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Author Topic: BITCOIN PUMP!  (Read 757112 times)
bitcoin-shark
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February 24, 2020, 05:19:35 PM
 #14081

il corona virus e solo piu contagioso delle altre infezioni,il suo tasso di mortalita e piu basso di quello del comune raffreddore,l'economia reale e in crisi perche tutti hanno paura e si lasciano facilmente manipolare,corrono tutti verso i beni rifugio(oro) che andrebbe venduto adesso,per quanto riguarda l'universo crypto credo che non ne sarà minimamente influenzato...
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February 24, 2020, 06:03:37 PM
 #14082

il corona virus e solo piu contagioso delle altre infezioni,il suo tasso di mortalita e piu basso di quello del comune raffreddore,l'economia reale e in crisi perche tutti hanno paura e si lasciano facilmente manipolare,corrono tutti verso i beni rifugio(oro) che andrebbe venduto adesso,per quanto riguarda l'universo crypto credo che non ne sarà minimamente influenzato...
non diciamo minchiate. Per l' influenza stagionale parliamo dello 0,002% di mortalità. Nel caso del cov19 il tasso di mortalità è del 2% . Non facciamo i complottisti. L' allarmismo è giustificato.
Paolo.Demidov
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February 24, 2020, 09:17:04 PM
 #14083

il corona virus e solo piu contagioso delle altre infezioni,il suo tasso di mortalita e piu basso di quello del comune raffreddore,l'economia reale e in crisi perche tutti hanno paura e si lasciano facilmente manipolare,corrono tutti verso i beni rifugio(oro) che andrebbe venduto adesso,per quanto riguarda l'universo crypto credo che non ne sarà minimamente influenzato...
non diciamo minchiate. Per l' influenza stagionale parliamo dello 0,002% di mortalità. Nel caso del cov19 il tasso di mortalità è del 2% . Non facciamo i complottisti. L' allarmismo è giustificato.

Non è giustificato questo tipo di allarmismo che si vede...
...con diffusione di social-mantra di dubbio gusto.

https://www.ilsole24ore.com/art/dal-coronavirus-all-influenza-stagionale-ecco-tassi-mortalita-numeri-mano-ACQQd2IB


...è difficile competere in quei sistemi dove ci sono più ladri che cose da rubare
Paolo.Demidov
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February 24, 2020, 09:23:18 PM
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 #14084

il corona virus e solo piu contagioso delle altre infezioni,il suo tasso di mortalita e piu basso di quello del comune raffreddore,l'economia reale e in crisi perche tutti hanno paura e si lasciano facilmente manipolare,corrono tutti verso i beni rifugio(oro) che andrebbe venduto adesso,per quanto riguarda l'universo crypto credo che non ne sarà minimamente influenzato...

L'oro oggi, intra-day ha perso il ~ 2%.

Mentre intra-day su Apple si è potuto guadagnare un ~ 3%.
Un titolo che rispetto ad un anno fa, viaggia sempre intorno 100% ~ 110% di ritorno.

Con VIX short e long +40% per finire a -30% c'è chi ha fatto il +50% ed oltre.


Se però vai per strada e intervisti dei passanti a caso, ti diranno eeeh... ! crollo delle borse ! tutti rifugiati sull'oro !

Tanto per dire che la percezione delle cose, non corrisponde alla realtà... il virus del "l'ho sentito dire in giro" è estremamente pericoloso...

Al solito... fa più rumore un albero che cade piuttosto che una foresta che cresce.

...è difficile competere in quei sistemi dove ci sono più ladri che cose da rubare
jack0m
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February 24, 2020, 10:45:17 PM
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il corona virus e solo piu contagioso delle altre infezioni,il suo tasso di mortalita e piu basso di quello del comune raffreddore,l'economia reale e in crisi perche tutti hanno paura e si lasciano facilmente manipolare,corrono tutti verso i beni rifugio(oro) che andrebbe venduto adesso,per quanto riguarda l'universo crypto credo che non ne sarà minimamente influenzato...
non diciamo minchiate. Per l' influenza stagionale parliamo dello 0,002% di mortalità. Nel caso del cov19 il tasso di mortalità è del 2% . Non facciamo i complottisti. L' allarmismo è giustificato.

Non è giustificato questo tipo di allarmismo che si vede...
...con diffusione di social-mantra di dubbio gusto.

https://www.ilsole24ore.com/art/dal-coronavirus-all-influenza-stagionale-ecco-tassi-mortalita-numeri-mano-ACQQd2IB



allarmismo, nel senso di creare il panico no, ma le preoccupazioni sono tutt'altro che infondate. Lo dicono i numeri, come ammetteva ieri in un discusso post su FB - poi cancellato - Maria Rita Gismondo, direttore responsabile di Virologia dell’ospedale Sacco di Milano: in una settimana 24 decessi per influenza su 656.000 casi, contro 7 su 229 accertati per coronavirus: in proporzione 1000 volte più letale.
Il 2% di mortalità può sembrare poco, se confrontato con altri virus come ebola, ma disaggregando i dati si vede che ci sono fasce di età molto più a rischio: oltre gli 80 anni si sfiora il 15%, o anche peggio in caso di patologie pregresse come cardiopatia o diabete. Questo vale ovviamente anche per l'influenza stagionale, ma in quel caso si arriva a stento allo 0,1%.
Per chi è abbastanza avanti con gli anni da avere genitori anziani, magari con vari acciacchi, c'è poco da stare sereni. Ed essendo il caso, personalmente la cosa mi inquieta non poco.

Money is a hoax. Debt is slavery. Consumerism is toxic.
arulbero
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February 25, 2020, 07:42:15 AM
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 #14086

allarmismo, nel senso di creare il panico no, ma le preoccupazioni sono tutt'altro che infondate. Lo dicono i numeri, come ammetteva ieri in un discusso post su FB - poi cancellato - Maria Rita Gismondo, direttore responsabile di Virologia dell’ospedale Sacco di Milano: in una settimana 24 decessi per influenza su 656.000 casi, contro 7 su 229 accertati per coronavirus: in proporzione 1000 volte più letale.
Il 2% di mortalità può sembrare poco, se confrontato con altri virus come ebola, ma disaggregando i dati si vede che ci sono fasce di età molto più a rischio: oltre gli 80 anni si sfiora il 15%, o anche peggio in caso di patologie pregresse come cardiopatia o diabete. Questo vale ovviamente anche per l'influenza stagionale, ma in quel caso si arriva a stento allo 0,1%.
Per chi è abbastanza avanti con gli anni da avere genitori anziani, magari con vari acciacchi, c'è poco da stare sereni. Ed essendo il caso, personalmente la cosa mi inquieta non poco.

Quoto, con i numeri bisogna stare attenti: 2% non è poco, solo contenendo il più possibile i contagiati si può evitare un altissimo numero di morti: considerando che è un nuovo virus e quindi nessuno ha anticorpi, se non si cercasse di limitare il più possibile i contagi potremmo avere (ma non succederà) milioni di contagiati come con l'influenza normale, e il 2% corrisponderebbe a centomila morti o più (nel peggiore dei casi).

Inoltre c'è l'aspetto indiretto sulla cura sanitaria generale: dal momento che questo virus costringe diversi malati in ospedale, potremmo non avere sufficienti posti in ospedale e difficoltà nell'aiutare i pazienti relativi alle altre malattie nel caso i numeri diventassero molto alti.

Quindi, per riassumere, dal punto di vista di una singola persona giovane e in buona salute questa influenza può non spaventare più di tanto, ma guardando ai parenti anziani e al complesso della società un pericolo (potenzialmente molto grande) c'è e va affrontato.

Personalmente cerco di stare il più attento possibile non per paura dell'incolumità personale ma per non aumentare il numero di contagiati, che deve rimanere basso.

mattonebit
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February 25, 2020, 09:44:43 AM
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Buongiorno  Smiley
mia piccola esperienza personale  Tongue
Lavoro nel settore meccanica industriale e fino a sett scorsa il mio problema era sulle  aziende legate a prodotti della cina x la cina ,poi per i fermi aziende automobili sempre legati a componenti,ora il problema corrieri,questa sett il cammion dalla Germania non scende Embarrassed settimana questa riduzione al 60% +- di lavoro,la prossima sarà il 30% e se continua cosi Zero ..scrivo da Bergamo ..
speriamo 1 che per discorso salute passi veloce e senza diciamo grossi problemi 2 che non blocchi tutto xche anche per il lavoro è un bel problema ..
scusate lo sfogo  Roll Eyes
Paolo.Demidov
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February 25, 2020, 10:11:29 AM
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 #14088

il corona virus e solo piu contagioso delle altre infezioni,il suo tasso di mortalita e piu basso di quello del comune raffreddore,l'economia reale e in crisi perche tutti hanno paura e si lasciano facilmente manipolare,corrono tutti verso i beni rifugio(oro) che andrebbe venduto adesso,per quanto riguarda l'universo crypto credo che non ne sarà minimamente influenzato...
non diciamo minchiate. Per l' influenza stagionale parliamo dello 0,002% di mortalità. Nel caso del cov19 il tasso di mortalità è del 2% . Non facciamo i complottisti. L' allarmismo è giustificato.

Non è giustificato questo tipo di allarmismo che si vede...
...con diffusione di social-mantra di dubbio gusto.

https://www.ilsole24ore.com/art/dal-coronavirus-all-influenza-stagionale-ecco-tassi-mortalita-numeri-mano-ACQQd2IB



allarmismo, nel senso di creare il panico no, ma le preoccupazioni sono tutt'altro che infondate. Lo dicono i numeri, come ammetteva ieri in un discusso post su FB - poi cancellato - Maria Rita Gismondo, direttore responsabile di Virologia dell’ospedale Sacco di Milano: in una settimana 24 decessi per influenza su 656.000 casi, contro 7 su 229 accertati per coronavirus: in proporzione 1000 volte più letale.
Il 2% di mortalità può sembrare poco, se confrontato con altri virus come ebola, ma disaggregando i dati si vede che ci sono fasce di età molto più a rischio: oltre gli 80 anni si sfiora il 15%, o anche peggio in caso di patologie pregresse come cardiopatia o diabete. Questo vale ovviamente anche per l'influenza stagionale, ma in quel caso si arriva a stento allo 0,1%.
Per chi è abbastanza avanti con gli anni da avere genitori anziani, magari con vari acciacchi, c'è poco da stare sereni. Ed essendo il caso, personalmente la cosa mi inquieta non poco.

Come tutti gli altri virus.

Quello che vogliono far passare i media, quello che è di fondi nella testa delle persone è che un contagio = un morto.

Non è così.

È sicuramente un virus più forte di altri, con un potere di contagio nettamente superiore, ma non è una pandemia come qualcuno vorrebbe far apparire.

La reazione è stata scomposta e non razionale.

Faccio un esempio, quante persone che hanno rapporti di lavoro costanti con la Cina che viaggiano per lavoro si sono dotati di una polizza sanitaria ? o altre coperture analoghe di assistenza / area medica che potrebbero servire anche in un caso di incidente stradale, cancellazione voli, ecc...
Ma non si arriva all'1%.

Ti parlo di persone con ampie disponibilità economiche.
Ti parlo conoscendolo la realtà di Prato tra le più grandi comunità cinesi in Europa, ma anche del mondo.

Questo sarebbe stato affrontare il problema in maniera razionale.
Invece la gente segue la televisione i social e va a fare scorta al supermercato che non serve a nulla, semmai la folla al supermercato è un'occasione di contagio.


Il pensiero è sempre di tipo emergenziale, con azioni scoordinate ed estemporanee di tipo emotivo.
Non c'è mai un discorso preventivo, serio, coscienzioso.
Qualcuno sarà andato a comprare un talismano o farsi fare un esorcismo.

Lo dimostra l'andamento delle borse ieri alla riapertura, l'Italia è quella che è affondata più di tutte, tre volte Wall Street, quasi il doppio della media Europea.


Se c'è un rischio è sicuramente quello economico, tante piccole attività che stentavano sul preciso con bilanci stiracchiati... moriranno.
Ecco quelle sì che saranno colpite dal virus.


Conosco molte attività che lavorano solo con cinesi, turismo cinese, moda, ecc... che non erano in buone acque...
Ti parlo di attività già valutate per merito creditizio, non sopravviveranno.

Ecco, un altro punto parlando di prevenzione di sana gestione economica per una azienda.
In Italia è scarsamente diffusa l'assicurazione dei crediti, sia perché ci sono aziende piccole ed immeritevoli, sia per cultura... una cosa tira l'altra...

Uno ha un cliente preciso, serio che paga puntualmente, poi chiudono lo stabilimento in quarantena... crack.

Ma potrei continuare ancora.

La preoccupazione a fatti in corso, non serve a nulla.
Con questi andamenti, piano piano, l'Italia si è impoverito a ed è diventata terra di conquista.
Marchi, aziende, persone, portati via dai grandi gruppi esteri.

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February 25, 2020, 10:56:21 AM
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 #14089

La preoccupazione a fatti in corso, non serve a nulla.
Con questi andamenti, piano piano, l'Italia si è impoverito a ed è diventata terra di conquista.
Marchi, aziende, persone, portati via dai grandi gruppi esteri.

Sono discorsi diversi. Nell'immediato preoccuparsi (senza panico e senza pensare a una pestilenza tipo fine del mondo) è necessario.

Poi bisognerebbe anche fare un discorso che metta insieme le esigenze sanitarie con quelle economiche (che si riflettono poi comunque sulle condizioni delle persone).

A questo punto ci si accorgerebbe che in diversi casi ci sono state delle misure prese che hanno avuti costi altissimi dal punto di vista economico e forse, con il senno di poi, erano evitabili.

Ma se vogliamo essere intellettualmente onesti, molto del disagio di questi giorni è causato, più che dai media o dall'irrazionalità del popolo, proprio da coloro che dovrebbero essere le guide in questo momento: tra gli scienziati stessi ci sono opinioni diversi sulle misure da prendere, si passa da chi parla di quarantene drastiche a chi minimizza riducendo tutto a una banale influenza. Questa spaccatura e questa incertezza nella lettura del fenomeno che stiamo vivendo inevitabilmente influenza i politici che devono prendere le decisioni e i cittadini che cercano di formarsi un'opinione.

Diciamo che molto probabilmente alla fine, guardando i numeri di ricoverati e morti, il bilancio sarà simile a quello di un'influenza dura, ma l'incertezza che accompagna soprattutto queste prime fasi costituisce un grosso prezzo da pagare.

E' un po' come investire in un'azione rischiosa, alla fine fare un +2% di guadagno, e confrontare il risultato con quello di un titolo di Stato: magari i risultati finali saranno stati gli stessi, ma il rischio corso è stato ben diverso.

Poi c'è chi dà talmente per scontato che gli scenari peggiori non si verificheranno che si scordano totalmente della loro esistenza, ma anche questo è sbagliato.

Di sicuro pagheremo un grosso tributo in termini economici dovuto alla difficoltà nel prevedere l'evoluzione di questo fenomeno e le sue conseguenze, speriamo non troppo grosso.
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February 25, 2020, 11:00:00 AM
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 #14090

230 contratti (ognuno del valore di 1 bitcoin) sono andati in consegna su Bakkt alla scadenza dei futures mensili di Gennaio.

Il che equivale a dire che sono stati "fisicamente" acquistati tramite Bakkt 230 bitcoin in un mese.

Corrisponde allo 0,42% della produzione mensile di nuovi btc minati

Erano rispettivamente 15,17 e 8 in occasione delle precedenti scadenze di ottobre, novembre e dicembre.

Da monitorare i prossimi mesi per vedere se abbiamo un trend



Aggiornamento: L'acquisizione di Bitcoin tramite Bakkt si mantiene a livelli altissimi rispetto a quanto visto nel 2019 anche se con leggera flessione rispetto a Gennaio



"Only government can take perfectly good paper, cover it with perfectly good ink and make the combination worthless" M. Friedman
Paolo.Demidov
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February 25, 2020, 06:26:03 PM
 #14091

Prendo un fatto di oggi... si sente dire che le borse sono in calo e lo sono...

Ma ci sono anche dei segni più...

Tra cui un'azienda 360 Finance Inc. quotata a Wall Street ma che si occupa di credito al consumo in Cina; con modalità innovative... ecc...

~ +1% ma tendenzialmente non aveva perso molto nei giorni scorsi.


Su questa falsa riga di segnalano i rimbalzi di XIAOMI e SMIC azienda operante nel settore dei semiconduttori.

Ma ci sono anche altre situazioni che perdendo poco o guadagnando poco, raccontano che non c'è quella discesa drammatica che prospettava qualcuno.

Anzi ad una prima occhiata... si vedono prove tecniche di rimbalzo, almeno per gli indici USA ed asiatici.

Soffre invece l'Europa, inevitabilmente.

Interessanti alcuni movimenti su mercati "alternativi" tipo alcuni comparti di mercati emergenti e di frontiera.


Riguardo le cripto bisogna dire che una certa correlazione... con i mercati c'è stata... un regresso a fine 2018 con recupero durante il 2019, come la tendenza dei mercati azionari principali.

Così come questo seguito sui ribassi attuali.

Visione azzardata ma non proprio casuale.

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duesoldi
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February 25, 2020, 08:10:52 PM
 #14092

Riguardo le cripto bisogna dire che una certa correlazione... con i mercati c'è stata... un regresso a fine 2018 con recupero durante il 2019, come la tendenza dei mercati azionari principali.

Così come questo seguito sui ribassi attuali.

Visione azzardata ma non proprio casuale.

Quoto questo concetto perché mi ha sorpreso la quotazione di Btc di questi ultimi giorni.
Mi spiego....
- in Italia da 4 giorni la borsa scende in modo deciso, ovviamente per effetto del corona virus
- gli indici USA seguono anche loro (non mi interessa qui osservare il fatto che qualche azienda stia guadagnando, diciamo che gli indici in generale scendono)
- in Europa .... stesso andamento

quindi mi sarei aspettato una crescita di Btc che nel bene e nel male ha spesso dimostrato correlazione inversa rispetto agli indizi azionari:
https://www.ilsole24ore.com/art/bitcoin-come-l-oro-si-riscopre-bene-rifugio-e-corre-quando-crollano-borse-ACEmipd

e invece Bitcoin scende (insieme all'oro, ma questa correlazione è nota).
Come mai ?

Scendono azioni, oro, Btc, si torna liquidi. Perché?  voglio dire chi prima a fronte di storni nei mercati tradizionali si posizionava su Btc, perché ora non lo fa ? forse perché non si sente tranquillo nemmeno lì (su Btc) e quindi preferisce davvero stare totalmente liquido ?

Come mai quindi? cosa c'è di nuovo "ora" ?


jack0m
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February 25, 2020, 08:29:33 PM
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 #14093

Il 2% di mortalità può sembrare poco, se confrontato con altri virus come ebola, ma disaggregando i dati si vede che ci sono fasce di età molto più a rischio: oltre gli 80 anni si sfiora il 15%, o anche peggio in caso di patologie pregresse come cardiopatia o diabete. Questo vale ovviamente anche per l'influenza stagionale, ma in quel caso si arriva a stento allo 0,1%.
Per chi è abbastanza avanti con gli anni da avere genitori anziani, magari con vari acciacchi, c'è poco da stare sereni. Ed essendo il caso, personalmente la cosa mi inquieta non poco.

Come tutti gli altri virus.

Quello che vogliono far passare i media, quello che è di fondi nella testa delle persone è che un contagio = un morto.

No, i numeri dicono tutt'altro. Per l'influenza la mortalità fra gli over 75 è di 51,3–99,4 su 100.000 (secondo i dati pubblicati in questa ricerca: https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(17)33293-2/fulltext), cioè meno dello 0,1% contro il 15% per il COVID-19: almeno 2 ordini di grandezza in più.
Nessuno ha mai detto o pensato seriamente che venire contagiati equivalga a una condanna a morte, ma anche banalizzare e ricondurre il virus a una normale influenza è in contrasto con i fatti riscontrati finora.

La preoccupazione a fatti in corso, non serve a nulla.
Con questi andamenti, piano piano, l'Italia si è impoverito a ed è diventata terra di conquista.
Marchi, aziende, persone, portati via dai grandi gruppi esteri.

Sono discorsi diversi. Nell'immediato preoccuparsi (senza panico e senza pensare a una pestilenza tipo fine del mondo) è necessario.

Poi bisognerebbe anche fare un discorso che metta insieme le esigenze sanitarie con quelle economiche (che si riflettono poi comunque sulle condizioni delle persone).

A questo punto ci si accorgerebbe che in diversi casi ci sono state delle misure prese che hanno avuti costi altissimi dal punto di vista economico e forse, con il senno di poi, erano evitabili.

Ma se vogliamo essere intellettualmente onesti, molto del disagio di questi giorni è causato, più che dai media o dall'irrazionalità del popolo, proprio da coloro che dovrebbero essere le guide in questo momento: tra gli scienziati stessi ci sono opinioni diversi sulle misure da prendere, si passa da chi parla di quarantene drastiche a chi minimizza riducendo tutto a una banale influenza. Questa spaccatura e questa incertezza nella lettura del fenomeno che stiamo vivendo inevitabilmente influenza i politici che devono prendere le decisioni e i cittadini che cercano di formarsi un'opinione.

Diciamo che molto probabilmente alla fine, guardando i numeri di ricoverati e morti, il bilancio sarà simile a quello di un'influenza dura, ma l'incertezza che accompagna soprattutto queste prime fasi costituisce un grosso prezzo da pagare.

E' un po' come investire in un'azione rischiosa, alla fine fare un +2% di guadagno, e confrontare il risultato con quello di un titolo di Stato: magari i risultati finali saranno stati gli stessi, ma il rischio corso è stato ben diverso.

Poi c'è chi dà talmente per scontato che gli scenari peggiori non si verificheranno che si scordano totalmente della loro esistenza, ma anche questo è sbagliato.

Di sicuro pagheremo un grosso tributo in termini economici dovuto alla difficoltà nel prevedere l'evoluzione di questo fenomeno e le sue conseguenze, speriamo non troppo grosso.

Bè certo, può darsi che a posteriori certi provvedimenti draconiani ci sembreranno spropositati e non necessari, ma penso che i decisori, di fronte a certe situazioni estreme e impreviste, piuttosto che correre il rischio di essere accusati di non aver fatto abbastanza e vedersi addebitare migliaia di morti nel "worst case scenario", preferiscono eccedere dal lato opposto per prudenza, parandosi il deretano... Poi probabilmente è anche un modo per prendere tempo, in modo da raccogliere più dati per capire meglio le caratteristiche del virus in termini di capacità di diffusione oltre a mortalità, ecc. Di certo pesanti limitazioni come quelle applicate nelle zone rosse non sarebbero sostenibili nel medio-lungo termine, né applicabili su più ampia scala fino a città come Milano o Torino.

Volendo però pensare in positivo, da tutta questa crisi almeno qualcosa di buono e innovativo alla fine potrebbe venir fuori: sembra che finalmente, anche a livello istituzionale, ci si sia accorti che il telelavoro/smart working esiste... e che per moltissime attività nel settore dei servizi, può essere altrettanto efficace se non addirittura più efficiente del lavoro tradizionale d'ufficio. Personalmente trovo inconcepibile che all'alba del 2020 siamo ancora legati a modelli di organizzazione del lavoro ormai obsoleti e inefficienti, che prevedano di essere fisicamente collocati in una stessa sede, badgiare ingressi e uscite, ecc. Considerando ad es. solo il costo aziendale, personale e collettivo degli spostamenti casa-lavoro in termini di tempo perso, traffico e inquinamento che ne conseguono, è assurdo che ci volesse un'epidemia del genere per accorgersi di possibili modelli alternativi molto più agili ed efficienti. Anche nel lavoro sarà inevitabile evolversi verso la decentralizzazione.

Siamo solo in ritardo di 1-2 decenni rispetto alle tecnologie abilitanti, che non vanno molto oltre una connessione di banda sufficiente e una vpn, ma meglio tardi che mai.

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February 25, 2020, 08:44:30 PM
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Volendo però pensare in positivo, da tutta questa crisi almeno qualcosa di buono e innovativo alla fine potrebbe venir fuori: sembra che finalmente, anche a livello istituzionale, ci si sia accorti che il telelavoro/smart working esiste... e che per moltissime attività nel settore dei servizi, può essere altrettanto efficace se non addirittura più efficiente del lavoro tradizionale d'ufficio. Personalmente trovo inconcepibile che all'alba del 2020 siamo ancora legati a modelli di organizzazione del lavoro ormai obsoleti e inefficienti, che prevedano di essere fisicamente collocati in una stessa sede, badgiare ingressi e uscite, ecc. Considerando ad es. solo il costo aziendale, personale e collettivo degli spostamenti casa-lavoro in termini di tempo perso, traffico e inquinamento che ne conseguono, è assurdo che ci volesse un'epidemia del genere per accorgersi di possibili modelli alternativi molto più agili ed efficienti. Anche nel lavoro sarà inevitabile evolversi verso la decentralizzazione.

Verrei a darti un bacio sulla fronte dopo aver letto questo pensiero  Grin

Te lo dice uno che ogni giorno si fa più di 2 ore di viaggio per andare in ufficio e altrettanto al ritorno.
Eppure pur lavorando in una zona "calda" (per il virus), la mia azienda è tra le poche che NON ha ancora proposto di lavorare in smart working. Quando si dice la lungimiranza....

Paolo.Demidov
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February 25, 2020, 09:41:42 PM
 #14095

Riguardo le cripto bisogna dire che una certa correlazione... con i mercati c'è stata... un regresso a fine 2018 con recupero durante il 2019, come la tendenza dei mercati azionari principali.

Così come questo seguito sui ribassi attuali.

Visione azzardata ma non proprio casuale.

Quoto questo concetto perché mi ha sorpreso la quotazione di Btc di questi ultimi giorni.
Mi spiego....
- in Italia da 4 giorni la borsa scende in modo deciso, ovviamente per effetto del corona virus
- gli indici USA seguono anche loro (non mi interessa qui osservare il fatto che qualche azienda stia guadagnando, diciamo che gli indici in generale scendono)
- in Europa .... stesso andamento

quindi mi sarei aspettato una crescita di Btc che nel bene e nel male ha spesso dimostrato correlazione inversa rispetto agli indizi azionari:
https://www.ilsole24ore.com/art/bitcoin-come-l-oro-si-riscopre-bene-rifugio-e-corre-quando-crollano-borse-ACEmipd

e invece Bitcoin scende (insieme all'oro, ma questa correlazione è nota).
Come mai ?

Scendono azioni, oro, Btc, si torna liquidi. Perché?  voglio dire chi prima a fronte di storni nei mercati tradizionali si posizionava su Btc, perché ora non lo fa ? forse perché non si sente tranquillo nemmeno lì (su Btc) e quindi preferisce davvero stare totalmente liquido ?

Come mai quindi? cosa c'è di nuovo "ora" ?





Si potrebbe pensare che Bitcoin non sia considerato riserva di valore; oppure non sia considerato ancora riserva di valore.
Essendo ancora uno strumento di trading... speculativo, al momento sostenuto in molte maniere, ma non con la richiesta naturale, alla prima difficoltà economica,
vada venduto come altri strumenti finanziari, su un sentimento generale di avversione al rischio.

Ora, potrebbe prevalere la componente speculativa su quella di risparmio a lungo termine.


Considerando che molti, per varie ragioni, siano stati costretti a vendere bitcoin per bisogno.
Chiaro che Bitcoin segue la capacità di risparmio, chi si vede con il posto di lavoro messo in discussione... difficoltà e prospettive incerte, monetizza...

Magari sulla spinta di operazioni short...  Roll Eyes tese a prendere il valore che c'è, operazione più facile di aspettare il valore che ci dovrà essere.


Ci potrebbero essere dinamiche più complesse, come la mancanza di veri e propri strumenti di copertura; in ogni caso, quando la prospettiva è minor consumo,
minor valore, minori posti di lavoro... con gli indici borsistici in negativo, non è scontato che la grande fuga di liquidità si rifugi in Bitcoin.

La fuga di liquidità potrebbe invece stimolare aggressione a valori creati altrove.

...è difficile competere in quei sistemi dove ci sono più ladri che cose da rubare
Paolo.Demidov
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February 25, 2020, 09:52:42 PM
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 #14096

Il 2% di mortalità può sembrare poco, se confrontato con altri virus come ebola, ma disaggregando i dati si vede che ci sono fasce di età molto più a rischio: oltre gli 80 anni si sfiora il 15%, o anche peggio in caso di patologie pregresse come cardiopatia o diabete. Questo vale ovviamente anche per l'influenza stagionale, ma in quel caso si arriva a stento allo 0,1%.
Per chi è abbastanza avanti con gli anni da avere genitori anziani, magari con vari acciacchi, c'è poco da stare sereni. Ed essendo il caso, personalmente la cosa mi inquieta non poco.

Come tutti gli altri virus.

Quello che vogliono far passare i media, quello che è di fondi nella testa delle persone è che un contagio = un morto.

No, i numeri dicono tutt'altro. Per l'influenza la mortalità fra gli over 75 è di 51,3–99,4 su 100.000 (secondo i dati pubblicati in questa ricerca: https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(17)33293-2/fulltext), cioè meno dello 0,1% contro il 15% per il COVID-19: almeno 2 ordini di grandezza in più.
Nessuno ha mai detto o pensato seriamente che venire contagiati equivalga a una condanna a morte, ma anche banalizzare e ricondurre il virus a una normale influenza è in contrasto con i fatti riscontrati finora.

La preoccupazione a fatti in corso, non serve a nulla.
Con questi andamenti, piano piano, l'Italia si è impoverito a ed è diventata terra di conquista.
Marchi, aziende, persone, portati via dai grandi gruppi esteri.

Sono discorsi diversi. Nell'immediato preoccuparsi (senza panico e senza pensare a una pestilenza tipo fine del mondo) è necessario.

Poi bisognerebbe anche fare un discorso che metta insieme le esigenze sanitarie con quelle economiche (che si riflettono poi comunque sulle condizioni delle persone).

A questo punto ci si accorgerebbe che in diversi casi ci sono state delle misure prese che hanno avuti costi altissimi dal punto di vista economico e forse, con il senno di poi, erano evitabili.

Ma se vogliamo essere intellettualmente onesti, molto del disagio di questi giorni è causato, più che dai media o dall'irrazionalità del popolo, proprio da coloro che dovrebbero essere le guide in questo momento: tra gli scienziati stessi ci sono opinioni diversi sulle misure da prendere, si passa da chi parla di quarantene drastiche a chi minimizza riducendo tutto a una banale influenza. Questa spaccatura e questa incertezza nella lettura del fenomeno che stiamo vivendo inevitabilmente influenza i politici che devono prendere le decisioni e i cittadini che cercano di formarsi un'opinione.

Diciamo che molto probabilmente alla fine, guardando i numeri di ricoverati e morti, il bilancio sarà simile a quello di un'influenza dura, ma l'incertezza che accompagna soprattutto queste prime fasi costituisce un grosso prezzo da pagare.

E' un po' come investire in un'azione rischiosa, alla fine fare un +2% di guadagno, e confrontare il risultato con quello di un titolo di Stato: magari i risultati finali saranno stati gli stessi, ma il rischio corso è stato ben diverso.

Poi c'è chi dà talmente per scontato che gli scenari peggiori non si verificheranno che si scordano totalmente della loro esistenza, ma anche questo è sbagliato.

Di sicuro pagheremo un grosso tributo in termini economici dovuto alla difficoltà nel prevedere l'evoluzione di questo fenomeno e le sue conseguenze, speriamo non troppo grosso.

Bè certo, può darsi che a posteriori certi provvedimenti draconiani ci sembreranno spropositati e non necessari, ma penso che i decisori, di fronte a certe situazioni estreme e impreviste, piuttosto che correre il rischio di essere accusati di non aver fatto abbastanza e vedersi addebitare migliaia di morti nel "worst case scenario", preferiscono eccedere dal lato opposto per prudenza, parandosi il deretano... Poi probabilmente è anche un modo per prendere tempo, in modo da raccogliere più dati per capire meglio le caratteristiche del virus in termini di capacità di diffusione oltre a mortalità, ecc. Di certo pesanti limitazioni come quelle applicate nelle zone rosse non sarebbero sostenibili nel medio-lungo termine, né applicabili su più ampia scala fino a città come Milano o Torino.

Volendo però pensare in positivo, da tutta questa crisi almeno qualcosa di buono e innovativo alla fine potrebbe venir fuori: sembra che finalmente, anche a livello istituzionale, ci si sia accorti che il telelavoro/smart working esiste... e che per moltissime attività nel settore dei servizi, può essere altrettanto efficace se non addirittura più efficiente del lavoro tradizionale d'ufficio. Personalmente trovo inconcepibile che all'alba del 2020 siamo ancora legati a modelli di organizzazione del lavoro ormai obsoleti e inefficienti, che prevedano di essere fisicamente collocati in una stessa sede, badgiare ingressi e uscite, ecc. Considerando ad es. solo il costo aziendale, personale e collettivo degli spostamenti casa-lavoro in termini di tempo perso, traffico e inquinamento che ne conseguono, è assurdo che ci volesse un'epidemia del genere per accorgersi di possibili modelli alternativi molto più agili ed efficienti. Anche nel lavoro sarà inevitabile evolversi verso la decentralizzazione.

Siamo solo in ritardo di 1-2 decenni rispetto alle tecnologie abilitanti, che non vanno molto oltre una connessione di banda sufficiente e una vpn, ma meglio tardi che mai.


Mah... a vedere certe scene e psicosi... direi che forse qualcuno lo ha pensato.


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Credo proprio che il primo a parlare di telelavoro sia stato l'ingegnere e divulgatore scientifico Roberto Vacca ( https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Vacca ), se non erro siamo nel 1975... poco più, poco meno... prima dell'avvento della diffusione di massa di internet se ne parlava ancora... http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1995/09/26/Altro/MULTIMEDIALITA-LAVORO-E-TELEMATICA-SU-TELEMA_184500.php

Nonostante tutto, siamo ancora molto lontani...  Roll Eyes tanto che si parla ancora di uffici direzionali, anche in ambito di reddito da affitto da immobili...




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February 26, 2020, 08:17:12 AM
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 #14097

@paolo.demidov

devo farti un applauso.. hai usato il termine corretto telelavoro


perche remote working o smart work e' tutt'altro
spiego la differenza

remote working / smart working = hai dei tasks da fare, devi farli, li fai quando vuoi.. la notte il pranzo.. basta che alla deadline risultino completati
telelavoro = ti metti davanti al computer in orari da ufficio - anche se non hai un cazzo da fare

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February 26, 2020, 08:41:30 AM
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 #14098

Domanda forse stupida, ma m'è venuta in mente stamane guardando un TG dove si parlava in modo positivo del telelavoro...

Magari alla fine di tutta questa emergenza per l'appunto proprio il telelavoro potrebbe uscirne vincitore, dato che diverse aziende italiane potrebbero ritrovarsi obbligate al suo utilizzo e quindi scoprirne i vantaggi, no?

babo
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February 26, 2020, 09:13:31 AM
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 #14099

Domanda forse stupida, ma m'è venuta in mente stamane guardando un TG dove si parlava in modo positivo del telelavoro...

Magari alla fine di tutta questa emergenza per l'appunto proprio il telelavoro potrebbe uscirne vincitore, dato che diverse aziende italiane potrebbero ritrovarsi obbligate al suo utilizzo e quindi scoprirne i vantaggi, no?

i vantaggi sono inumerevoli
1) chi lavora non si deve spostare - meno tempo
2) chi lavora non si deve spostare - meno soldi
3) chi non si sposta non spende in cibo spazzatura - piu salute
4) piu salute, meno costi per lo stato (quindi noi)
5) meno posti di lavoro in uffici, risparmio
6) dipendente felice (no traffico, no sciopero cazzotrenidimmerda, meno inquinamento, meno pm10, meno tutto quellocheminchiavuoi)
7) il lavoratore a casa non fa pause con i colleghi

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February 26, 2020, 09:37:23 AM
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Domanda forse stupida, ma m'è venuta in mente stamane guardando un TG dove si parlava in modo positivo del telelavoro...

Magari alla fine di tutta questa emergenza per l'appunto proprio il telelavoro potrebbe uscirne vincitore, dato che diverse aziende italiane potrebbero ritrovarsi obbligate al suo utilizzo e quindi scoprirne i vantaggi, no?

i vantaggi sono inumerevoli
….
7) il lavoratore a casa non fa pause con i colleghi


Dal mio punto di vista la questione è se il lavoro che fai è misurabile / quantificabile: in tal caso, dove lo fai non è importante.

Spesso la necessità dell'accentramento e del controllo è dovuto a tipologie di lavoro che faticano a produrre risultati che testimoniano del lavoro effettivamente svolto. In mancanza di queste proof of work allora si misurano semplicemente le ore passate in un ufficio.
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