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Cent21
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July 07, 2019, 06:48:09 AM
 #12161


Non condivido molte delle cose scritte in quell'articolo.... per esempio:

1) Non si fa alcun accenno al fatto che btc (come alcune delle altre crypto) ha una massima quantità definità, quindi nel lungo periodo mi sembra che tenda ad esserci deflazione.

2) Si chiarisce bene che bitcoin non ha un soggetto terzo che ne garantisca la stabilità (come invece avrà libra), facendo passare questa cosa come uno svantaggio di bitcoin. Per quanto mi riguarda questo è un vantaggio... se non c'è un soggetto terzo nelle condizioni di "garantirmi", quello stesso soggetto terzo non sarà neanche in grado di fregarmi facilmente.

3) Il problema che il btc è una bolla, è un vero problema solo per gli speculatori, cioè solo per quelli che comprano btc per fare un facile e veloce guadagno in valute fiat. Per quelli che comprano/collezionano btc o altre crypto, poichè credono in questo nuovo tipo di valuta che non dipende da autorità centrali, non fa alcuna differenza quale sia la quotazione del btc in fiat. Un bitcoin è sempre un bitcoin.

Queste sono le mie opinioni. Cosa ne pensate voi?

Buona domenica.


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July 07, 2019, 08:01:17 AM
Last edit: July 07, 2019, 01:57:46 PM by Neo_Coin
 #12162


Non condivido molte delle cose scritte in quell'articolo.... per esempio:

1) Non si fa alcun accenno al fatto che btc (come alcune delle altre crypto) ha una massima quantità definità, quindi nel lungo periodo mi sembra che tenda ad esserci deflazione.

2) Si chiarisce bene che bitcoin non ha un soggetto terzo che ne garantisca la stabilità (come invece avrà libra), facendo passare questa cosa come uno svantaggio di bitcoin. Per quanto mi riguarda questo è un vantaggio... se non c'è un soggetto terzo nelle condizioni di "garantirmi", quello stesso soggetto terzo non sarà neanche in grado di fregarmi facilmente.

3) Il problema che il btc è una bolla, è un vero problema solo per gli speculatori, cioè solo per quelli che comprano btc per fare un facile e veloce guadagno in valute fiat. Per quelli che comprano/collezionano btc o altre crypto, poichè credono in questo nuovo tipo di valuta che non dipende da autorità centrali, non fa alcuna differenza quale sia la quotazione del btc in fiat. Un bitcoin è sempre un bitcoin.

Queste sono le mie opinioni. Cosa ne pensate voi?

Buona domenica.

Che hai perfettamente ragione, e la migliore dimostrazione è che da più di 10 anni Bitcoin è sempre lì, nonostante gli articoli spazzatura come quello di Repubblica che l'hanno sempre dato per morto.

Questo dimostra anche che c'è spazio per diffondere le idee giuste, e bisogna darsi da fare sia su questo Ng che in altri posti. Magari meno lunghe lezioni su argomenti strettamente tecnici, e più circolazione di notizie, immagini e attualità.




- "Le decisioni giuste vengono dall'esperienza. L'esperienza viene dalle decisioni sbagliate".
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July 07, 2019, 09:35:29 AM
 #12163


Un po' di Analisi Tecnica del momento:

https://www.newsbtc.com/2019/07/07/bitcoin-btc-price-trading-near-make-or-break-levels/

- "Le decisioni giuste vengono dall'esperienza. L'esperienza viene dalle decisioni sbagliate".
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July 07, 2019, 03:59:36 PM
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 #12164

Ieri sono andato a un evento di Bitcoin nella mia città.

 Conoscevo l'oratore, quindi sono andato a questa conferenza di base su Bitcoin un una sede universitaria più che altro per salutarlo, visto che l’argomento era perfettamente conosciuto.
 "Devi registrarti, abbiamo molte richieste ..."
 "Mi stai prendendo in giro?"
“Tutto pieno”

Dopo l'entusiasmo durante il bull run del dicembre 2017, quegli eventi durante il criptowinter erano sostanzialmente deserti nonostante magari oratori di primo livello: eravamo sempre i soliti 4 gatti.
Invece per questa conferenza dai contenuti assolutamente “basic” sono andati sold out (beh, era gratis...) in poche ore.

La conferenza era in una stanza di 100 persone, piena.
L'aria condizionata si è rotta la mattina, nessuno l'ha riparata (era un aula universitaria, i tempi di reazione sono quelli che sono).
Per tutta la conferenza nell’aula ci sono stati  probabilmente 30° C, nessuno ha osato andare via.
2 ORE di domande dal pubblico + un'altra ora di aperitivo dopo la conferenza.
Hanno dovuto trascinarci fuori i custodi...

Le mie conversazioni a tavola a cena con amici e colleghi sono di nuovo tutte su Bitcoin.
Tenete presente che non sono mai io ad iniziare una conversazione su Bitcoin, non per annoiare le altre persone.
Ma sono loro ad iniziare ora.

Ho avuto così tante domande da parte di amici su "cosa è bitcoin" "come posso conservarlo" ecc ... che ho dovuto preparare due thread con delle risorse (sia in inglese che in italiano) da modificare in e-mail pronte per essere inviate perché oramai mi chiedevano continuamente consigli.

Un mio amico ha acquistato "The bitcoin Standard" e poi è venuto da me per discutere la sue idee...

Ragazzi, questo post è del giugno 2019, non del 2107, ma le sensazioni sono le stesse: stiamo per entrare in una fase di FOMO.

Secondo me sta arrivando una certa fomo ma per il momento è sempre legata ad investitori del nostro mondo, appassionati di bitcoin che in qualche modo si sono interessati anche durante il bear market anche se forse allora non compravano. C'è poi la componente percentualmente molto importante dei nuovi investitori esterni provenienti dalla finanza tradizionale che si avvicinano progressivamente grazie ai primi strumenti che permettono loro di farlo.
Manca per ora (e secondo me mancherà ancora per un pò) l'uomo della strada, il nocoiner alla ricerca del soldo facile. La "stupid money" attirata nel 2017 dalle ICO e poi riversatasi in gran parte anche sull'ultimo boom del prezzo (tra set e dic 2017).
Questi arriveranno solo molto dopo un nuovo ATH e saranno il segnale che un nuovo bear market è vicino  Grin

Non tenete in euro più soldi di quelli che siete disposti a perdere.
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July 07, 2019, 06:03:21 PM
 #12165

Ieri sono andato a un evento di Bitcoin nella mia città.

 Conoscevo l'oratore, quindi sono andato a questa conferenza di base su Bitcoin un una sede universitaria più che altro per salutarlo, visto che l’argomento era perfettamente conosciuto.
 "Devi registrarti, abbiamo molte richieste ..."
 "Mi stai prendendo in giro?"
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Dopo l'entusiasmo durante il bull run del dicembre 2017, quegli eventi durante il criptowinter erano sostanzialmente deserti nonostante magari oratori di primo livello: eravamo sempre i soliti 4 gatti.
Invece per questa conferenza dai contenuti assolutamente “basic” sono andati sold out (beh, era gratis...) in poche ore.

La conferenza era in una stanza di 100 persone, piena.
L'aria condizionata si è rotta la mattina, nessuno l'ha riparata (era un aula universitaria, i tempi di reazione sono quelli che sono).
Per tutta la conferenza nell’aula ci sono stati  probabilmente 30° C, nessuno ha osato andare via.
2 ORE di domande dal pubblico + un'altra ora di aperitivo dopo la conferenza.
Hanno dovuto trascinarci fuori i custodi...

Le mie conversazioni a tavola a cena con amici e colleghi sono di nuovo tutte su Bitcoin.
Tenete presente che non sono mai io ad iniziare una conversazione su Bitcoin, non per annoiare le altre persone.
Ma sono loro ad iniziare ora.

Ho avuto così tante domande da parte di amici su "cosa è bitcoin" "come posso conservarlo" ecc ... che ho dovuto preparare due thread con delle risorse (sia in inglese che in italiano) da modificare in e-mail pronte per essere inviate perché oramai mi chiedevano continuamente consigli.

Un mio amico ha acquistato "The bitcoin Standard" e poi è venuto da me per discutere la sue idee...

Ragazzi, questo post è del giugno 2019, non del 2107, ma le sensazioni sono le stesse: stiamo per entrare in una fase di FOMO.

Secondo me sta arrivando una certa fomo ma per il momento è sempre legata ad investitori del nostro mondo, appassionati di bitcoin che in qualche modo si sono interessati anche durante il bear market anche se forse allora non compravano. C'è poi la componente percentualmente molto importante dei nuovi investitori esterni provenienti dalla finanza tradizionale che si avvicinano progressivamente grazie ai primi strumenti che permettono loro di farlo.
Manca per ora (e secondo me mancherà ancora per un pò) l'uomo della strada, il nocoiner alla ricerca del soldo facile. La "stupid money" attirata nel 2017 dalle ICO e poi riversatasi in gran parte anche sull'ultimo boom del prezzo (tra set e dic 2017).
Questi arriveranno solo molto dopo un nuovo ATH e saranno il segnale che un nuovo bear market è vicino  Grin


Dall'uomo della strada io non sento parlare mai di Bitcoin...
... così come è difficile che si senta parlare di azioni o di economia che non sia "lo spread" cose così...
...molto estemporanee, non sapendo cosa sia lo spread.

Devo dire che tirate le somme... sono moltissime le persone che vivono così... come dire ? Alla giornata.
Senza nessun tipo di programmazione di risparmio, lavoro, vita personale..


Negli anni si è arrivati ad una spinta verso un consumismo diverso, da quelli che già pervade la società da decenni, un consumismo che tende a consumare tutto lo stipendio.

Anzi, ad impegnarlo già tutto con tante cose facilmente rateizzabili, abbonamenti di vario tipo.

Conosco persone che fra mutui, rata auto, TV satellitare, abbonamento 24 mesi per un cellulare... se in un mese gli va bene, finiscono a zero Grin

Poi c'è chi va sottozero ed è aiutato dai genitori, costantemente.

...è difficile competere in quei sistemi dove ci sono più ladri che cose da rubare
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#Free market


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July 07, 2019, 06:20:56 PM
 #12166

Ieri sono andato a un evento di Bitcoin nella mia città.

 Conoscevo l'oratore, quindi sono andato a questa conferenza di base su Bitcoin un una sede universitaria più che altro per salutarlo, visto che l’argomento era perfettamente conosciuto.
 "Devi registrarti, abbiamo molte richieste ..."
 "Mi stai prendendo in giro?"
“Tutto pieno”

Dopo l'entusiasmo durante il bull run del dicembre 2017, quegli eventi durante il criptowinter erano sostanzialmente deserti nonostante magari oratori di primo livello: eravamo sempre i soliti 4 gatti.
Invece per questa conferenza dai contenuti assolutamente “basic” sono andati sold out (beh, era gratis...) in poche ore.

La conferenza era in una stanza di 100 persone, piena.
L'aria condizionata si è rotta la mattina, nessuno l'ha riparata (era un aula universitaria, i tempi di reazione sono quelli che sono).
Per tutta la conferenza nell’aula ci sono stati  probabilmente 30° C, nessuno ha osato andare via.
2 ORE di domande dal pubblico + un'altra ora di aperitivo dopo la conferenza.
Hanno dovuto trascinarci fuori i custodi...

Le mie conversazioni a tavola a cena con amici e colleghi sono di nuovo tutte su Bitcoin.
Tenete presente che non sono mai io ad iniziare una conversazione su Bitcoin, non per annoiare le altre persone.
Ma sono loro ad iniziare ora.

Ho avuto così tante domande da parte di amici su "cosa è bitcoin" "come posso conservarlo" ecc ... che ho dovuto preparare due thread con delle risorse (sia in inglese che in italiano) da modificare in e-mail pronte per essere inviate perché oramai mi chiedevano continuamente consigli.

Un mio amico ha acquistato "The bitcoin Standard" e poi è venuto da me per discutere la sue idee...

Ragazzi, questo post è del giugno 2019, non del 2107, ma le sensazioni sono le stesse: stiamo per entrare in una fase di FOMO.

A me quando chiedono di Bitcoin, faccio finta di non sapere nulla Grin.
Cavoli loro che non mi hanno ascoltato anni e anni fa...
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July 07, 2019, 06:27:26 PM
Last edit: July 07, 2019, 06:39:30 PM by Plutosky
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Dall'uomo della strada io non sento parlare mai di Bitcoin...
... così come è difficile che si senta parlare di azioni o di economia che non sia "lo spread" cose così...
...molto estemporanee, non sapendo cosa sia lo spread.



Hai ragione, adesso no, ma nel 2017 era ben diverso.

Ricordo che allora lavoravo in un'azienda diversa dall'attuale (molto più grande) è rimasi basito un giorno di fine novembre, quando l'isteria cominciava, nell'entrare nella stanza delle macchinette del caffè e sentire un gruppo di 2 segretarie (il cui argomento preferito di discussione ogni giorno era l'ultima puntata de "Il Segreto" o roba così, non che ci sia nulla di male, ma è per rendere l'idea) che cercava di spiegare ad un altro gruppo più numeroso come funzionava l'adeguamento della difficoltà.

Nessuno sapeva che ero appassionato dell'argomento e lì per lì non riuscii nemmeno bene a capire bene di cosa stessero parlando.

Lasciai la stanza ancora frastornato, tornai al PC e il primo articolo della prima pagina del sito di Repubblica parlava del nuovo record di prezzo.

Sulla via di casa ne parlavano alla radio.

Ovviamente il TG5 ne parlò nei titoli di apertura.

Dopo anni che avevo coltivato la mia passione nella più totale assenza di interazione sociale (almeno IRL) fu come svegliarsi di colpo in una realtà parallela.  Grin

Una sintesi di quel clima che rende bene l'idea è questo sketch comico di Ellen DeGeneres che prende in giro sia bitcoin che appunto il clima in quel periodo, un pò da entrambi i lati dell'oceano https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=LS2BMxeHsv8

Era un pò come ai tempi di Luna Rossa o Azzurra quando tutti gli italiani erano diventati esperti di orzate e strambate.  Grin

Col senno di poi, che quello fosse il picco dell'euforia che anticipa il crollo era abbastanza evidente.

Un pò come il vecchio aneddoto, che è un evergreen in Borsa, di Joe Kennedy (il papà di JFK) che salvò il suo patrimonio dalla crollo del '29 grazie ad un lustra scarpe

https://www.ilrestodelcarlino.it/speciali/130-pagine/30-ottobre-1929-joe-kennedy-e-il-lustrascarpe-1.1956392

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July 07, 2019, 07:02:50 PM
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Un pò come il vecchio aneddoto, che è un evergreen in Borsa, di Joe Kennedy (il papà di JFK) che salvò il suo patrimonio dalla crollo del '29 grazie ad un lustra scarpe

[OT]
Settimana scorsa sono stato alcuni giorni in Polonia per turismo (con un gruppo) e tra le altre c'è stata anche una visita al ghetto ebreo di Cracovia. Lì la guida ci ha raccontato parecchi episodi su personaggi ebrei più o meno noti; tra questi Helena Rubinstein (quella dei cosmetici) che dalla Polonia si trasferì in USA ad inizio 1900 e lì avvio l'azienda che tutti conosciamo.
Nel 1928 dopo alcuni problemi in famiglia decise di venderla a Lheman B.  incassando quasi 8 mln $  (di quegli anni!).
L'anno seguente (29)  arrivò la grande depressione e subito dopo Helena si ricomprò l'azienda per 1 mln $.
Anche nel suo caso è stato un bel guadagno, non c'è che dire....

https://en.wikipedia.org/wiki/Helena_Rubinstein

[fine OT]
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July 07, 2019, 11:19:39 PM
 #12169


Un pò come il vecchio aneddoto, che è un evergreen in Borsa, di Joe Kennedy (il papà di JFK) che salvò il suo patrimonio dalla crollo del '29 grazie ad un lustra scarpe

[OT]
Settimana scorsa sono stato alcuni giorni in Polonia per turismo (con un gruppo) e tra le altre c'è stata anche una visita al ghetto ebreo di Cracovia. Lì la guida ci ha raccontato parecchi episodi su personaggi ebrei più o meno noti; tra questi Helena Rubinstein (quella dei cosmetici) che dalla Polonia si trasferì in USA ad inizio 1900 e lì avvio l'azienda che tutti conosciamo.
Nel 1928 dopo alcuni problemi in famiglia decise di venderla a Lheman B.  incassando quasi 8 mln $  (di quegli anni!).
L'anno seguente (29)  arrivò la grande depressione e subito dopo Helena si ricomprò l'azienda per 1 mln $.
Anche nel suo caso è stato un bel guadagno, non c'è che dire....

https://en.wikipedia.org/wiki/Helena_Rubinstein

[fine OT]



Prendendo la vita economica degli ultimi 10 anni, si parla di crisi...
...crisi in Italia, Europa e nel mondo in generale, ma non è andata per tutti così.

A partire da società come Amazon che negli ultimi dieci anni sono fiorite, come non mai.
Apple, Facebook, ecc... a ruota.
Così come molte altre situazioni.
Dal 2008 al 2018 i mercati che erano andati al minimo, hanno ripreso e sono proiettati verso i record dei massimi.

Tra gli indici che sono cresciuti maggiormente, quello indiano.


Viceversa... tante piccole e medie aziende italiane, appunto di dimensione troppo, piccola per competere sui mercati, sono state polverizzate.

Piccole aziende di produzione varia... tessile, metalli, meccanica, magari a carattere familiare o poco più.

Credo che tra i maggiori ostacoli il fatto che non ci sia un coordinamento per promuovere bene le aziende all'estero, lo fa solo privatamente chi può investire in questo.


Penso che questo andamento influenzi negativamente l'economia nazionale per ancora molto tempo, visto che non ci sono investimenti coordinati e consistenti.

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 #12170




Dall'uomo della strada io non sento parlare mai di Bitcoin...
... così come è difficile che si senta parlare di azioni o di economia che non sia "lo spread" cose così...
...molto estemporanee, non sapendo cosa sia lo spread.



Hai ragione, adesso no, ma nel 2017 era ben diverso.

Ricordo che allora lavoravo in un'azienda diversa dall'attuale (molto più grande) è rimasi basito un giorno di fine novembre, quando l'isteria cominciava, nell'entrare nella stanza delle macchinette del caffè e sentire un gruppo di 2 segretarie (il cui argomento preferito di discussione ogni giorno era l'ultima puntata de "Il Segreto" o roba così, non che ci sia nulla di male, ma è per rendere l'idea) che cercava di spiegare ad un altro gruppo più numeroso come funzionava l'adeguamento della difficoltà.

Nessuno sapeva che ero appassionato dell'argomento e lì per lì non riuscii nemmeno bene a capire bene di cosa stessero parlando.

Lasciai la stanza ancora frastornato, tornai al PC e il primo articolo della prima pagina del sito di Repubblica parlava del nuovo record di prezzo.

Sulla via di casa ne parlavano alla radio.

Ovviamente il TG5 ne parlò nei titoli di apertura.

Dopo anni che avevo coltivato la mia passione nella più totale assenza di interazione sociale (almeno IRL) fu come svegliarsi di colpo in una realtà parallela.  Grin

Una sintesi di quel clima che rende bene l'idea è questo sketch comico di Ellen DeGeneres che prende in giro sia bitcoin che appunto il clima in quel periodo, un pò da entrambi i lati dell'oceano https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=LS2BMxeHsv8

Era un pò come ai tempi di Luna Rossa o Azzurra quando tutti gli italiani erano diventati esperti di orzate e strambate.  Grin

Col senno di poi, che quello fosse il picco dell'euforia che anticipa il crollo era abbastanza evidente.

Un pò come il vecchio aneddoto, che è un evergreen in Borsa, di Joe Kennedy (il papà di JFK) che salvò il suo patrimonio dalla crollo del '29 grazie ad un lustra scarpe

https://www.ilrestodelcarlino.it/speciali/130-pagine/30-ottobre-1929-joe-kennedy-e-il-lustrascarpe-1.1956392

La cosiddetta adozione di massa... si scontrerà sul muro dell'ignoranza.

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July 08, 2019, 12:15:09 AM
 #12171

Viceversa... tante piccole e medie aziende italiane, appunto di dimensione troppo, piccola per competere sui mercati, sono state polverizzate.

Piccole aziende di produzione varia... tessile, metalli, meccanica, magari a carattere familiare o poco più.
In Italia penso che sia anche una questione di tasse, direi soprattutto di tasse. Non penso sia un caso che oramai tutte le piccole imprese stanno praticamente sparendo, per i piccoli artigiani, da sempre fiore all'occhiello della cultura italiana, oramai è sempre più difficile andare avanti, ci vuole coraggio ad aprire una piccola attività in Italia da un po' di anni. Ci sono Paesi dove il governo praticamente ti incentiva a creare un business dato che poi, si presuppone, creerà posti di lavoro, in Italia invece se uno cerca di essere imprenditore è visto come il male assoluto, questa è una cosa che non ho mai capito.
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July 08, 2019, 07:25:33 AM
 #12172

non e' soltanto un discorso di tasse
e' anche un discorso di servizi (mancanti)
e' anche un discorso di stato che ti intralcia.. se lo stato ti deve dei soldi passano ANNI e questo e' inaccettabile, dato che lo stato da te i soldi li vuole SUBITO

ho visto molte aziende fallire perche lo stato gli doveva soldi da anni
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July 08, 2019, 07:46:43 AM
 #12173

Viceversa... tante piccole e medie aziende italiane, appunto di dimensione troppo, piccola per competere sui mercati, sono state polverizzate.

Piccole aziende di produzione varia... tessile, metalli, meccanica, magari a carattere familiare o poco più.
In Italia penso che sia anche una questione di tasse, direi soprattutto di tasse. Non penso sia un caso che oramai tutte le piccole imprese stanno praticamente sparendo, per i piccoli artigiani, da sempre fiore all'occhiello della cultura italiana, oramai è sempre più difficile andare avanti, ci vuole coraggio ad aprire una piccola attività in Italia da un po' di anni. Ci sono Paesi dove il governo praticamente ti incentiva a creare un business dato che poi, si presuppone, creerà posti di lavoro, in Italia invece se uno cerca di essere imprenditore è visto come il male assoluto, questa è una cosa che non ho mai capito.
In Italia fondalmentalmente si è sfruttato troppo poco la grande rivoluzione di internet e del web, non esiste un colosso italiano nel settore. Forse per il carattere troppo individualista dell'italiano medio anche culturalmente e socialmente si sono fatti pochi progressi in tale direzione. Parli di tasse inique e mentalità imprenditoriale, ma tutta l'organizzazione sociale e statale fa fatica ad uscire dagli schemi del secolo scorso.

Anche Bitcoin e la grande rivoluzione che comporta fa fatica a diffondersi più che in altri paesi forse anche per questo.

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July 08, 2019, 08:58:54 AM
Last edit: July 08, 2019, 10:25:48 AM by Neo_Coin
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Anche sul discorso banche qualcosa sta cambiando, sia pur faticosamente:

https://bitcoinist.com/bitcoin-disrupting-traditional-banking-infrastructure/

https://cointelegraph.com/news/as-deutsche-bank-axes-18-000-jobs-bitcoin-offers-a-powerful-plan

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July 08, 2019, 11:10:03 AM
 #12175

Viceversa... tante piccole e medie aziende italiane, appunto di dimensione troppo, piccola per competere sui mercati, sono state polverizzate.

Piccole aziende di produzione varia... tessile, metalli, meccanica, magari a carattere familiare o poco più.
In Italia penso che sia anche una questione di tasse, direi soprattutto di tasse. Non penso sia un caso che oramai tutte le piccole imprese stanno praticamente sparendo, per i piccoli artigiani, da sempre fiore all'occhiello della cultura italiana, oramai è sempre più difficile andare avanti, ci vuole coraggio ad aprire una piccola attività in Italia da un po' di anni. Ci sono Paesi dove il governo praticamente ti incentiva a creare un business dato che poi, si presuppone, creerà posti di lavoro, in Italia invece se uno cerca di essere imprenditore è visto come il male assoluto, questa è una cosa che non ho mai capito.

Sono totalmente d'accordo, e aggiungo che oltre alle tasse alte fa da freno anche la burocrazia che è davvero pachidermica (parlo sempre per le aziende).
In Italia per un'azienda aver a che fare con l'apparato statale (NON solo il fisco) è un lavoro, nel senso che ci devi mettere persone per seguire tutte le pratiche burocratiche.

Faccio un esempio che non c'entra con le aziende ma rende bene l'idea.
Settimana scorsa un mio collega ha dovuto prendere mezza giornata di ferie perché l'AdE l'aveva chiamato per chiedere come mai non avesse dichiarato nulla per suo figlio sul 730 mentre a lei (AdE) risultava un invio da parte di un Caf di un Unico con redditi di oltre 20 k€ intestato al figlio (che è studente e totalmente a carico del mio collega).
Il mio collega è andato all'AdE e gli hanno detto che un Caf aveva inserito una pratica sul codice fiscale di suo figlio per quella cifra e che per loro faceva fede quello, sarebbe quindi dovuto essere lui ad andare alla ricerca del tizio del Caf che aveva inserito la pratica su un CF non corretto e far sistemare la cosa. Cosa che poi ha fatto anche se è ancora in attesa che il Caf mandi all'AdE la segnalazione correttiva.
Morale: per un errore di un Caf il mio collega ha dovuto buttare via mezza giornata di lavoro (per ora) e potrebbe rischiare sanzioni nel caso il giro dal Caf non si chiuda in tempi brevi.
Da notare che il mio collega non ha fatto mai nulla con quel Caf, non sa nemmeno come potessero avere il CF di suo figlio.....

Cose dell'altro mondo secondo me.



Plutosky
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July 08, 2019, 05:23:42 PM
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Viceversa... tante piccole e medie aziende italiane, appunto di dimensione troppo, piccola per competere sui mercati, sono state polverizzate.

Piccole aziende di produzione varia... tessile, metalli, meccanica, magari a carattere familiare o poco più.
In Italia penso che sia anche una questione di tasse, direi soprattutto di tasse. Non penso sia un caso che oramai tutte le piccole imprese stanno praticamente sparendo, per i piccoli artigiani, da sempre fiore all'occhiello della cultura italiana, oramai è sempre più difficile andare avanti, ci vuole coraggio ad aprire una piccola attività in Italia da un po' di anni. Ci sono Paesi dove il governo praticamente ti incentiva a creare un business dato che poi, si presuppone, creerà posti di lavoro, in Italia invece se uno cerca di essere imprenditore è visto come il male assoluto, questa è una cosa che non ho mai capito.

Sono totalmente d'accordo, e aggiungo che oltre alle tasse alte fa da freno anche la burocrazia che è davvero pachidermica (parlo sempre per le aziende).
In Italia per un'azienda aver a che fare con l'apparato statale (NON solo il fisco) è un lavoro, nel senso che ci devi mettere persone per seguire tutte le pratiche burocratiche.

Faccio un esempio che non c'entra con le aziende ma rende bene l'idea.
Settimana scorsa un mio collega ha dovuto prendere mezza giornata di ferie perché l'AdE l'aveva chiamato per chiedere come mai non avesse dichiarato nulla per suo figlio sul 730 mentre a lei (AdE) risultava un invio da parte di un Caf di un Unico con redditi di oltre 20 k€ intestato al figlio (che è studente e totalmente a carico del mio collega).
Il mio collega è andato all'AdE e gli hanno detto che un Caf aveva inserito una pratica sul codice fiscale di suo figlio per quella cifra e che per loro faceva fede quello, sarebbe quindi dovuto essere lui ad andare alla ricerca del tizio del Caf che aveva inserito la pratica su un CF non corretto e far sistemare la cosa. Cosa che poi ha fatto anche se è ancora in attesa che il Caf mandi all'AdE la segnalazione correttiva.
Morale: per un errore di un Caf il mio collega ha dovuto buttare via mezza giornata di lavoro (per ora) e potrebbe rischiare sanzioni nel caso il giro dal Caf non si chiuda in tempi brevi.
Da notare che il mio collega non ha fatto mai nulla con quel Caf, non sa nemmeno come potessero avere il CF di suo figlio.....

Cose dell'altro mondo secondo me.





Non vorrei andare troppo OT ma l'origine del male risiede tutto nel rapporto distorto tra Stato ed Economia che si è creato in Italia (in particolare) ma un pò in molte altre democrazie dal dopoguerra a oggi.

Lo Stato è, da cinquant'anni almeno e in modo sempre più rilevante, il centro assoluto dell'economia italiana.

Non solo per il suo esercito di dipendenti ma in molte altre più subdole forme.

La miriade di aziende che lavorano per gli enti pubblici o per uno degli infiniti tentacoli del settore statale o para-statale.

Le associazioni (sindacati, lobby, gruppi e gruppetti di potere) che hanno interesse a che una norma sia fatta in un modo e una in un altro.  

Nessun governo in Italia ha mai davvero voluto aprire ad una riduzione dell'ingerenza dello Stato in economia. Tutti a parole vogliono privatizzare, deregolamentare, snellire, sburocratizzare. Nessuno, nè di destra nè di sinistra, salvo rarissime eccezioni stroncate sul nascere, l'ha mai fatto, da Einaudi in poi.

Il motivo, è brutto sentirselo dire, è che la maggioranza degli italiani ha interesse che sia così.

Siamo un Paese dove si presentano più persone ad una domanda di assunzione come bidello in una scuola che come direttore tecnico o responsabile marketing in un'azienda privata.

Lo norme sono tutte fatte per alimentare questo rapporto perverso di convenienza reciproca tra Stato e gruppi di cittadini.

Un esempio? Nel comune di Roma ci sono gli stessi avvocati che ci sono in tutta la Francia. Domando: se le norme fosse poche, chiare e semplici come potrebbero campare ? Non potrebbero. Ecco che si crea un perverso do-ut-des tra lo Stato e una lobby di cittadini.

Tu mi voti e io mi impegno a lasciare le cose come sono, o magari a complicarle ancora un pò.

E non ho nulla contro gli avvocati, lo stesso esempio si potrebbe fare per mille altre professioni.

Perchè in Italia Uber non può funzionare? Perchè ci sono i tassisti. E così via

Ognuno ha le sue ragioni, ognuno ha le sue argomentazioni, magari anche legittime.

Ognuno fa pressione sul politico di turno per prendere la fetta più grossa della torta.

Ogni lobby che ottiene qualcosa, fa perdere qualcosa a tutte le altre tramite l'inefficienza, la burocrazia, la maggiore tassazione, la spesa pubblica.

E il politico che rappresenta lo Stato, anzichè anteporre l'interesse generale e il bene collettivo come dovrebbe, diventa il portavoce di questa o quella lobby.

Perchè questo fa prendere voti, in mondo dove le idee non contano più nulla.

Un enorme, immenso giro di interessi e denaro che, direttamente o indirettamente, coinvolge quasi tutti.

Le lobby esistono anche in tutti gli altri Stati ma nessuna grande democrazia occidentale ha un' invadenza dello Stato in economia come quella italiana. 

Qualsiasi male o problema ci sia in Italia, risalendo il filo, parte da qui.

Ad esempio in Italia tutti parlano di meritocrazia, è una parola sulla bocca di tutti. Ma meritocrazia non è una parola priva di significato e soprattutto non è una parola priva di un risvolto inevitabilmente negativo: credere nella meritocrazia significa accettare il principio che chi arriva primo abbia qualcosa in più di chi arriva secondo. E magari chi arriva ultimo non abbia nulla.

Sicuri che un modo di pensare così lontano dal buonismo all'italiana sia compatibile con la nostra cultura?

Non è più il mondo degli anni '50-60 quando i pochi Stati ricchi del mondo potevano permettersi anche una complessa struttura di assistenza sociale. Oggi l'economia globalizzata è una vasca di squali dove o nuoti o affoghi.

Gli Stati non possono più permettersi di far stare bene un pò tutti e di ridistribuire ricchezza anche a chi non fa nulla per meritarla.

Il capitalismo è il migliore dei mondi possibili ma non è un sistema perfetto: presuppone ad esempio una disparità tra ricchi e poveri e presuppone fasi cicliche di crisi.

Spendere denaro pubblico per eliminare le crisi o per provare ad annullare gli  effetti negativi del capitalismo, non è possibile, non funziona.

Come se ne esce? Solo in maniera traumatica.

Solo quando più italiani avranno da rimetterci da questo Sistema che da guadagnarci.

Il debito pubblico a crescita inarrestabile, avrà un ruolo fondamentale nell'accelerare questo momento.

Ma occorre anche un cambiamento culturale.



Non tenete in euro più soldi di quelli che siete disposti a perdere.
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Paolo.Demidov
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July 08, 2019, 05:25:10 PM
Last edit: July 08, 2019, 10:18:56 PM by Paolo.Demidov
 #12177

Viceversa... tante piccole e medie aziende italiane, appunto di dimensione troppo, piccola per competere sui mercati, sono state polverizzate.

Piccole aziende di produzione varia... tessile, metalli, meccanica, magari a carattere familiare o poco più.
In Italia penso che sia anche una questione di tasse, direi soprattutto di tasse. Non penso sia un caso che oramai tutte le piccole imprese stanno praticamente sparendo, per i piccoli artigiani, da sempre fiore all'occhiello della cultura italiana, oramai è sempre più difficile andare avanti, ci vuole coraggio ad aprire una piccola attività in Italia da un po' di anni. Ci sono Paesi dove il governo praticamente ti incentiva a creare un business dato che poi, si presuppone, creerà posti di lavoro, in Italia invece se uno cerca di essere imprenditore è visto come il male assoluto, questa è una cosa che non ho mai capito.

Dico una cosa estrema, a carattere generale...
la fabbriche non ci sono più, non ci sono più "le masse" di operai, impiegati, i posti di lavoro fissi... come nei film anni '60 / '70,
La classe operaia va in Paradiso, "Un borghese Piccolo Piccolo", "Il Posto", dove addirittura se il padre lavorava in azienda, metteva una "parolina" per far assumere il figlio,
posti transgenerazionali... Shocked


Viceversa avanzano a grandi falcate i posti in cui non bisogna pensare, non si pensava tanto nemmeno prima, ora meno, aumentano i posti dentro le multinazionali,
che possono fare e disfare meglio che piccoli grandi capitalisti italiani, giganti dai piedi d'argilla.

Specialmente per i giovani, il primo impiego, la maggior parte dei lavori viene dalle grandi multinazionali:
Inditex ( Zara, Massimo Dutti, Stradivarius, Bershka... ), McDonald's, Yum! ( KFC ), Ikea, Primark, H&M, Amazon...

...che esercitano una pressione per centimetro quadrato, mai vista.


...è difficile competere in quei sistemi dove ci sono più ladri che cose da rubare
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July 08, 2019, 06:56:39 PM
 #12178

........

Ma occorre anche un cambiamento culturale.

Per un cambiamento culturale occorrono generazioni in termini di tempo, e uno o più eventi traumatici per iniziare.

Forse solo la forza di internet e del web può portare a velocizzare le cose.

- "Le decisioni giuste vengono dall'esperienza. L'esperienza viene dalle decisioni sbagliate".
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July 08, 2019, 08:11:29 PM
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Non vorrei andare troppo OT ... [cut]

Che dire: hai ragione praticamente su tutta la linea, tanto che potrei fare a meno di risponderti se non fosse che non vorrei sembrare scortese nel non farlo.
Ma davvero ho poco da aggiungere perché dici cose che (tristemente) sono vere.

Commento solo un paio di punti:

Ad esempio in Italia tutti parlano di meritocrazia, è una parola sulla bocca di tutti. Ma meritocrazia non è una parola priva di significato e soprattutto non è una parola priva di un risvolto inevitabilmente negativo: credere nella meritocrazia significa accettare il principio che chi arriva primo abbia qualcosa in più di chi arriva secondo. E magari chi arriva ultimo non abbia nulla.

Io credo fermamente nella meritocrazia, e credo che prima o poi riuscirà a  maturare anche qui da noi. Ma passeranno anni, forse generazioni.
Non può che essere così, perché se per assurdo non ci si arrivasse, vorrebbe dire tornare all'idea dello stato che si prende cura di tutti, meritevoli e no. Ma questa è una ideologia che in qualche stato è già stata "provata" e si è dimostrata fallimentare.
Anni fa sono stato a Mosca per turismo; all'ingresso dei parchi c'erano delle piccole "casettine" e la guida ci spiegò cosa fossero. All'epoca del regime comunista, poiché tutti dovevano avere un lavoro, lo stato se lo "inventava" per riuscire a far lavorare tutti. Così per esempio aveva messo una guardia ad ogni ingresso dei parchi cittadini proprio per creare lavoro.
Soldi buttati via ovviamente, va beh che la paga era da fame ma è il concetto che conta.
Questi sono stati sistemi fallimentari che non penso (e spero) potranno più tornare.
Poi, da qui a dire che si arriverà alla meritocrazia più totale ce ne passa: secondo me si arriverà ad un buon livello di meritocrazia, pur avendo però uno stato che possa garantire un minimo di sussistenza a chi non riuscirebbe ad andare avanti (perché questi ci sono oggi e sempre ci saranno).
Ma ne passerà di tempo prima di arrivarci, è troppo incancrenito da noi il sistema attuale....



Il debito pubblico a crescita inarrestabile, avrà un ruolo fondamentale nell'accelerare questo momento.

Ma occorre anche un cambiamento culturale.

Occorre soprattutto un cambiamento culturale.
Pochi mesi fa ho letto un articolo molto interessante che parlava del rapporto tra italiani e francesi: in sostanza diceva che ci "vogliamo bene" e ci assomigliamo  più di quel che possa sembrare leggendo le continue scaramucce che nascono tra noi. La grande differenza che il giornalista evidenziava era sui caratteri: noi italiani "pacifici e paciosi" (naturalmente si parla sempre della media, mai del caso singolo), mentre i francesi molto più sanguigni e con una forte coscienza collettiva.
Prova ne è stato - ad esempio - il movimento dei gilet gialli. Sono andati avanti mesi a fare scioperi sostenuti dalla popolazione (volutamente non parlo delle criticabili violenze che pure ci sono state). E chi è meno giovane ricorderà che ogni tanto queste cose da loro capitano: qualche anno fa c'era stato uno sciopero dei camionisti che aveva paralizzato la Francia per mesi.
Da noi si è mai visto qualcosa di simile?  sì si sciopera: 1 o 2 giorni, poi tutti amici come prima.

Cosa c'entra con il ns. discorso?  perché questo è proprio ciò che si intende con "cambiamento culturale", non legato al carattere di un popolo ma a quel che dovrebbe fare: un movimento che deve nascere, una coscienza  collettiva che deve maturare per cambiare le cose e non pensare solo al "me" ma a noi come popolo/stato. Queste cose - oggi - in italia non ci sono.

coinlocket$
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July 08, 2019, 08:55:58 PM
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Ma occorre anche un cambiamento culturale.

Per un cambiamento culturale occorrono generazioni in termini di tempo, e uno o più eventi traumatici per iniziare.

Forse solo la forza di internet e del web può portare a velocizzare le cose.

Non servono generazioni, per internet la rivoluzione è stata esponenziale in 20 anni.

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