fillippone
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December 15, 2019, 12:27:13 PM Last edit: May 16, 2023, 06:55:25 AM by fillippone |
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Sì è parlato dell'industria dei minatori... ...non saprei, è un'industria ?
Per me una industria, ovvero un settore industriale è un settore se la quota di lavoro nero è bassissimo inesistente, ci sono utili, c'è programmazione di lungo termine... ecc...
Il mining é un’ industria. L’ intensità di capitale é altissima. Basta pochissimo lavoro per controllare decine di miner, che sono investimenti dall’obsolescenza accelerata. Il fattore produttivo più importante é l’elettricità, ovviamente. Da ciò consegue che questo industria si sia sviluppata la dove l’elettricità abbia il prezzo più basso possibile: balla regione del Sichuan, ad esempio, dove vi sono dighe talmente enormi che i laghi da esse creati hanno modificato il clima locale. È un’ industria ultra competitiva: il successo é determinato dal caso (trovare il non è corretto), l’hardware e la ricerca permettono quindi di avere un vantaggio rispetto ai concorrenti. Lo scenario sta cambiando: una volta vi era di fatto un monopolista, integrato verticalmente dal design alla produzione degli ASICS ai mining pool. Oggi vi sono una pluralità di soggetti, con diversi produttori e farm in diverse parti del mondo. Accomunate dal basso costo dell’ elettricità, certo, ma non più solo contrate in Cina. Sempre più soggetti diversi si stanno cimentando nell’ attività e non solo é passata l’era dei miner amatoriali, ma direi che sta finendo pure l’era della mining farm nel deserto cinese. Se l'intensità di capitale è altissima, il sistema diventa poco democratico, ovvero minano solo i più ricchi che possono permettersi di sostenere i costi, ovvero si crea una tendenza a centralizzare il mining... pochi grandi soggetti minatori... non importa che Bitcoin sia democratico, ma se siamo un pugno di minatori, al di là delle implicazioni economiche e di guadagno, se ci girano le scatole chiudiamo i rubinetti e ci divertiamo a far prendere un po' paura... <...> In realtà il mining non è mai stato così decentralizzato. Non sono stato abbastanza bravo a ritrovare una gif che faceva vedere chiaramente l’evoluzione, ma un’immagine statica può comunque rendere bene l’idea:  Fonte: https://www.blockchain.com/it/poolsInoltre ricordiamoci che la centralizzazione del mining non è la centralizzazione di bitcoin! La centralizzazione di bitcoin si misura anche con il numero di nodi della rete (in costante ascesa) w la centralizzazione degli address (anch’essa in trend decrescente) [edit successivi causa visita parenti!]
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aga0685
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December 15, 2019, 01:44:57 PM |
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Beh, direi innanzitutto che i grandi non comprano i miner su eBay. Compreranno a lotti di decine direttamente dai produttori. Con ovvie conseguenze sul break-even price.
Dovresti avere un po di sconto... Vista però la promo di Bitmain di Novembre soprattutto riferita alla quantità dei pezzi che dovresti comprare non è che hai un granchè....  
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Paolo.Demidov
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Sì è parlato dell'industria dei minatori... ...non saprei, è un'industria ?
Per me una industria, ovvero un settore industriale è un settore se la quota di lavoro nero è bassissimo inesistente, ci sono utili, c'è programmazione di lungo termine... ecc...
Il mining é un’ industria. L’ intensità di capitale é altissima. Basta pochissimo lavoro per controllare decine di miner, che sono investimenti dall’obsolescenza accelerata. Il fattore produttivo più importante é l’elettricità, ovviamente. Da ciò consegue che questo industria si sia sviluppata la dove l’elettricità abbia il prezzo più basso possibile: balla regione del Sichuan, ad esempio, dove vi sono dighe talmente enormi che i laghi da esse creati hanno modificato il clima locale. È un’ industria ultra competitiva: il successo é determinato dal caso (trovare il non è corretto), l’hardware e la ricerca permettono quindi di avere un vantaggio rispetto ai concorrenti. Lo scenario sta cambiando: una volta vi era di fatto un monopolista, integrato verticalmente dal design alla produzione degli ASICS ai mining pool. Oggi vi sono una pluralità di soggetti, con diversi produttori e farm in diverse parti del mondo. Accomunate dal basso costo dell’ elettricità, certo, ma non più solo contrate in Cina. Sempre più soggetti diversi si stanno cimentando nell’ attività e non solo é passata l’era dei miner amatoriali, ma direi che sta finendo pure l’era della mining farm nel deserto cinese. Se l'intensità di capitale è altissima, il sistema diventa poco democratico, ovvero minano solo i più ricchi che possono permettersi di sostenere i costi, ovvero si crea una tendenza a centralizzare il mining... pochi grandi soggetti minatori... non importa che Bitcoin sia democratico, ma se siamo un pugno di minatori, al di là delle implicazioni economiche e di guadagno, se ci girano le scatole chiudiamo i rubinetti e ci divertiamo a far prendere un po' paura... <...> In realtà il mining non è mai stato così decentralizzato. Non sono stato abbastanza bravo a ritrovare una gif che faceva vedere chiaramente l’evoluzione, ma un’immagine statica può comunque rendere bene l’idea: Fonte: https://www.blockchain.com/it/poolsInoltre ricordiamoci che la centralizzazione del mining non è la centralizzazione di bitcoin!La centralizzazione di bitcoin si misura anche con il numero di nodi della rete (in costante ascesa) w la centralizzazione degli address (anch’essa in trend decrescente) [edit successivi causa visita parenti!] Quando si parla d'investire in una attività finanziaria o reale, si cerca sempre di pesare i rischi. Almeno da un certo livello in su. I rischi li hanno tutti, a partire da quello che è il capitale umano, proprio, partendo dal rischio intrinseco: ogni persona vivente ha il rischio di venire a mancare improvvisamente, in maniera prematura. Solo nel mondo Bitcoin trovo punte di cieca fiducia è sempre tutto in aumento, tutto in trend positivo, i problemi sono solo temporanei. Sembra che abbiamo trovato il rendimento, privo di rischio, o meglio con rischio ma che non serve calcolare/prevedere e non serve coprire, nemmeno in parte. Basta solo comprare Bitcoin, avere fiducia, nutrire grande speranza e scambiarsi calorose pacche sulle spalle, occhiatine d'intesa e colorati meme. Alcuni personaggi sono al limite dell'abuso della credulità popolare ed il fatto che esista questo reato ci dice molto sui pensieri che si possono diffondere... ( https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-terzo/titolo-i/capo-i/sezione-i/art661.html ) Incredibilmente qualcuno di questi guru è stato indagato per questa tipologia di reati, un paio effettivamente sanzionati. Spero che non sia il pensiero di molti, perché se c'è una debolezza in Bitcoin è proprio questo, fiducia incondizionata, senza ragionamento, seguire trend al rialzo al ribasso, basandosi su pareri altrui. È pieno di guru che istradando il pensiero... l'ingordigia delle masse completano l'opera. Secondo pensiero rischioso è mischiare il progresso e successo tecnologico con il successo finanziario che è dettato principalmente da altri fattori. Basterebbe una norma nettamente a favore o sfavore per cambiare il corso degli eventi. Sui dati ed i grafici nel mondo cripto... eh... non è facile perché non si sa mai dove finisce l'attendibilità. Problema che spesso si presenta anche in finanza.
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In conformità ai principi del bipensiero, non ha importanza che la guerra ci sia davvero o che essendoci, la vittoria, sia impossibile. Lo scopo della guerra non è la vittoria ma la continuità.  ...|... ...۞...|...òǥ778Ⱦ877ǥó...|...۞... ...|...
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Plutosky
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December 15, 2019, 03:36:08 PM |
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non posso nemmeno pensare a questa ipotesi, cioè al fatto che un miner possa proteggersi con futures e opzioni perché questi sono metodi che usa la finanza per proteggersi, non li usa un'azienda. Per riprendere l'esempio che fai: un'azienda che produce scarpe non compera opzioni per vendere le scarpe ad un certo prezzo, piuttosto smette di produrre scarpe per un tot di mesi. Le opzioni ed i futures sono usati dalla finanza, non da un'azienda che produce.
La finanza usa i derivati a scopi speculativi, ma chiunque li può usare a scopi di protezione dal rischio. L' hedging sarebbe l'uso originario, per cui tradizionalmente questi strumenti sono nati. Se un miner ha aspettative di calo di prezzo può acquistare una opzione in modo da tenere fermo un prezzo di vendita attuale. Sono più adatti alla speculazione pura i perpetual swap (alla Bitmex) o al limite i futures. Tra l'altro le opzioni saranno lanciate dal 27/12 anche da Okex che è il più grande exchange cinese (anche se ha sede a Malta) e quindi un ambiente molto più familiare per i miner cinesi ( e più gradito al loro governo) rispetto ad analoghe piattaforme americane. Visto il clima dei rapporti attuali Cina-USA, non ce lo vedo molto un miner cinese iscriversi a Bakkt, che è gestito dagli stessi che gestiscono la Borsa di Wall Street. Oltre la maggiore decentralizzazione, la graduale uscita dalla Cina e l'aumento dei produttori, un altro trend dell'industria del mining è quello della sinergia tra pool ed exchange e di exchange che diventano anche pool. Gli stessi Okex e Huobi, ossia i due più grandi exchange cinesi, gestiscono rispettivamente l'ottava e la decima più grande mining pool del mondo. Secondo me è probabile che in questo modo vogliano andare a prendere alla fonte dei potenziali clienti dei loro prodotti finanziari di scambio, sia derivati che non, integrando sempre di più i servizi che offrono.
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"Diversification is protection against ignorance. It makes little sense if you know what you are doing" WB
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duesoldi
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December 15, 2019, 04:23:50 PM Merited by Micio (3), babo (2) |
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Sul prodotto Coca-Cola ci sono però i contratti in cui chi produce si impegna a consegnare a chi compra "x" quantità ad "y" prezzo.
Se questo non accade ci sono delle penali. Sto parlando di dei grossi compratori ovviamente.
Ma sono contratti tipicamente sottoscritti tra i sue soggetti coinvolti, produttore e azienda che consuma o distribuisce. Non sono contratti per i quali esista un mercato come quello delle opzioni. Sono più che altri - dici bene - delle forme di assicurazione che vanno incontro al bisogno di entrambi di avere stabilità di prezzo. Non lo vedo qualcosa applicabile al BItcoin nello scenario che stavamo discutendo: il miner (produttore) con chi potrebbe stipulare un contratto di vendita a prezzo fissato per i btc che produce? con un exchange ? non sarebbe il suo lavoro.... e non vedrei altri attori (non certo un privato) La finanza usa i derivati a scopi speculativi, ma chiunque li può usare a scopi di protezione dal rischio.
L' hedging sarebbe l'uso originario, per cui tradizionalmente questi strumenti sono nati.
Se un miner ha aspettative di calo di prezzo può acquistare una opzione in modo da tenere fermo un prezzo di vendita attuale.
Hai messo un "può" che per me è fondamentale. Dobbiamo distinguere quel che si può fare da quel che è conveniente - per un motivo o per l'altro - fare. Chiunque può usare derivati a scopo di protezione dal rischio, ma non è detto che sia conveniente farlo. Lo scenario che si stava discutendo era quello della possibile discesa del prezzo di Btc e di metodi a disposizione dei miner per proteggersi da questo rischio. Con questo presupposto domando: se un miner avesse una preoccupazione di questo tipo, perché non spegnere una parte dell'hw (in attesa di momenti migliori) invece di spendere per comperarsi un derivato a protezione ? Un derivato a protezione ha senso quando non puoi fermare la linea di produzione (un altoforno, il mais piantato per terra, gli agrumi sulle piante, le pelli che hai in magazzino per fare scarpe, .....): in quel caso spendi e ti copri con un derivato (ammesso esista per il mercato nel quale operi). Ma un miner non fa prima a spegnere un po' di server senza dover spendere per comperare un derivato ? Certo gli rimarrebbero sul groppone alcuni costi fissi: personale, spazio capannone, ammortamento dell'hw (anche quello tenuto fermo), ma risparmierebbe sul costo dell'energia - che sappiamo essere costo predominante. E non dovrebbe pagare qualcosa di più (il derivato) per proteggersi. Sbaglio ? p.s. ovviamente tengo ben distinto l'utilizzo dei derivati per speculare: certo possono essere usati anche da un miner ma nulla hanno a che vedere con la gestione industriale della sua azienda.
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Paolo.Demidov
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December 15, 2019, 09:33:53 PM |
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Sul prodotto Coca-Cola ci sono però i contratti in cui chi produce si impegna a consegnare a chi compra "x" quantità ad "y" prezzo.
Se questo non accade ci sono delle penali. Sto parlando di dei grossi compratori ovviamente.
Ma sono contratti tipicamente sottoscritti tra i sue soggetti coinvolti, produttore e azienda che consuma o distribuisce. Non sono contratti per i quali esista un mercato come quello delle opzioni. Sono più che altri - dici bene - delle forme di assicurazione che vanno incontro al bisogno di entrambi di avere stabilità di prezzo. Non lo vedo qualcosa applicabile al BItcoin nello scenario che stavamo discutendo: il miner (produttore) con chi potrebbe stipulare un contratto di vendita a prezzo fissato per i btc che produce? con un exchange ? non sarebbe il suo lavoro.... e non vedrei altri attori (non certo un privato) La finanza usa i derivati a scopi speculativi, ma chiunque li può usare a scopi di protezione dal rischio.
L' hedging sarebbe l'uso originario, per cui tradizionalmente questi strumenti sono nati.
Se un miner ha aspettative di calo di prezzo può acquistare una opzione in modo da tenere fermo un prezzo di vendita attuale.
Hai messo un "può" che per me è fondamentale. Dobbiamo distinguere quel che si può fare da quel che è conveniente - per un motivo o per l'altro - fare. Chiunque può usare derivati a scopo di protezione dal rischio, ma non è detto che sia conveniente farlo. Lo scenario che si stava discutendo era quello della possibile discesa del prezzo di Btc e di metodi a disposizione dei miner per proteggersi da questo rischio. Con questo presupposto domando: se un miner avesse una preoccupazione di questo tipo, perché non spegnere una parte dell'hw (in attesa di momenti migliori) invece di spendere per comperarsi un derivato a protezione ? Un derivato a protezione ha senso quando non puoi fermare la linea di produzione (un altoforno, il mais piantato per terra, gli agrumi sulle piante, le pelli che hai in magazzino per fare scarpe, .....): in quel caso spendi e ti copri con un derivato (ammesso esista per il mercato nel quale operi). Ma un miner non fa prima a spegnere un po' di server senza dover spendere per comperare un derivato ? Certo gli rimarrebbero sul groppone alcuni costi fissi: personale, spazio capannone, ammortamento dell'hw (anche quello tenuto fermo), ma risparmierebbe sul costo dell'energia - che sappiamo essere costo predominante. E non dovrebbe pagare qualcosa di più (il derivato) per proteggersi. Sbaglio ? p.s. ovviamente tengo ben distinto l'utilizzo dei derivati per speculare: certo possono essere usati anche da un miner ma nulla hanno a che vedere con la gestione industriale della sua azienda. Il problema sono le quantità ed i costi. Io minatore posso acquistare oggi il diritto a vendere Bitcoin a $ 7.000, domani. Oggi come oggi, diversamente da una opzione tradizionale, probabilmente verrebbe concesso il diritto, ma verrebbe chiesto anche l'obbligo. A Marzo 2020 il minatore vende obbligatoriamente ad un acquirente una certa quantità di Bitcoin a $ 7.000, se Bitcoin si trova a $ 3.000 buono per il minatore, se Bitcoin si trova a $ 20.000 buono per il compratore. In genere però se viene venduta una opzione del genere, chi intermedia, ha dall'altra parte una opzione di segno opposto. Il guadagno è sulle commissioni d'intermediazione e spread. Non saprei indicare ad oggi chi accetterebbe quantità industriali di queste opzioni. Io minatore mi posso proteggere da un tracollo, momentaneo, alla lunga qualsiasi lavoro deve essere profittevole per suo conto... altrimenti non è un lavoro è speculazione, una operazione finanziaria di rischio. Fermo restando la difficoltà di rendere operativo un obbligo. A meno che... esponendosi in fiat per coprire i costi, in momenti particolarmente depressivi i minatori decidano di non vendere, accumulando scorte, aspettando tempi e quotazioni migliori... È già accaduto. La differenza la fa comunque in mercato. Si può holdare all'infinito, se nessun'altro richiede Bitcoin... le quotazioni stenteranno sempre.
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In conformità ai principi del bipensiero, non ha importanza che la guerra ci sia davvero o che essendoci, la vittoria, sia impossibile. Lo scopo della guerra non è la vittoria ma la continuità.  ...|... ...۞...|...òǥ778Ⱦ877ǥó...|...۞... ...|...
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fillippone
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Oggi è stata una giornata di visita parenti. Sono distrutto. Ho letto il forum in ogni possibile momento di "evasione". A mio personale parere era lungo tempo che non vedevo una serie così "corale" di interventi nel thread, ognuno a suo modo interessante.
Bene!
Spero che non sia un'effetto temporaneo, quanto un primo inizio di inversione di tendenza, magari anche su altri thread.
Un inguaribile ottimista. Fillippone.
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Neo_Coin
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December 16, 2019, 01:46:08 AM |
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- "Le decisioni giuste vengono dall'esperienza. L'esperienza viene dalle decisioni sbagliate".
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Paolo.Demidov
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December 16, 2019, 03:17:15 AM Merited by fillippone (1) |
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non posso nemmeno pensare a questa ipotesi, cioè al fatto che un miner possa proteggersi con futures e opzioni perché questi sono metodi che usa la finanza per proteggersi, non li usa un'azienda. Per riprendere l'esempio che fai: un'azienda che produce scarpe non compera opzioni per vendere le scarpe ad un certo prezzo, piuttosto smette di produrre scarpe per un tot di mesi. Le opzioni ed i futures sono usati dalla finanza, non da un'azienda che produce.
La finanza usa i derivati a scopi speculativi, ma chiunque li può usare a scopi di protezione dal rischio. L' hedging sarebbe l'uso originario, per cui tradizionalmente questi strumenti sono nati. Se un miner ha aspettative di calo di prezzo può acquistare una opzione in modo da tenere fermo un prezzo di vendita attuale. Sono più adatti alla speculazione pura i perpetual swap (alla Bitmex) o al limite i futures. Tra l'altro le opzioni saranno lanciate dal 27/12 anche da Okex che è il più grande exchange cinese (anche se ha sede a Malta) e quindi un ambiente molto più familiare per i miner cinesi ( e più gradito al loro governo) rispetto ad analoghe piattaforme americane. Visto il clima dei rapporti attuali Cina-USA, non ce lo vedo molto un miner cinese iscriversi a Bakkt, che è gestito dagli stessi che gestiscono la Borsa di Wall Street. Oltre la maggiore decentralizzazione, la graduale uscita dalla Cina e l'aumento dei produttori, un altro trend dell'industria del mining è quello della sinergia tra pool ed exchange e di exchange che diventano anche pool. Gli stessi Okex e Huobi, ossia i due più grandi exchange cinesi, gestiscono rispettivamente l'ottava e la decima più grande mining pool del mondo. Secondo me è probabile che in questo modo vogliano andare a prendere alla fonte dei potenziali clienti dei loro prodotti finanziari di scambio, sia derivati che non, integrando sempre di più i servizi che offrono.
[...]
p.s. ovviamente tengo ben distinto l'utilizzo dei derivati per speculare: certo possono essere usati anche da un miner ma nulla hanno a che vedere con la gestione industriale della sua azienda.
Mi ero dimenticato un passaggio importante. Canaan Creative concorrente di Bitmain, aveva tentato una IPO alla borsa di Hong Kong, ma il discorso era fallito; si è quindi rivolta a Wall Street con una IPO da 300 milioni di dollari, ne ha raccolti solo 90, si è quotata comunque al NASDAQ, anche se non fa parte dei due indici principali. Ma dalla quotazione avvenuta a fine Novembre ad ora, ha già perso il 40%, quasi -9% nella sola giornata di Venerdì. Ci possono essere varie implicazioni e varie letture, il risultato finanziario è questo. Dal 21 Novembre al 13 Dicembre. Un fatto curioso comunque che una società del genere si sia rivolta ai mercati finanziari tradizionali per finanziarsi. Almeno a livello concettuale. ( fonte: https://m.it.investing.com/news/cryptocurrency-news/le-azioni-di-canaan-creative-sono-crollate-del-40-dopo-il-lancio-della-ipo-1921787 )
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fillippone
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December 16, 2019, 07:30:52 AM |
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É senz’altro interessante CANAAN da seguire. Nel breve il risultato può anche essere dovuto ad un errato prezzo di IPO. La storia ne é piena, financo FB all’ inizio sembrò un “polmone con bacilli”.
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Plutosky
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Hai messo un "può" che per me è fondamentale. Dobbiamo distinguere quel che si può fare da quel che è conveniente - per un motivo o per l'altro - fare. Chiunque può usare derivati a scopo di protezione dal rischio, ma non è detto che sia conveniente farlo.
Lo scenario che si stava discutendo era quello della possibile discesa del prezzo di Btc e di metodi a disposizione dei miner per proteggersi da questo rischio. Con questo presupposto domando: se un miner avesse una preoccupazione di questo tipo, perché non spegnere una parte dell'hw (in attesa di momenti migliori) invece di spendere per comperarsi un derivato a protezione ? Un derivato a protezione ha senso quando non puoi fermare la linea di produzione (un altoforno, il mais piantato per terra, gli agrumi sulle piante, le pelli che hai in magazzino per fare scarpe, .....): in quel caso spendi e ti copri con un derivato (ammesso esista per il mercato nel quale operi). Ma un miner non fa prima a spegnere un po' di server senza dover spendere per comperare un derivato ? Certo gli rimarrebbero sul groppone alcuni costi fissi: personale, spazio capannone, ammortamento dell'hw (anche quello tenuto fermo), ma risparmierebbe sul costo dell'energia - che sappiamo essere costo predominante. E non dovrebbe pagare qualcosa di più (il derivato) per proteggersi. Sbaglio ?
p.s. ovviamente tengo ben distinto l'utilizzo dei derivati per speculare: certo possono essere usati anche da un miner ma nulla hanno a che vedere con la gestione industriale della sua azienda.
Esempio molto grossolano: prezzo attuale 7150$ e io sono un miner che guadagna fin quando il prezzo non scende sotto 6,500$ (numeri a caso) Per ora mi conviene tenere tutto acceso perché guadagno 650$ a btc prodotto. Ma ho aspettative di calo del prezzo sotto 6,500$ Compro un’opzione put a, diciamo, 7000$ Se il prezzo cade a 6,000 io esercito l’opzione che mi garantisce di vendere il sottostante (cioè i btc minati) al prezzo di 7.000$ In questo modo ho guadagnato 500$ (meno le commissioni) anziché rimetterli. Se invece il prezzo resta sopra 6500 non esercito l’opzione e continuo a vendere i btc al prezzo spot, guadagnandoci lo stesso (purché il guadagno non sia così esiguo da non permettermi di ripagare le commissioni sul derivato) In cambio di un costo certo in fees mi sono tutelato in ogni caso contro il rischio di oscillazioni del prezzo e non ho fermato la mia attività. Da notare come l’apertura di un’opzione di questo tipo sia di fatto una vendita sul mercato derivato. Per l’allineamento tra quest’ultimo e il sottostante, la conseguenza è una spinta bearish anche sul mercato spot. Se tanti miners si proteggono in questo modo , l’effetto è quello di una pressione ribassista sul mercato che può provocare anche crolli improvvisi in mancanza di adeguata liquidità. CME ad esempio lancerà le opzioni su btc a gennaio 2020. E' lo stesso exchange che vede nei miners dei potenziali clienti di questo servizio: McCourt said he expects bitcoin options will enable miners of the cryptocurrency to more accurately hedge the cost of their production. Today, some miners who have operations in China are already using bitcoin futures contracts to hedge. Year-to-date, about 7,000 bitcoin futures contracts, equivalent to about 35,000 bitcoin, have traded on CME Group on average per day.https://www.scmp.com/business/banking-finance/article/3032219/exchange-provider-cme-group-expects-bitcoin-options-be-hit
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duesoldi
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Esempio molto grossolano: prezzo attuale 7150$ e io sono un miner che guadagna fin quando il prezzo non scende sotto 6,500$ (numeri a caso)
Per ora mi conviene tenere tutto acceso perché guadagno 650$ a btc prodotto.
Ma ho aspettative di calo del prezzo sotto 6,500$
Compro un’opzione put a, diciamo, 7000$
Se il prezzo cade a 6,000 io esercito l’opzione che mi garantisce di vendere il sottostante (cioè i btc minati) al prezzo di 7.000$
In questo modo ho guadagnato 500$ (meno le commissioni) anziché rimetterli.
Se invece il prezzo resta sopra 6500 non esercito l’opzione e continuo a vendere i btc al prezzo spot, guadagnandoci lo stesso (purché il guadagno non sia così esiguo da non permettermi di ripagare le commissioni sul derivato)
In cambio di un costo certo in fees mi sono tutelato in ogni caso contro il rischio di oscillazioni del prezzo e non ho fermato la mia attività.
Tutto sta a vedere quanto sarà questa fee che citi perché non penso sarà bassa: ad oggi purtroppo non abbiamo riferimenti sul mercato, sbaglio? Proviamo a fare un calcolo basandoci su opzioni con sottostante azioni (se ci fosse un esempio più calzante per le cripto ben venga, a me sfugge....). Prendiamo un'opzione su azione Unipol giusto per prenderne una che abbia avuto un minimo di volatilità nel 2019. Ad oggi e con azione a 5.27 €, una put a 6 mesi quota così: https://www.borsaitaliana.it/borsa/derivati/opzioni-su-azioni/lista.html?isin=IT0004810054&lang=itquale strike price scegliamo ? seguiamo il tuo esempio, con Btc che quota 7.15k volevi prendere una put a 7k, quindi praticamente alla pari rispetto al valore attuale. Tornando alla nostra Unipol, prendere una put/6 mesi con strike 5.2 mi costa 0.317 €. Ovvero mi fanno pagare il 6% di premio. Rispetto ai 7.15k di prezzo di Btc, il 6% sarebbero 430 $, non poco..... Ma soprattutto questa era Unipol, che come titolo del settore assicurativo non ha una grande volatilità, tutto il contrario di quel che accade con Btc .... se non consideriamo questa fase di lateralizzazione, d'altro canto mi sembra anche corretto non considerarla questa lateralizzazione perché se fossimo davvero convinti della stabilità di prezzo probabilmente non vorremmo nemmeno pagare la put per coprirci dal rischio ribasso, no ? Comunque torniamo al costo della put, dicevamo che se la volatilità fosse come quella Unipol mi costerebbe 430$ per 6 mesi, ma la volatilità di Btc è molto più alta di Unipol, e sappiamo anche che il costo delle put aumenta parecchio in relazione alla volatilità (formula di Black & Scholes ): https://www.startingfinance.com/approfondimenti/cosa-influenza-il-prezzo-delle-opzioni/dal quale riporto (non per te che so essere ferrato in materia ma a supporto di chi tra gli altri vorrà leggere): Ragionamento speculare viene fatto per possessore di una Put. Tanto è vero che il soggetto più a rischio è di sicuro chi vende l’opzione, il quale chiederà un prezzo maggiore per la loro sottoscrizione. Pertanto, il prezzo delle Call e delle Put sarà sempre maggiore al crescere della volatilità. Quindi quanto ci costerà questa famosa opzione put ? non lo sappiamo, però sappiamo che il prezzo dipende dalla volatilità del sottostante e che per una tranquilla Unipol ci chiedono il 6% a 6 mesi. Bene, l'alternativa quale sarebbe? io parlavo di spegnere un po' di server. Quanto ci costerebbe questa alternativa ? Vediamo: 1 antminer S17+ abbiamo visto (tabella nel post poco sopra i nostri) che costa 2.100 $. Quanto sono i ricavi/costi legati al mining di BTc con un S17+ ? da questa fonte leggiamo: https://www.f2pool.com/miners?currency_code=btc#list-headche un S17+ ricava 10.1$ al giorno e ne costa 3.5 di elettricità. Ok sono costi proposti da F2pool che ci farà un po' di cresta ma tant'è.... Supponiamo di spegnere un S17 per un mese. Non ho più il costo fisso dell'energia ma ovviamente c'è l'ammortamento del bene che si deprezza. Quanto può durare un S17 ? diciamo poco più di un anno ? quindi tenendolo fermo un mese buttiamo circa 120-130$. Se lo tengo spento non mino quindi non devo guardare al ricavo al quale rinuncio, mi basta sapere quanto perdo come valore del server che si deprezza. Quindi a questo punto devo mettere sulla bilancia : - 120 *6 $ se tengo spento il server per 6 mesi - un costo di put che sarebbe 430$ se il sottostante avesse la volatilità di Unipol invece che di Btc (con Btc che avrà quindi opzione put molto più costosa) E' un bel match. Mi viene anche da dire che se io scegliessi la strada dello spegnere i server, se dopo un mese il mercato si fosse ripreso potrei sempre riaccendere i server con pochissimo sforzo, mentre se avessi comperato la put ..... la butterei perché non avrebbe più alcun valore (salvo tenerla come speranza per il periodo di vita residuo) e avrei quindi buttato le salate fee pagate all'acquisto.
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December 16, 2019, 10:39:04 AM |
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Devo proprio finire di scrivere il mio post sulle opzioni. Io ho usato questo sito: http://www.option-price.com/index.phpInserendo i seguenti dati: Underlying price: 7,100 Exercice price: 7,000 Days until expiration: 180 (6 mesi avevamo detto) Interest rate: 0 Dividend yield: 0 Volatility 80% (ho usato la volatilità storica realizzata negli ultimi 6 mesi, non è detto che in futuro sia la medesima) il risultato è che la put costa 1510 USD. Vuol dire che per essere profittevole il prezzo di bitcoin deve scendere sotto 5,490 USD.
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duesoldi
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December 16, 2019, 10:45:17 AM |
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Devo proprio finire di scrivere il mio post sulle opzioni. Io ho usato questo sito: http://www.option-price.com/index.phpInserendo i seguenti dati: Underlying price: 7,100 Exercice price: 7,000 Days until expiration: 180 (6 mesi avevamo detto) Interest rate: 0 Dividend yield: 0 Volatility 80% (ho usato la volatilità storica realizzata negli ultimi 6 mesi, non è detto che in futuro sia la medesima) il risultato è che la put costa 1510 USD. Vuol dire che per essere profittevole il prezzo di bitcoin deve scendere sotto 5,490 USD. Vuol anche dire che mi conviene davvero spegnere il mio S17+ !  Scherzi a parte: chiaro che bisognerà vedere il prezzo reale dell'opzione e che ci sono molti fattori aggiuntivi che non abbiamo considerato. p.s. bello quel sito per il calcolo del prezzo
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creep_o
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December 16, 2019, 10:55:12 AM |
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Mining vs. Printing  Previsione: entro un mese la FED stamperà 425 miliardi di $ (curiosità #1: circa 3 volte la capitalizz. di mercato di BTC) A Novembre il debito USA ha raggiunto i 23 mila miliardi di $ (curiosità #2: circa 12 milioni x ogni BTC) https://it.cointelegraph.com/news/us-fed-to-print-425b-for-new-years-3-times-bitcoins-market-cap... c’è anche chi afferma che uno stato sovrano può stampare moneta quanta ne vuole, tanto non crea debito... io non credo... vediamo quindi fin quando sarà possibile andare avanti con questa attività di Printing.
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babo
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si vis pacem, para bellum
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December 16, 2019, 11:03:09 AM |
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Certo può stamparne quanto ne vuole inflazionandola ovvero facendola diventare carta da culo. Trucchetti che alla lunga paghi, ma tanto lo fanno perché dicono, saranno problemi di altri!
Vedi i danni enormi di una economia gestita col culo.
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Neo_Coin
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"Be Your Own Bank"
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December 16, 2019, 05:57:40 PM |
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- "Le decisioni giuste vengono dall'esperienza. L'esperienza viene dalle decisioni sbagliate".
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marioantonini
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December 16, 2019, 06:18:14 PM |
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ho letto l'articolo, non può basare tutto su binance. I lending su binance sono quasi impossibili da prendere, dopo 20 secondi ha già chiuso tutto, io non sono mai riuscito a mettere in lending niente. ma anche le stake, perchè farle su binance quando tutte quelle coin puoi tenerle in stake su un tuo wallet senza rischiare niente
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Plutosky
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December 16, 2019, 06:26:40 PM |
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Devo proprio finire di scrivere il mio post sulle opzioni. Io ho usato questo sito: http://www.option-price.com/index.phpInserendo i seguenti dati: Underlying price: 7,100 Exercice price: 7,000 Days until expiration: 180 (6 mesi avevamo detto) Interest rate: 0 Dividend yield: 0 Volatility 80% (ho usato la volatilità storica realizzata negli ultimi 6 mesi, non è detto che in futuro sia la medesima) il risultato è che la put costa 1510 USD. Vuol dire che per essere profittevole il prezzo di bitcoin deve scendere sotto 5,490 USD. L'unico exchange che uso su cui sono scambiate opzioni è Deribit. Per curiosità sono andato a guardare gli scambi. Se interessa, l'ultima put al momento in cui scrivo con prezzo d'esercizio a 7.000$ e scadenza 31/01/2020 è stata acquistata per 77 centesimi di bitcoin. Se non ci sono altri costi significa guadagno (in btc) se il prezzo spot al 31/01 sarà < di 6.500 $  Da notare che le opzioni su Deribit sono di tipo europeo per cui possono essere esercitate solo alla scadenza e non in qualsiasi momento prima della scadenza.
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"Diversification is protection against ignorance. It makes little sense if you know what you are doing" WB
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fillippone
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Duelbits.com - Rewarding, beyond limits.
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December 16, 2019, 11:38:27 PM Last edit: May 16, 2023, 06:55:13 AM by fillippone |
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Molto interessante: ho fatto la controprova con il sito che avevo indicato prima, ed il risultato è coerente:  Una volatilità implicita del 60%, quando la realizzata (a 180 giorni in effetti, non a 45) è all'80%, mi pare un buon prezzo! Ricordatevi che per prezzare le opzioni, l'unica "incognita! è il livello della volatilità: quale sarà la volatilità del BTC da qui alla scadenza dell'opzione? La prima idea è di guardare quella passata (un pò come guidare guardando lo specchietto retrovisore...) se negli ultimi 180 giorni il BTCUSD ha avuto una volatilità dell'80%, pensare che da qui al 31 gennaio la abbia al 60%, con l'halving più vicino, mi pare una follia. Sarebbero da comprare, magari delle call.
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