale approvazione - ergo, anno prossimo e mi pare di ricordare verso Febbraio...
Chissà se invece una eventuale approvazione di Bakkt (dalla CFTC) possa dare una spintarella “psicologica” in più anche alla possibile approvazione di un ETF (dalla SEC)... si son due cose diverse, lo so... ma hai visto mai 🙂
Purtroppo siamo ancora al se e al forse (o speriamo che)... aspettiamo dunque con fiducia
Poi fra gli altri anche CityGroup vorrebbe mettere in piedi un servizio di custodia per gli istituzionali, insomma io nel mio piccolo ho capito che c’è una gran movimento da più parti per permettere di far entrare con decisione gli istituzionali, vuol dire che richiesta ce ne deve essere abbastanza... e prima o poi qualche prodotto riuscirà ad “entrare”, facendo tra l’altro da apripista per tutti gli altri... troppo fiducioso? io mi aspetto sarà così 🙂

Ho letto la presentazione e il prospetto di VanEck-SolidX che si propone come Trust nello stato del Delaware, stato noto per le favorevoli politiche e condizioni di tassazione ( attendere caricamento immagine ):




Oltre i soliti problemi assicurativi, ci sono, in pratica, una moltiplicazione dei rischi...
più che a detenere Bitcoin per proprio conto.
A partire dal fatto che le parti si riservano diritto di ritirarsi in qualsiasi momento.


Possibility of Termination of the Trust May Adversely Affect a Shareholder’s Portfolio.
The Sponsor may terminate the Trust at any time in its sole discretion and will terminate the Trust upon the occurrence of certain events. If this power is so exercised, shareholders who may wish to continue to invest in bitcoin through a fund vehicle will have to find another vehicle, and may not be able to find another vehicle that offers the same features as the Trust. Such detrimental developments could cause a shareholder to liquidate its investments and upset the overall maturity and timing of its investment portfolio.


Oltre al fatto che un ETF fa riferimento ad un indice e nel caso non si garantisce che la metodologia dell'indice sia esatta e che rispecchi il reale valore di mercato.
Chi partecipa al fondo ne prende atto e non può rivalersi sull'entità che fornisce le misure dell'indice...


Tra i rischi descritti e rilevati, quello a cui avevo fatto io accenno sul forum prendendomi d'incompetente ecc... Grin
perché la rete Bitcoin è unica ed inimitabile, inarrivabile, intoccabile... indubbiamente; ma esiste un rischio basato su la possibilità fork, o replica, ovvero il rischio di trovarsi molta altra criptovaluta disponibile e/o una rete migliore sviluppata sia da enti centralizzati, sia in maniera decentralizza basandoci sulle possibilità e concetti open suorce; o comunque una rete che riesca a raccogliere maggior fiducia.
Sicuramente è un evento che non accadrà mai, però non dovete convincere me, eventualmente i signori della SEC.

Altro rischio è che poche mani hanno una grossa concentrazione di Bitcoin e potrebbero alterare significativamente le quotazioni.

Collegato a questo, non si esclude il conflitto d'interesse collegato agli exchange e ai soggetti che vi sono dietro che direttamente o meglio indirettamente... porebbero effettuare rilevanti operazioni sugli ETF per alterare le quotazioni di mercato e stimolare l'incremento volumi ( edit: in acquisto o vendita... ) sulle piattaforme da cui ricavano commissioni.

Sui rischi e sulla struttura, mi fermo qui.
Accenno solo al fatto che la creazione dell'ETF apre la strada anche ai derivati sull'ETF.
A partire dai CFD conosciuti anche dalla clientela retail che operano long ma anche short.

-------------------------------

Credo sia opportuno fare una nota per distinguere gli istituzionali da istituzionali, anche io posso fare l'istituzionale...
istituisco un fondo d'investimento, mi promuovo, rilascio dichiarazioni, comunicati stampa, convention, bla bla bla... raccolgo risparmi da migliaia di piccoli risparmiatori e compro i prodotti sfornati dal Trust del Delaware.

Se va bene mi prendo gli applausi e avrò incassato le commissioni di gestione,
magari se è andata molto e bene, anche qualcosina come commissione di over performance... Wink

Se va male, avrò incassato ugualmente le commissioni di gestione, più addebito le spese di chiusura, bla bla bla...

È un po' la storiella di quel tale che va dall'avvocato per sapere l'esito di varie cause... e l'avvocato si alterna con... qui abbiamo vinto, qui hai perso...

Io direi che dietro molti fondi, asiatici più che altro, ci sia questa modalità... di fondi istituzionali.

Non so se qualcuno ricorda la scena della cena a base di Sushi del CDO manager nel film "LA GRANDE SCOMMESSA"... CDO derivati fatti di pacchetti i cartolarizzati di mutui sub-prime... e le insolvenze sui mutui stavano aumentando... Al manager gli domandano, ma lei non è preoccupato dell'aumento dei tassi d'insolvenza ?

risposta: ...ma io, personalmente, non mi assumo nessun rischio su questi prodotti...
( https://m.youtube.com/watch?v=A25EUhZGBws )


Fermo restando che un eventuale ETF potrebbe avere anche un effetto pump sulle quotazioni, non saprei dire quanto potrebbe essere un effetto genuino che rispecchia il vero interesse per i concetti e la filosofia che stanno dietro Bitcoin; non saprei dire nemmeno quanto potrebbe essere stabile questo effetto.


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fillippone
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October 19, 2018, 05:04:47 PM
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 #9953

non saprei dire quanto potrebbe essere un effetto genuino che rispecchia il vero interesse per i concetti e la filosofia che stanno dietro Bitcoin;
Te lo dico io: zero.

Chi entra in un ETF su Bitcoin , sarà sempre un cittadino di serie B nell'ecosistema bitcoin.
Not your private keys, not your bitcoin.
Se ti piace il bitcoin per l'idea sottostante (hard money, sovranità finanziaria individuale, privacy transazionale) ti compri i veri bitcoin (private keys): non hai bisogno di un ETF, anzi, comprare Bitcoin tramite un ETF inficia proprio le motivazioni che un utente del genere cerca nel Bitcoin.
Al limite compri Bitcoin e poi ti puoi avvalere di un servizio di custodian (CASAHODL, o la miriade che stanno spuntando) che si preoccupi di aiutarti a non perdere l'accesso a quei bitcoin.
Se invece sei interessato alla speculazione (nessuna accezione negativa nel termine, anzi), ti serve un ETF, tutto qui.
Diciamo che al momento c'è un'enorme domanda di rendimenti da una parte e de correlazione con gli asset finanziari tradizionali: il bitcoin può rispondere ad entrambe queste esigenze, nel "walled garden" di un ETF.

Non mi esprimo sugli altri punti da te sollevati, non sono d'accordo su quanto dici (come tante volte), ma sono decisamente technicalities poco interessanti per tutti.
 

Plutosky
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October 19, 2018, 05:32:57 PM
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 #9954



Non ho idea di chi sia Bruno Digiovanni...

Costo energetico e costo hardware se uno non è estremamente attento... non sono sempre compensati adeguatamente dai ricavi.
Almeno  così si legge spesso.

È evidente che non sono costi irrisori o trascurabili.

Per essere competitivi occorrono impianti di una certa consistenza, non alla portata di tutti.
Almeno per quel che posso comprendere.
Si leggeva su queste pagine che il baricentro del mining è spostato molto ad oriente... molto probabilmente per un fatto di costi.
A parte hardware e costi di energia ( "bolletta" o impiantistica per crearla ), anche per costi di personale che se anche non è personale dipendente in Cina e limitrofi costa meno.

L'adozione più che rallentata mi sembra non partita...
adozione in senso di circolazione come moneta.
Tutto gira solo dietro al trading... e anche i passi che si stanno prospettando ETF, Bakkt, Fidelity... sono tutti su questo filone.

Sarebbe stato più dirompente qualcosa tipo... buste paga in Bitcoin, mi sembra invece che la gran parte degli utenti sia alla ricerca della novella magica... "when Lambo ?".


Ma la notizia interessante che volevo evidenziare, appunto sottotraccia, era solo che Mastercard aveva un team di studio sulla blockchain.



Il mining a livello di rete è profittevole fin quando l'hashrate aumenta e non profittevole quando diminuisce. La difficoltà funge da correttore per riequilibrare la soglia minima di profitto. Nessun miner, al livello industriale di oggi, può permettersi di minare in perdita, se non per periodi limitatissimi di tempo. Il fatto che all'ultimo aggiustamento sia diminuita la difficoltà è dimostrazione che probabilmente abbiamo raggiunto una soglia di ricavi quasi nulli. Il vicepresidente Mastercard Degiovanni ne faceva un problema di costo energetico come se il mining non fosse "sostenibile" come costo, dimostrando una scarsa conoscenza della materia: se il costo diventa insostenibile, la difficoltà si adegua di conseguenza e il costo torna ad essere sostenibile.
Il mining era concentrato in Cina molto più in passato che adesso. I bitcoin come moneta hanno bisogno della diffusione di un 2nd layer, diffusione che procede abbastanza spedita a questi ritmi https://lightningpeach.com/ln-monitor . Come forma di trading assolvono a funzioni di speculazione, investimento di lungo periodo, forma di protezione dalle monete fiat con elevate inflazioni.
La blockchain che ha in mente Mastercard è una blockchain privata, cosa ben diversa dalle bc pubbliche delle criptovalute e con altre finalità, pregi (pochi) e difetti (tanti). Non entrano in concorrenza tra di loro, potranno benissimo coesistere.

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https://cryptonomist.ch/it/2018/10/19/bakkt-piattaforma-crypto/
12 dicembre si parte con bakkt, sembra

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October 19, 2018, 08:25:40 PM
 #9956

https://cryptonomist.ch/it/2018/10/19/bakkt-piattaforma-crypto/
12 dicembre si parte con bakkt, sembra
Ottimo

Novembre per accumulare altri BTC Smiley

Paolo.Demidov
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October 19, 2018, 08:57:27 PM
 #9957

non saprei dire quanto potrebbe essere un effetto genuino che rispecchia il vero interesse per i concetti e la filosofia che stanno dietro Bitcoin;
Te lo dico io: zero.

Chi entra in un ETF su Bitcoin , sarà sempre un cittadino di serie B nell'ecosistema bitcoin.
Not your private keys, not your bitcoin.
Se ti piace il bitcoin per l'idea sottostante (hard money, sovranità finanziaria individuale, privacy transazionale) ti compri i veri bitcoin (private keys): non hai bisogno di un ETF, anzi, comprare Bitcoin tramite un ETF inficia proprio le motivazioni che un utente del genere cerca nel Bitcoin.
Al limite compri Bitcoin e poi ti puoi avvalere di un servizio di custodian (CASAHODL, o la miriade che stanno spuntando) che si preoccupi di aiutarti a non perdere l'accesso a quei bitcoin.
Se invece sei interessato alla speculazione (nessuna accezione negativa nel termine, anzi), ti serve un ETF, tutto qui.
Diciamo che al momento c'è un'enorme domanda di rendimenti da una parte e de correlazione con gli asset finanziari tradizionali: il bitcoin può rispondere ad entrambe queste esigenze, nel "walled garden" di un ETF.

Non mi esprimo sugli altri punti da te sollevati, non sono d'accordo su quanto dici (come tante volte), ma sono decisamente technicalities poco interessanti per tutti.
 


Non avevo dubbi che sarebbero stati definiti argomenti tecnici poco interessanti  Grin
c'è chi però si scalda alla fascina dell'ETF... o fa confronti con quelli che tu chiami gli "asset finanziari tradizionali",
per capire e far confronti si dovrebbe conoscere almeno le basi... per confrontare mele e pere bisogna sapere cosa sono le mele e cosa sono le pere... il confronto mele con frutta è più difficile e porta a valutazioni errate; mele con "cosa sconosciuta" è una valutazione ancora più ardua, direi impossibile.

Si può anche non fare nessun approfondimento, non è mica obbligatorio, uno compra i Bitcoin e li tiene in un wallet e prega; la storia è anche molto semplice.
Però poi è un po' inutile fare le facce stupite quando vengono i dump...
o quando non si aggancia il pump...

Sono tanti i post che partono "ma secondo voi..."
...secondo noi, chi sa tante cose porta via i soldi a chi sa poche cose Grin

...è difficile competere in quei sistemi dove ci sono più ladri che cose da rubare
Paolo.Demidov
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October 19, 2018, 09:22:44 PM
 #9958



Non ho idea di chi sia Bruno Digiovanni...

Costo energetico e costo hardware se uno non è estremamente attento... non sono sempre compensati adeguatamente dai ricavi.
Almeno  così si legge spesso.

È evidente che non sono costi irrisori o trascurabili.

Per essere competitivi occorrono impianti di una certa consistenza, non alla portata di tutti.
Almeno per quel che posso comprendere.
Si leggeva su queste pagine che il baricentro del mining è spostato molto ad oriente... molto probabilmente per un fatto di costi.
A parte hardware e costi di energia ( "bolletta" o impiantistica per crearla ), anche per costi di personale che se anche non è personale dipendente in Cina e limitrofi costa meno.

L'adozione più che rallentata mi sembra non partita...
adozione in senso di circolazione come moneta.
Tutto gira solo dietro al trading... e anche i passi che si stanno prospettando ETF, Bakkt, Fidelity... sono tutti su questo filone.

Sarebbe stato più dirompente qualcosa tipo... buste paga in Bitcoin, mi sembra invece che la gran parte degli utenti sia alla ricerca della novella magica... "when Lambo ?".


Ma la notizia interessante che volevo evidenziare, appunto sottotraccia, era solo che Mastercard aveva un team di studio sulla blockchain.



Il mining a livello di rete è profittevole fin quando l'hashrate aumenta e non profittevole quando diminuisce. La difficoltà funge da correttore per riequilibrare la soglia minima di profitto. Nessun miner, al livello industriale di oggi, può permettersi di minare in perdita, se non per periodi limitatissimi di tempo. Il fatto che all'ultimo aggiustamento sia diminuita la difficoltà è dimostrazione che probabilmente abbiamo raggiunto una soglia di ricavi quasi nulli. Il vicepresidente Mastercard Degiovanni ne faceva un problema di costo energetico come se il mining non fosse "sostenibile" come costo, dimostrando una scarsa conoscenza della materia: se il costo diventa insostenibile, la difficoltà si adegua di conseguenza e il costo torna ad essere sostenibile.
Il mining era concentrato in Cina molto più in passato che adesso. I bitcoin come moneta hanno bisogno della diffusione di un 2nd layer, diffusione che procede abbastanza spedita a questi ritmi https://lightningpeach.com/ln-monitor . Come forma di trading assolvono a funzioni di speculazione, investimento di lungo periodo, forma di protezione dalle monete fiat con elevate inflazioni.
La blockchain che ha in mente Mastercard è una blockchain privata, cosa ben diversa dalle bc pubbliche delle criptovalute e con altre finalità, pregi (pochi) e difetti (tanti). Non entrano in concorrenza tra di loro, potranno benissimo coesistere.

Degiovanni e non Digiovanni...
vicepresidente... vicepresidente account manager di Mastercard Italia... mi rimane ( rimaneva ) sconosciuto; ad ogni modo: http://www.salonedeipagamenti.com/relators/bruno-de-giovanni

Ho sempre pensato che come forma di protezione dalle monete fiat con elevata inflazione,
si potesse usare una moneta fiat più forte, tipo dollari US, franchi svizzeri, yen...
prima dell'ETF sull'oro, ma ci sono ancora, c'erano i conto metallo, conti correnti in oro finanziario.

Chi vivrà vedrà.


...è difficile competere in quei sistemi dove ci sono più ladri che cose da rubare
kronos123
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October 20, 2018, 12:17:09 AM
Merited by arulbero (1)
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Chissà se invece una eventuale approvazione di Bakkt (dalla CFTC) possa dare una spintarella “psicologica” in più anche alla possibile approvazione di un ETF (dalla SEC)... si son due cose diverse, lo so... ma hai visto mai 🙂

A mio modesto parere credo si arriverà proprio a questo; ci sarà prima l' approvazione del Bakkt, non quest'anno, a seguito del quale avremo poi anche quella relativa ai primi Etf....da lì sarà un crescendo di approvazioni di varie istituzioni e istituti, e anche su altre Coin.


Cryptonomist ha ripreso la notizia da un nuovo sito, nato da poco più di due mesi, e al momento sembrerebbero solo rumor....staremo a vedere
https://theblockcrypto.com/2018/10/18/goldman-sachs-will-not-rely-on-bakkt-for-a-crypto-custody-product-but-it-might-trade-on-the-platform/



non saprei dire quanto potrebbe essere un effetto genuino che rispecchia il vero interesse per i concetti e la filosofia che stanno dietro Bitcoin;
Te lo dico io: zero.

Chi entra in un ETF su Bitcoin , sarà sempre un cittadino di serie B nell'ecosistema bitcoin.
Not your private keys, not your bitcoin.
Se ti piace il bitcoin per l'idea sottostante (hard money, sovranità finanziaria individuale, privacy transazionale) ti compri i veri bitcoin (private keys): non hai bisogno di un ETF, anzi,

Per quale motivo dovresti essere un cittadino di serie B? magari intuisci la portata e la grandezza che potrebbe portare tutto ciò ma sei anche consapevole dei tuoi limiti, intellettuali e non; ecco che quindi speri in un "aiuto" da mamma banca che ti permetta di entrare comunque in questo nuovo mondo.
Un automobilista ai primi del 900 di certo non si preoccupava di capire il funzionamento della sua auto prima di guidarla, ma intuiva che avrebbe cambiato il suo mondo; così come tanti giovani hanno intuito le potenzialità e la rivoluzione che avrebbero portati i Pc ma senza conoscerne il linguaggio di programmazione dietro essi.
 
Se invece sei interessato alla speculazione (nessuna accezione negativa nel termine, anzi), ti serve un ETF, tutto qui.

No! Voglio un Etf perchè non ci arrivo a comprendere il funzionamento intrinseco di Bitcoin & c.  ma voglio comunque esserne parte perchè ne capisco e intuisco l'importanza, e allora ben vengono gli Etf e Bakkt.




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Plutosky
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October 20, 2018, 08:37:50 AM
 #9960


Ho sempre pensato che come forma di protezione dalle monete fiat con elevata inflazione,
si potesse usare una moneta fiat più forte, tipo dollari US, franchi svizzeri, yen...



Se fossi un cittadino turco, venezuelano, argentino o iraniano che ha subito sulla propria pelle i danni provocati dal riporre fiducia in una banca centrale, con quale spirito dovrei riporre adesso fiducia in una banca centrale straniera? Convertire i miei risparmi in dollari senza sapere quanti dollari un uomo chiamato Governatore, non eletto da me, deciderà di mettere in circolazione tra 5,10 o  20 anni? Affidarmi ad una moneta straniera i cui "amministratori" faranno gli interessi dello Stato straniero e non certo del mio, una moneta che ha perso il 60% del proprio potere di acquisto dagli anni 70 ad oggi e che viene usata e manipolata come arma in guerre commerciali o svalutazioni competitive?
Mettereste i vostri risparmi in un bene che è regolato da  un'offerta che sta per diventare esponenziale?:



Siamo ragionevolmente sicuri che a questa offerta esponenziale seguirà una domanda ancora più esponenziale in modo da farne crescere il valore?
 

Non tenete in euro più soldi di quelli che siete disposti a perdere.
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